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Elvis Schaukasten

Io sono il Diavolo... e sono qui per fare il lavoro del Diavolo.

La bocca della verità

Blogger: BadMotherFucker
figlio delle stelle perche' ti offendi tanto? °_________o? perche' ti ho semplicemente kiamato suor maria clarinetta o perche' ti ho detto che ke le bestemmie i bambini buoni non le dicono,sei d'accordo con me giusto? beh sicuramente si visto ti sei offeso perche' ti ho kiamato bestemmiatore,cosa vera,ma visto tu non le dici le bestemmie allora e' tutto ok,potrei anche andare tranquillamente nel tuo blog a dare un okkiata nel mio tempo libero giusto per vedere di cosa parla di bello,sicura di non leggere neanche una bestemmia nel tuo blog,altrimenti ti offenderesti se bestemmieresti perche' poi qualcuna ti farebbe notare ke bestemmi giusto? ^_^

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Sono morto *loading* volte

 
martedì, agosto 31, 2004

NOW PLAYING...

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 17:27 | link | commenti (5) |

lunedì, agosto 30, 2004

All'inizio di giugno tornai nella mia città, capitale della moda come molto spesso viene definita, comunque a torto. Mancavo da mesi. E infatti notai che il cambiamento della moda aveva investito in toto la metropoli. Sceso dal pullman, mi recai con la metro verso il Burger King di via Torino per avvelenarmi lentamente con un Whopper Menu Maxi, e tra i filippini, i tedeschi, i peruviani, gli albanesi, gli americani, i marocchini e gli italiani che affollavano quest'appendice finale del mattatoio, in fila come un vitellino che aspetta d'essere squartato, notavo che erano moltissime le magliette verdeoro, colore tradizionale della squadra brasiliana di calcio, con le scritte "Brasil", "Rio", "Ronaldo 9" e altre puttanate. Bene, mi dissi, tutti questi coglioni che indossano questa oscena maglietta, mi ci gioco le palle, a notte vanno coi viados. E chi se ne sbatte, voglio il mio Whopper per alimentare la mia malsana coscienza di stronzone che predica bene (NO McDONALD'S!) e razzola di merda (BURGER KING RULES OK!). Muovetevi, musi di merda! Impiegati, pulisciscale, nullafacenti, toglietevi dalle palle! Vojo magnà! Tutto ok. Esco da questo orribile posto dopo essermi saziato e accendo la mia ennesima Lucky Strike Lights. Il fumo mi impedisce di leggere bene la scritta sopra un'altra maglietta, la mente registra, rapida, la parola "COCA". La nuvoletta svanisce, e sulla schiena del cretinoide leggo proprio "COCA", senza essere seguita dalla tranquillizzante parola "COLA". Dio cane, ma questo è scemo! Questo mi vien da pensare. Via Torino è la capitale dei gabber, figurati quanti coglioni ci sono, ma una maglietta così esplicita non l'avevo mai vista. Mi dirigo verso Hangover Records per comprare dei dischi, e tutta via Torino è infestata da amici dei viados in verdeoro e sodali del buon Pablo "El Patron" Escobar con magliette che cambiavano scritta ("Pablo Escobar", "Hijo de puta madre", "I'm your pusher"), ma che sostanzialmente svelavano quanta poca sostanza cerebrale era contenuta all'interno della scatola cranica del proprietario. Poco prima delle colonne di San Lorenzo, incontro uno psychobilly milanese e ci diamo appuntamento da Hangover mezz'ora dopo. Congedatomi dallo psycho, guardo alla mia sinistra e inorridisco: la maglietta, l'hat truck e la borsa di VON DUTCH, il grande artista americano morto pazzo e in miseria, in vendita in un negozio per fighetti di merda a prezzi da borsa nera. Un secondo dopo, i miei occhi sono martoriati dalla visione della coppia di fighetti da televisione che escono dal negozio con tutto il gesùcristo firmato Von Dutch. E' troppo. La mia città è sempre più ex, e questa gente non merita la mia presenza. Per la cronaca, io avevo una maglietta con sopra scritto "Rock'n'Roll Bastard" e con due belle croci di ferro sopra il petto. Fatti due passi più avanti, una figa della televisione (era la velina mora, la sarda) aveva una sweatshirt con una croce di ferro enorme sulle tettone, allora dicisi che era troppo. Da Hangover comprai una maglietta dei Mad Sin, con l'angioletto che mostra il medio. E la sfiga imperterrita mi fece vedere, proprio quella sera su MTV, il video dei Linea 77 con il fighetto di turno con la maglietta dello stesso gruppo.

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 20:01 | link | commenti (12) |

sabato, agosto 28, 2004

Pare che la nascita dello Psychobilly, inteso proprio come concetto, più che come genere musicale, derivi da questo show, tenuto dai Cramps in un manicomio. Dal voodoobilly della band di Lux e Poison Ivy, e dalla psicosi scatenata dalla performance, nacque il termine, utilizzato clandestinamente dai Cramps in un manifesto qualche anno dopo. In Inghilterra, nel 1982, venne ufficializzata la nascita dello Psychobilly vero e proprio, grazie agli show di Meteors, Polecats e Demented Are Go. Quindi impossibile dire con certezza chi sono stati i primi a utilizzare il termine, anche perchè nei primi lavori dei Meteors non c'era traccia di questa parola.

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 19:55 | link | commenti (6) |

giovedì, agosto 26, 2004

Un pezzo di storia. Che grande Leighton!

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 17:52 | link | commenti (9) |

mercoledì, agosto 25, 2004

Si potrebbe discutere per ore sui record registrati nel mondo del porno. Ce ne sono tantissimi, ed è divertente. Cominciando subito con il record classico, si può parlare del leggendario "Gola Profonda", di Gerard Damiano uscito nell'anno di grazia 1972. Protagonista una bellissima Linda Lovelace. Il film, che è quello che ha incassato di più nel cinema di genere, è costato solo 10000 dollari e ne ha incassati, solo nei primi tre mesi di proiezione, un milione tondo, facendo diventare immortali Damiano e la Lovelace. Note a margine: Linda si è suicidata nove anni fa a casa sua, dopo essersi ritirata dal cinema X Rated, dove aveva girato anche dei film in cui faceva sesso con i cani e altre porcherie. Nel suo importantissimo libro "Inside Linda" si trovano i motivi che spinsero la starlette al cinema porno, e, credetemi, non sono delle belle ragioni. Comunque "Inside Linda" è molto meglio di "Porno Manifesto" della sua collega Ovidie. Laddove la francesina tenta di spacciare il porno come un mondo colorato e pieno di buoni sentimenti, Linda ne fa un terrificante ritratto di sporcizia e degrado umano. Ora, bisogna pensare che tra un libro e l'altro sono passati vent'anni, che tra la travagliata e straziante vicenda della Lovelace e la scelta autonoma di Ovidie c'è un bel fiume che scorre, però pare che l'attrice americana dovesse togliersi ben più di un peso sullo stomaco, mentre invece Ovidie cerca di difendere, giustamente, quella che è una scelta non sempre facile. In ogni caso non perdetevi "Deep Throat", che è un capolavoro. Passiamo oltre, e arriviamo al fenomeno Peter North. Atleticamente non eccelso, dotato di una lunga pertica ma tutto sommato non eccezionale, il buon Peter può però vantare la più abbondante sborrata mai vista nel cinema porno. Basti pensare che il suo sbudinamento è il doppio di quello di un uomo normale, e la sua gittata, oltre ad essere potentissima, ha accecato ben più di un'attricetta o stella affermata. Memorabile un suo missile liquido che centrò i begli occhi di Traci Lords, in un brutto film di metà anni Ottanta. Anche la sua faccia da redneck è da sbellicarsi dal ridere, soprattutto quando sborra. Richiestissimo per la sua peculiarità, l'avrete sicuramente visto se siete appassionati del porno americano. Altro giro, altro record. Annabel Chong Lee, cinoamericana, è un'attrice che vanta un difficilmente superabile record, e cioè quello di essersi scopata 251 uomini in 10 ore, scelti via internet. Del suo record ne parla il film "Sex: The Annabel Chong Story", tutto sommato null'altro che un gang bang movie dove la gracile orientalina si fa sbattere da questi 251 montoni. La palla sta nel fatto che ogni tanto dall'orgia si passa alle considerazioni socio-umanistiche dell'attrice, un po' come nelle lunghe solfe di Goffredo Fofi. Ma in un film porno, prodotto essenzialmente destinato a un pubblico di pugnettari, queste baggianate guastano, eccome. Ne esiste una versione in VHS doppiata in italiano. Prima della Chong, il singolare record apparteneva a Jasmine Saint-Jacques, una vera troia da soldataglia: faccia bovina con occhi da pesce lesso, con un corpo che contiene più materie plastiche che carne umana, questa ragazza americana prendeva, e penso ancora prenda, anche tre cazzi nel culo facendo delle smorfie incredibili. Impossibile non ridere delle sue straordinarie performance. Il record della tettona va di diritto a Lollo Ferrari, francese. Spostata al suo agente-magnaccia, Lollo ha girato una ventina di film dove esponeva la sua  doppia mongolfiera con grande nonchalance, nonostante i suoi impianti di silicone non le permettevano più di prendere l'aereo, ad esempio, perchè altrimenti gli airbag le sarebbero scoppiati. Come si può notare dalla foto, è difficile stabilire con esattezza la taglia del suo reggibombe. Anche la storia della Ferrari ("Lollo" è sinonimo di "tette" in francese, "Ferrari" è un omaggio alla carrozzeria della casa automobilistica di Maranello) ha un epilogo tragico: anch'essa si è infatti suicidata, con un colpo di fucile, qualche annetto fa. I suoi film sono brutti, girati perlopiù negli States, dove si vede che questo mestiere la francese lo ha scelto più per necessità che per piacere. E' comunque giustamente famosa per essere golosa di piselli da succhiare. I suoi blow jobs sono infatti tra i migliori mai filmati, a modesto parere di chi scrive. Da spasso le sborrate sulle sue tette, con Lollo che si spalma la crema manco fosse il Coppertone protezione 10. La più porca, la porcona da record? Qui andiamo sul soggettivo, comunque. Ma di film porno, sia per piacere che per lavoro, ne ho visti migliaia. E la più maiala delle maiale secondo me, è Chessie Moore. Olandese, anche lei con tettone siliconate alla Lollo Ferrari, è stata una delle attrici più richieste del porno europeo degli anni Ottanta, mentre adesso la sua stella ha subito il fatale declino. Chessie ha girato, complessivamente, circa trecento film, e la sua specialità erano le orge, le gang bang, dove è stata regina indiscussa per anni, e le piaceva subire dei fortissimi facials anche da dieci uomini contemporaneamente. Talmente sfacciata da accettare anche ruoli degradanti, verso la metà degli anni Ottanta ha girato dei terrificanti animal, in cui ben presto si specializzò, dove gradiva soprattutto essere sbattuta dai cani. Dopodichè passò all'older, e anche qui fu sovrana assoluta. In un suo filmetto, probabilmente un "cheese" svedese, è inseguita da una torma di vecchietti arrapati che la prendono e se la scopano e dove sembra gradire tantissimo. In Italia ha lavorato anche, e un suo film da ricordare è "Le avventure erotix di Cappuccetto Rosso", di Luca Damiano, in cui recita accanto a Barbarella e alla mia superfavorita Karin Schubert.

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 18:15 | link | commenti (6) |

lunedì, agosto 23, 2004

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 17:49 | link | commenti (7) |

giovedì, agosto 19, 2004
Andre Williams, il Padrino negro

"Andre Williams fa sembrare il sound di Little Richard come quello di Pat Boone." - Lux Interior

Andre "Mr Rhytm" Williams è nato a Bessemer, Alabama nel 1936. Ha iniziato a cantare nel 1952 in un coro in una chiesa di Chicago, Illinois. La famiglia Williams si trasferì a Detroit, nel Michigan, dove Andre iniziò la sua carriera discografica con la Fortune Records. Andre ha registrato oltre 50 canzoni con la Fortune, canzoni come "Bacon fat", "Jail Bait", "Pass the biscuit" e "The graesy chicken". Andre inizialmente registrò sotto diversi pseudonimi, come The Five Dollars e The Don Juans.  Si fece notare come produttore e songwriter, componendo le famose "Shake a tailfeather", "Cadillac Jack", "Funky Judge" e "Twine time". Fu assunto e licenziato come staff producer e A&R man numerose volte da Barry Gordy alla Motown. Mr Rhytm (soprannome affibiatogli da Redd Foxx) produsse dischi di Mary Wells, Stevie Wonder, The Dramatics, The Chi-Lites, Ike & Tina Turner, e ha persino scritto materiale per i Funkadelic di George Clinton! Andre è sempre stato un uomo selvaggio con le donne, e non ha mai detto no alle occasioni per fare festa, e durante gli anni Ottanta Williams si trovò più volte a vivere in mezzo alla strada, finendo a fumare crack. Nel 1996, Andre torna alla grande, dandosi una ripulita e tornando a fare musica ancora una volta. Il suo album del ritorno, "Greasy", uscì sotto l'egida delle etichette St. George e Norton Records, le quali lo aiutarono a tornare sui palchi per i live shows, riconducendolo sulla strada giusta. Nel 1998 Andre realizzò il suo capolavoro di "sleazy-rock", "Silky", con l'etichetta In The Red, che fu un ottimo successo di critica e pubblico. Dalla realizzazione di "Silky", Andre è stato in tour sia negli Stati Uniti che in Europa, e il suo seguito accrebbe notevolmente. E' stato in tour diverse volte con la Jon Spencer Blues Explosion che registrò e accreditò Andre come produttore esecutivo dell'album "Acme".  Nel 1999 ha registrato un album country per l'etichetta discografica Bloodshot, con i The Sadies come backing band, e nel frattempo ha lavorato furiosamente al suo ultimo manifesto dell'energia macho, il disco "The Black Godfather", che porta Andre a estremizzare il suo ruvido misto di rock'n'roll e rhytm and blues. Per quest'album, Williams è stato aiutato da un cast di grandi della musica che ogni appassionato di rock'n'roll troverà impressionante: The Jon Spencer Blues Explosion, The Countdowns, Mick Collins dei Dirtbombs, The Compulsive Gamblers (prima conosciuti col nome di The Oblivians), Cheater Slicks e un ispiratissimo sassofono suonato da Steve Mackay (suo il sax dell'album "Funhouse" degli Stooges). Il produttore di "Silky" ed ex Gories Mick Collins si è occupato della produzione di "The Black Godfather". Questo disco è ottimo come tutti gli album usciti sotto il nome di Andre Williams. Il Signore abbia pietà!

"E' il più gran figlio di puttana che conosco" - Rudy Ray Moore (alias Dolemite).

(Biografia tradotta dal sito della In The Red Records).

 

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 17:44 | link | commenti (6) |

mercoledì, agosto 18, 2004

NOW PLAYING...

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 18:05 | link | commenti (6) |

martedì, agosto 17, 2004
Non voglio parlare del cavallo Amoroso

Travestiti, spacciatori e propugnatori di droga, sesso coi freaks, doppi sensi, gente che non pensa ad altro che a scopare, traumi infantili degni di Freud, necrofilia, macchine che fanno l'amore: no, non è roba porno o da emarginati, tutt'altro. Parlo dei cartoni animati giapponesi. I travestiti e i transessuali, ad esempio, fanno capolino, anzi sono protagoniste, nelle due serie (solo perchè sono le più famose) "Lady Oscar" e "Ranma 1/2". La tremenda storia di Lady Oscar si svolge alla corte di Luigi XVI, durante il crepuscolo della monarchia francese. Primogenita del capo delle guardie del re, che desiderava a tutti costi un erede maschio, Oscar vive la sua tormentata storia da bambina educata da maschio, a cominciare dal nome. Non riuscirà a vivere decentemente la sua vita, soprattutto sessuale, anche perchè scelse, come compagno per la vita, uno che aveva meno coglioni di lei. In una parola sola, straziante. "Ranma 1/2", invece, dal genio di Rumiko Takahashi,  è un'allegra storia di transessuali. Il protagonista si trasforma in una ragazza ogni volta che entra a contatto con l'acqua calda, ma ciò non gli crea grossi problemi. Il cartone animato di Pollon, figlia di Apollo e principessina dell'Olimpo, è una storia di maniaci sessuali degenerati. La zia troia Afrodite non pensa ad altro che a farsi sbattere da qualunque cosa respiri, e si veste da hostess porno, completa di calze a rete e minigonna. Suo nonno Zeus, come da tradizione, vorrebbe anche lui trombarsi tutte le donne che vede, e per fortuna che i responsabili del cartone hanno tenuto fuori la parte omosessuale. Il suo amico Ermes è nudo e ha in bella mostra un cazzetto ridicolo. Pollon canta una canzoncina che è un chiaro riferimento agli speed e alla cocaina: "Sembra talco ma non è, serve a darti l'allegria". Divertente ma adatto a un pubblico adulto (per farsi le seghe, immagino). Sesso coi freaks? Quanto ne volete. Il protagonista di Jeeg, Tetsuo, solo per dirne uno tra i tanti, tratto da un fumetto di Go Nagai, è un cyborg trasformato in tale dal suo stesso genitore, poco meno d'uno scenziato pazzo. Ha la fidanzata. Chissà se gli è rimasta la produzione spermatica, se potrà procreare. Stesso discorso per Devilman, sempre di Go Nagai. Le diavolesse nemiche dell'eroe hanno l'avida faccia delle ninfomani dell'166. Alcune se lo trombano pure. Fantastico. Per tacere dei mostri con l'ormone incandescente del cartone gotic/horror, ispirato ai film della Hammer e agli horror nostrani di Freda e Bava, "Bem", che tra l'altro, nella versione italiana, può godere della spettacolare sigla firmata da Nico Fidenco. Di doppi sensi è piena la serie "Lupin III", tratto dai fumetti di Monkey Punch. Il ladro è innamorato di Margot, una vera porcona col pedigree. La maiala in questione (nota, nella prima serie, col nome di Fujiko Mine, dove "Mine" sta per "mia", aggettivo possessivo in inglese) tromba con tutti ma non con lui. Se la fa anche con Zenigata, e invano Gigen e Goemon cercano di mettere sul chi va la il capobanda. Anche "La principessa Zaffiro" era una maiala. Molto più raffinata di altre e meno sputtanata negli atteggiamenti, ma pur sempre un'assatanata. Perfetti maniaci anche nella serie "Yattaman", purtroppo dimenticata. La villain era una gran porca, in tenuta da padrona, sempre eccitata, e non lesinava nerbate e frustate ai suoi soci imbecilli, anche loro amanti del bondage. La fidanzata di Yattaman era una di quelle finte suorine (acqua cheta rovina i ponti) e mi sa che prendeva certi travicelli da far impallidire le pornodive più scafate. Traumi infantili? A tonnellate. "Candy Candy", ad esempio. "Charlotte". E poi la più famosa del mazzo, la dolce Heidi. Heidi in tutto il cartone animato se n'è fatti tanti, quasi tutti i maschi che c'erano. La sua amica ricca paralizzata, di nome Clara, avrebbe voluto pure concedersi, ma la malasorte le concesse solo un omarino per i suoi trastulli; in più le due sventurate ragazze avevano come tutrice la diabolica signorina Rottermeyer, un'autentica belva. Ho sempre pensato che, per la figura della Rottermeyer, gli autori della serie si siano ispirati a Fanchon, la vecchia prostituta raccontastorie delle "120 giornate di Sodoma" di De Sade. Oppure Ilsa, la belva delle SS, protagonista dell'omonimo film. O tutt'e due. Candy poi: una necrofila che non faceva altro che fantasticare scene di sesso col suo manzo già stecchito da tempo. Una vera necrofila. Questi siamo noi, una generazione di sfigati cresciuti a pane e mostri giapponesi. Si sono vendicati della bomba atomica, eccome.

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 19:18 | link | commenti (11) |

lunedì, agosto 16, 2004
Autoritratto

--br--

E se stasera vince l'Onda, giuro che vado in contrada e prendo una sbronza, per così dire, lacerante

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 18:01 | link | commenti (5) |

venerdì, agosto 13, 2004
Sogno, vendetta, libri, giustizia e scopate perse

Parte I: Infanticidio

Quand'ero undicenne, con alcuni amici decidemmo di costruire una capanna, durante la torrida estate 1987, giù al paesello d'origine, nel grande appezzamento di terreno di uno di noi monelli. Andammo dal falegname, ci procurammo assi, moquette, chiodi, cartoni, martelli e seghe fottuti nei garage dei vari papà, martelli che non tornarono mai più indietro, per la bile dei suddetti. Era giugno, il caldo batteva ripetutamente sulle nostre giovani spalle, ma giustamente ce ne sbattevamo. Avere una capanna nostra sarebbe stato un grosso risultato, ci avrebbe riempito di orgoglio e ci avrebbe fornito imperituro, sicuro rifugio quando avremmo disintegrato le finestre altrui a pallonate, cosa piuttosto frequente. Io mi detti da fare come gli altri, e più degli altri, anzi, grazie al mio spirito artistico e pratico, si può dire che la capanna fu costruita in virtù delle mie idee. La sera del penultimo giorno prima di finire l'opera (mancavano giusto le "finestre" ricavate da un pezzo di plastica trasparente), andammo ognuno a casa sua, a mangiare e riposarci, per finire e inaugurare la nostra piccola reggia. Sarebbe stato un gran giorno, domani. Sarebbe stato. Il giorno dopo mi presentai un po' in ritardo nel giardino, e trovai gli altri ragazzi che tagliavano la plastica per le finestre. Il cancello del giardino, però, era chiuso, stranamente, quindi urlai allegro ai miei soci di aprirmi. Mi si avvicinò il mio amico proprietario del terreno, e mi disse che non mi avrebbe fatto entrare. Quando hai undici anni non pensi che uno possa scherzare su queste cose, infatti non lo pensai affatto. Diventai rosso come un peperone, con le lacrime che spingevano disperatamente dietro i miei occhi tentando di uscire, e con un bel nodo da marinaio che mi strozzava la trachea. Chiesi perchè. "Perchè mia mamma non vuole che giochiamo con te. Dice che sei una pessima compagnia". Girai i tacchi molto sconsolato, con l'ultima immagine nella testa che mi mostrava questo mio ormai ex amico che si allontanava dal cancello sprangato e per me invalicabile e gli altri che appoggiavano la plastica al telaio che io avevo costruito e ideato, perchè quelle infami mezzeseghe non sapevano neppure che cosa fosse, un telaio per una finestra e la pece per incollarcelo. Tornando a casa mi fermai a giocare a pallone con degli altri delinquentelli della mia età, e giocai più di merda del solito, e dire che già ero un calciatore pessimo di mio, il più famoso scarparo del paese, un ciccione pieno di grasso coi piedi piatti. Il giorno dopo, un po' rinfrancato, incontrai la cugina del mio amico con la madre strega che mi odiava. Le chiesi se sapesse il perchè di tanto odio da parte di sua zia nei miei confronti, a questa ragazzotta quindicenne che già prometteva di diventare (come poi diventò) una figa da far impazzire gli ormoni di tutti noi giovanotti in età pre-post-ante-durante-puberale. Mi disse che il fattaccio dipendeva da mio padre. Mio padre? Già, il mio adorato babbino aveva, assieme a un suo amico, pubblicato due mesi prima un manifesto contro lo sfratto, dal corso principale del paese dove i giovani anni Ottanta facevano le vasche avantiedietro, di una famiglia di emarginati e ubriaconi poverissimi. In seguito alla pubblicazione del manifesto, mio padre e il suo socio si beccarono pure una denuncia, poi andata affanculo perchè il dissenso lo puoi esprimere, e poi sul manifesto non c'erano scritti i nomi, anche se la storia tutto il paese la conosceva. La giovanotta cugina mi spiegò, con il suo fare che mi faceva sudare anche più del tremendo sole di metà giugno, che la casa dove questa povera gente abitava era di proprietà del padre del mio amico. E io ero un po' come il cavallo di Troia, avranno pensato il padre stronzo e la madre arpia del mio ex amico. La serpe in seno. Il figlio di uno di quelli che lo avevano sputtanato come speculatore senza un briciolo di cuore pronto, per i suoi vili interessi, a cacciare di casa una famiglia di poveracci che aveva come unica consolazione il vino. Quindi disse al figlio di non farmi entrare, e io non mi giovai della mia capanna che avevo tirato in piedi assieme agli altri, riempiendomi di segatura, schegge, tagli.

Parte II: "V" for "Vendetta"

Passano tredici anni da quell'estate. Sono un giovanotto nel fiore dell'età, pieno di spirito. L'episodio non me lo ricordo più, la mia mente è occupata giustamente da altre seghe: la figa, i soldi, fare quello che voglio. Non è certo essere trattati come zingari da una stronza che può rovinarti l'umore e l'esistenza. Per di più da dieci anni mi sono trasferito nella grande città. Quella gente del cazzo non la vedo più. Che si contino i pidocchi da soli, non mi avranno come loro complice, diceva il saggio. Torno nel paesone inerpicato sulle montagne, per le vacanze estive, ospite di mia zia, che ha pure una bella casa al mare dove conto di andare. Ma prima di partire sono andato alla libreria Feltrinelli di piazza Duomo, e mi sono comprato i miei bei libri da leggere. Uno, costosissimo e attorno al quale giravo da tempo, lo leggo in treno alla stazione Centrale, mentre torno nella terra dei miei avi. Bel libretto. Parla delle malefatte di una società di figli di supertroia. Ma non è un romanzo, è un libro sulla storia recente della patria a forma di stivale. Letti i primi due capitoli, nella mia cuccetta solitario, con sotto un'intera famiglia siciliana che, colmo della sfiga non annovera neppure una figliola ventenne, avendo la matrona sfornato solo maschi come da tradizione e gioia del capofamigghia, un omuncolo che non farebbe brutta figura accanto al mio eroe Paviglianiti, vado in fondo al libro, dove trovo la lista con tutti i nomi dei simpatici bastardi aderenti a questa consorteria di farabutti bastardi. L'ho già detto bastardi? No? B-A-S-T-A-R-D-I. Bell'elenco, completo. Nomi, cognomi, comuni di provenienza. Bella banda di cornuti, dico cornuti perchè il sicilianozzo laggiù smoccola contro il suo principale che gli ha accordato solo tre settimane di ferie. Lo chiama "'u curnutu". Bella forza, tu cornuto non lo sei di certo. Tua moglie è un cesso, pesa novecento chili a pesarla ad occhio, ma mi sa che sbaglio per difetto. Io amo le siciliane. Dopo le venete, a mio parere, sono le migliori fighe del mondo. Ma questa è una vera balena che si è spiaggiata ed è morta da un mese. Che schifo. Spero, per Dio, che non le venga l'estro di togliersi le scarpe, delle Nike, sennò vado a dormire al cesso. Ma torniamo al libro. Scorro la lista, un po' soprappensiero, perchè la tribù la sotto ha deciso di fare la resa dei conti proprio adesso, con un estraneo che tenta di leggere nella cuccetta di sopra. Nella lista trovo dei nomi di personaggi che abitano proprio al paese dove sto tornando dopo anni. 'rca troia, stai a vedere ci trovo un parente, o qualcuno che conosco. Gli regalo il libro, giuro su Dio. Ce ne sono diversi e li sottolineo col Pigma Graphic rosso. Quando ad un tratto trovo un nome conosciuto. Cazzo, mi viene un colpo. I capelli tinti di rosso, e alzati a banana, diventano come quelli di Sid Vicious. Il più traumatico evento della mia vita, e cioè l'essere stato escluso da una banda di ragazzini per motivi "da grandi", torna come uno zombie, si fa strada attraverso i miei neuroni e mi fa rivedere tutto l'accaduto, come in un film dalla trama scadente. Il nome, il cognome, e il comune di provenienza coincidono. E' il padre stronzo del mio amico, che allegro mi comunicò, tredici anni prima, che ero fuori dalla capanna, fuori dal giro, fuori dai giochi. L'eccitazione mi scorre come acido nelle vene irrigidite. La frase "figliodiunagrandissimaciucciacazzi" mi scorre in testa. Non dormirò stanotte, anche se la mèta è lontana e non siamo neppure a Bologna. Non dormirò, e che la famigliola qui sotto faccia un po' come cazzo le pare. Era un bastardo davvero, e col pedigree. Tipico di chi aderisce a certi club. Invece, m'addormento e sogno di un processo che mi vede giudice, pubblico ministero, parte civile, giuria e vittima. Ci sono tanti imputati, tutti con un cappuccio nero da boia. Li condanno ai lavori forzati, mi devono costruire un castello sui Carpazi, e rifornire la mia bara di belle potte vergini e con le tette enormi. Bastardi, bastardi, bastardi, bastardi, bast... "Basta!" La mamma grida al figliolo. Cazzo, sognavo. La matrona si è svegliata e rimprovera il figliolo. Io sono quasi arrivato, giusto il tempo d'una pisciata, una sciacquata alla faccia tumefatta, una bella grattata alle palle sudate. Alla stazione, mio cugino mi viene a prendere. Baci, abbracci, come stai e sei più brutto dell'anno scorso. Insomma, una pacchia. In macchina gli racconto quello che ho appena scoperto: ride di gusto e mi da del pallista,  mi dice che 'sto fatto non lo sapeva. Gli faccio leggere il nome, perchè altrimenti non mi crede. Arrivati a casa, saluto zia, zio e resto della cuginanza. A sera, prima di partire per il mare, rivedo l'ex amico. Fa per salutarmi, mi allunga la mano, che guardo come se mi stesse porgendo uno stronzo di cane. Forse ha capito che non ho dimenticato il fattarello di quando eravamo bambini. Girando per il paese ci fermiamo, con mio cugino, in un bar. Al tavolo di fronte sta seduta una gran bella fighetta sui vent'anni, che mi guarda e sorride: ma io non la conosco, chiedo a un mio ex compagno di scuola chi è quella bella sventolina con due tette che promettono il Walhalla, il Paradiso e certe volte pure l'Inferno. Mi dice che è la sorella dell'ex amico mio. Perdo l'interesse e probabilmente una trombata sicura. Me ne fotto che la ragazzotta è carina e che se potesse mi farebbe un satanico worshiping di lingua attorno al mio totem rosa con la testa violacea. Innanzitutto la giustizia e la morale. Voi stronzi mi avete escluso, io non vi cago, e vi aborro; in più sono un moralista pedante, un integralistra dell'onestà collettiva. Non meritate una goccia del mio sudore, non vi regalerò il mio sperma, anche se l'officiante è una fregnetta che mi scoperei all'istante che mi ha già fatto venire col solo fatto che continua a guardarmi con quei begli occhi iniettati di desiderio. E questa è la mia vendetta.

(I fatti narrati sono ovviamente romanzati, ma, in linea di massima, sostanzialmente veri.)

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 18:43 | link | commenti (10) |

giovedì, agosto 12, 2004

NOW PLAYING...

Da lacrime agli occhi... il Reverendo è tornato a spaccare il culo come si conviene...

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 17:04 | link | commenti (10) |

lunedì, agosto 09, 2004

Dedicato alla coniglietta suicida che disegna benissEmo.

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 17:55 | link | commenti (10) |

domenica, agosto 08, 2004
La diatriba, Volume II - Siamo uomini o Platinette?

TI AMO E TI ODIO PLATY...Platinette

Irriverente, travolgente,simpatica ma "piccante", di un'intelligenza che fa un baffo alle mille starlette e stelline che affollano gli schermi!

Tanta,troppa ma come il suo cervello evidentemente: parliamo di Platinette, la creatura portata sugli schermi dal dottor Costanzo.

C'è chi la ama, chi la odia ma di sè fa parlare!

Ogni suo intervento è una pugnalata per molti,per tutti: non si risparmia mai, è veritiera nelle sue dichiarazioni e come si suol dire non "ha peli nella lingua".

La Plati nazionale scrive libri,insegna Estetica della Televisione all'Università, canta e si canta anche,ha inciso con Linus un cd, conduce programmi radio e da Settembre sarà con una sua rubrica settimanale all'interno del contenitore domenicale di Costanzo.

Ecco ciò che scrive Journal sul suo blog ( http://vipditurno.splinder.com ), subito dopo avermi citato perchè lo critico. Chiama l'immondo travestito Platinette "creatura portata sui teleschermi dal dottor Costanzo". Miei cari e acculturati amici, non vi ricorda il "Frankenstein, o il Prometeo moderno" di Mary Shelley? il Dottor Costanzo nei panni del dottor Frankenstein, la creatura Platinette nei panni del mostro. Con la differenza che il mostro era meglio di Platinette, più affascinante sicuramente, nonostante l'avanzato grado di decomposizione e le suture, di questa palla di lardo di Platinette, non sembra anche a voi? E poi... scrive libri? Guarda, anch'io scrivo libri e so' 'gnurent cum'a un capron. E insegna all'Università? Io pensavo che le accademie fossero luoghi seri, e invece ci tocca pure  di pagare le tasse per permettere a quasto mappamondo ambulante di girare per i nostri Atenei vestito come se fosse carnevale tutto l'anno... chissà che stirpe di geni uscirà fuori dai suoi corsi, meglio non pensarci... Journal, togli tutto quel rosa dal blog, mi sto accecando, cazzo! Siamo uomini o Platinette? Mha... mi rilasserò ascoltando i Demented Are Go, pure loro carnascialeschi abbestia, ma almeno con più stile... "Surf ride to oblivion" a tutti...

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 18:18 | link | commenti (17) |

The Fleshtones, un amore inconscio

Credo in ogni caso che il gruppo di Peter Zaremba sia il miogliore di tutti quelli che negli eighties si dedicarono al garage revival. Mi spiego. Di band all'altezza ce n'erano a bizzeffe. The Fuzztones, Gravedigger Five, The Dwarves, The Pandoras (bella la  mia Paula... ancora l'amo), Miracle Workers. Ma i The Fleshtones erano, e tuttora sono, anche se la maggior parte di queste band non esistono più, i migliori del mazzo. Voglio dire, a parte il fulminante debutto "Roman Gods", disco che consiglio a tutti, dopo più di vent'anni Zaremba & C. ancora continuano a fracassare ampli, calcare palchi, dare alle stampe dischi meravigliosi. Anche gli ultimi due, "More than skin deep" e "Do you swing" sono all'altezza della loro pessima fama. La formula del loro rock'n'roll, se vogliamo, è più semplice di quella barocca, anche se maestosa, dei Fuzztones di Rudy Protrudi. Laddove Protrudi e soci arricchiscono di sitar, Vox Jaguar e altri strumenti le loro splendide canzoni, i Fleshtones riducono i loro pezzi all'osso, in virtù di accordi rock'n'roll che stupiscono per la semplicità, un po' alla Ramones, e fanno scorrere i brividi come lucertoline nella schiena. Dico questo perchè stamattina mi sono svegliato ("Oh bella ciao") con la canzone "God damn it" nelle corna, che ovviamente ho ascoltato subito col walkman portatile. La canzone parla della difficoltà, per una band di vecchi volponi come sono loro appunto, di sbarcare il lunario con la vita rock'n'roll on the road, il tutto senza un briciolo di banalità. Fatevi un favore, trovatevi tutto quello che potete dei Fleshtones, non servirà a risolvere i vostri problemi, però vi permetterà di ballarci sopra. (E questa era di Keith Moon. Non sapete chi è Keith "The Craziest" Moon? Andate affanculo e rimaneteci). Amore inconscio, dicevo. Perchè quando mi chiedono quale sia la mia band preferita rispondo Reverend Horton Heat, Ramones, The Meteors. Ma i Fleshtones, che preferisco a tutti e tre, non li cito mai. Anche se ho speso 80 euri (accidenti ame, quando poi mi servono...) per la prima stampa di "Roman Gods", non li citerò mai. Sono come una vecchia fidanzata di cui si è ancora innamorati e non si trova il coraggio di confessarlo alla propria moglie.

 

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 17:56 | link | commenti |


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