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Elvis Schaukasten

Io sono il Diavolo... e sono qui per fare il lavoro del Diavolo.

La bocca della verità

Blogger: BadMotherFucker
figlio delle stelle perche' ti offendi tanto? °_________o? perche' ti ho semplicemente kiamato suor maria clarinetta o perche' ti ho detto che ke le bestemmie i bambini buoni non le dicono,sei d'accordo con me giusto? beh sicuramente si visto ti sei offeso perche' ti ho kiamato bestemmiatore,cosa vera,ma visto tu non le dici le bestemmie allora e' tutto ok,potrei anche andare tranquillamente nel tuo blog a dare un okkiata nel mio tempo libero giusto per vedere di cosa parla di bello,sicura di non leggere neanche una bestemmia nel tuo blog,altrimenti ti offenderesti se bestemmieresti perche' poi qualcuna ti farebbe notare ke bestemmi giusto? ^_^

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Sono morto *loading* volte

 
mercoledì, marzo 30, 2005

NOW PLAYING...

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 19:51 | link | commenti (6) |

sabato, marzo 26, 2005
Perchè Carpenter è meglio di Kiézlowsky

Quando stavo con una ballerina/attrice di teatro, ebbi i miei grossi gatti appesi ai coglioni ogni volta che si trattava di andare ad affittare un film. Voglio dire: Roberta, oltre ad essere bellissima, era anche una delle pochissime, se non l'unica fino ad allora, ragazze che con me condivideva la passione per il garage-beat e lo psychobilly, anzi, essendo più grande di tre anni conosceva questa musica da prima di me, ed aveva dischi invidiabili. Ma sul cinema era un fottuto disastro. Se un film non conteneva un "messaggio", per lei era merda. Proprio in quel periodo, io stavo iniziando la mia raccolta di film di John Carpenter, ad oggi uno dei miei registi preferiti. E, convivendo con lei, avevo le mie Vhs a casa sua. E volevo ovviamente vederle con lei. La prima volta che le parlai di Carpenter le magnificai le virtù del più bel film horror/fantascientifico che mai sia stato girato, ovvero "La Cosa", del 1982, con uno straordinario Kurt Russell. Le atmosfere tese e claustrofobiche - raccontavo - lo rendono unico e impossibile da perdere, e lascia stare quello che dice quella famosa guida ai film, che, con spocchia incredibile, gli preferisce "La cosa da un altro mondo" di Christian Niby e Howard Hawks. Quella guida lo chiama persino remake, soprassedendo alla verità che entrambi i film sono basati sul racconto, purtroppo inedito in Italia, "Who goes there?" di William Campbell, e che la versione del maestro del Kentucky è cento miliardi di volte migliore. Quindi una sera d'estate bollente la convinsi a guardare "La Cosa". Un quarto d'ora durò la visione del film: la benedetta ragazza iniziò ad agitarsi, definendo il capolavoro "Un film demenziale". Con le palle tutte striate, tolsi il film dal videoregistratore, ma lei impose di vedere "La doppia vita di Veronica", di un certo rompicoglioni polacco di nome Kiézlowsky. Ora, non so se è vera la cosa che uomini e donne hanno una diversa sensibilità; sta di fatto che mi sciroppai tutto il film, rompendomi il cazzo in maniera indicibile, non trovando un singolo elemento che potesse farmi piacere quella lagna assurda. Stramaledissi non Kiézlowsky, ma lo scienziato che gli pagò le riprese e i quattro tipi da cottolengo che ci lavorarono. La storia di un troione francese che vede più cazzi del cesso della stazione Centrale di Milano mi venne subito sulla bile. Ma in questi giorni, più vecchio di sette anni, ho deciso di rivedere entrambi i film. Magari sbagliavo - ho pensato - e "La doppia vita di Veronica" è meglio de "La Cosa". Prima il dovere, e quindi per primo il film del polacco. Non ricordavo che fosse così: nel senso, la prima volta che lo vidi mi frantumai il cazzo da manicomio. Questa seconda volta fu nettamente peggio. Prendendo ad esempio l'Alfieri, mi legai alla sedia per costringermi a vederlo. Una merdata. Chiaramente la visione per la trentesima volta del capolavoro di Carpenter, nonostante l'ora tarda, fu davvero un'altra cosa e mi risolse la serata. ma tornendo in argomento, perchè Carpenter è meglio del lagnoso polacco? Perchè il primo sa raccontare le storie, il secondo si faceva le pippe. Il primo ha una tecnica registica, che molti snobboni pezzealculo definiscono "di genere" come se fosse un delitto, che pochi altri registi hanno, il secondo è bravo a girare film come io a risolvere problemi d'algebra. Il maestro del Kentucky ha profuso passione nei suoi film, il secondo vi ha riversato tutte le sue paranoie da frustrato. Carpenter, nei suoi film, ha sempre messo dei messaggi molto forti: critiche alla società, al mondo del cinema, al governo, e neppure tanto palesi: vedere per credere 21997: Fuga da New York", "Essi vivono" e "The Fog", Kiézlowsky, raccontando le storie di una manciata di sciampiste e di metronotte, non ha saputo raccontarne neppure la quotidianità. Non credo di dover aggiungere altro.

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 19:31 | link | commenti (11) |

venerdì, marzo 25, 2005

NOW PLAYING...

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 18:35 | link | commenti (3) |

mercoledì, marzo 23, 2005
Storie di punks - un metaracconto di BMF

L'estate del 2000 mi vedeva reduce da una storia sentimentale lacerante. La puttana che mi aveva stropicciato, fatto a pezzi e sputato il curaçao, chiaramente, stava vispa e allegra, mentre io mi sentivo come uno che ha perso il suo animale domestico nello tsunami. Ma pure peggio. Per ripigliarmi, andai da Milano a Udine, a stare un po' con l'altra metà della mia famiglia. Ovviamente senza un soldo, da bravo punk. Per questo mia mamma mi fece presente che potevo star lì, e vitto e alloggio erano garantiti, ma vizi e svaghi dovevo pagarmeli. Quindi mi fece andare giustamente al lavoro, facendomi notare che l'età non mi poteva neppure far appellare al senso di giustizia della frase "Hai voluto la bicicletta e ora pedali". Quindi, assieme all'altro punk di famiglia, mio fratello, trovammo come lavoro quello umiliante dell'andare a vendere porta a porta. Un lavoro che di questi tempi pure i senegalesi rifiutano, preferendo la calura dell'altoforno. Per farla breve io e Alessandro ci ritrovammo, ogni mattina, con una borsa blu piena di porcherie d'infima qualità: profumi, fazzoletti, saponette, accendini (un must sulle spiagge, anche se noi la spiaggia la vedemmo in cartolina) e cjalcius da l'Udin, pezzo forte della nostra borsute. Assieme a noi un campionario d'umanità incredibile. Un boss ricchione (assomigliava a Roberto Cavalli, che ogni volta che vedo in televisione devo omaggiare con un sentito e sonoro rutto), l'autista del furgone che sembrava il Gatto della favola di Pinocchio, un tizio super-furlano che vendeva tantissimo e che con questo lavoro aveva fatto i miliardi (non sto scherzando) e infine uno sloveno, che faceva i suoi onesti soldi con questo lavoro di merda e che spesso veniva scambiato per ladro a causa dei suoi vestiti da taccheggiatore e la parlata da profugo della guerra 1991/1999 che faceva scappare la gente. Insomma, ben poco resistemmo a questa merda io e il secondo figlio dei miei genitori. Era troppo umiliante per noi, e poi all'orizzonte si profilava un lavoro meglio, e che ci avrebbe fatto fare pure la figura dei professionisti, a me e al mio amico Lazzaro: smazzare gli elenchi della Telecom in giro per le case. Un lavorone, pieno di mance, gloria, prebende e visioni gratuite di gran belle fighette conciate per l'estate. L'unica rottura di gonadi era che gli emolumenti erano riconosciuti a novanta giorni: stipulai una pax, per così dire "romana" con la genitrice, che mi anticipava i soldi e che poi li avrebbe riavuti, con il suo nome al posto del mio sull'assegno che mi avrebbe consegnato l'appaltatore Telecom tre mesi dopo (a onor della mia mamma, che mio fratello ha di recente definito "strana, non pazza", va detto che quell'estate oltre a foraggiarmi mi pagò anche le cure dentistiche e i soldi non li rivolle indietro, nonostante la sua consolidata fama di tirchia-rabbina-scozzese). Lo stesso appaltatore che ci dava il lavoro era un grandissimo. Triestin dei più classici. Col cognome, glorioso, di un grande allenatore della nazionale italiana di calcio, che nella cerchia dei miei amici è stato ribattezzato "un milion", per il suo vezzo, tipicamente carsico, di troncare le parole, sullo stile di Cattivik. Come al solito ho divagato. Ricominciando dal lavoro da poveracci con la borsute, una sera, una delle ultime sere di ritorno dall'infamissimo lavoro da ciuchi, io andai con mio fratello a casa di un suo amico. Alessandro rimase lì, a sfondarsi di bonghe, mentre invece io raccattai Tommasone, che di lì a poco sarebbe partito per il Canada a farsi una fredda estate da boscaiolo, a girarsi tutti i merdosi club garage-punk di cui Montreal, mi giurò al ritorno, era piena, e me ne andai con lui al FolkFest, un appuntamento per me imperdibile dell'estate udinese, con fregne provenienti da ogni angolo del mondo intente a mostrare le loro grazie. In quel momento avevo in tasca la piccola fortuna di 20000 lire, con la prospettiva che sarebbero diminuite, visto che avevo intenzione di mollare il lavoro de vascjos (non chiedetemi che cazzo è, è una cosa che sa Lazzaro, che a sua volta ha saputo da Elvis). Tommaso, in piena fame chimica, incominciò a rompere il cazzo mentre io vedevo il balletto delle russine (certe fiche jugoslave, d'origine ucraina; io amo le donne jugoslave di default ma queste sono, per così dire, degli angeli in corpo di donna) e il caro amico voleva che gli pagassi un kebab. Sapendo che il kebabbaro avrebbe chiuso a mezzanotte, lo frodai sull'orario per non doverlo mantenere - non per cattiveria, ma per estrema povertà - e all'una andammo in direzione pappatoria. Il kebabbaro era chiuso; ma Tommaso era chiamato Tommasone non a caso, e quindi la sua fame non si faceva certo ostacolare da cazzate come questa. Mi propose di tornare a casa di Giulio, a trovare quella banda di freaks, dove avrebbe preparato una delle sue infernali aglio e olio e PEPERONCINO, immangiabili se non si è ubriachi. Declinai l'offerta, dicendogli che avrei fatto io una carbonara a casa mia se fossimo andati a recuperare Alessandro. Al che Tommasone, affamato come Pantagruel, mi disse che ci avrebbe pensato lui a organizzare lo spuntino notturno: di lì a pochi passi c'è il McDonald's. Il mio socio, da bravo punk, si era già servito agratis da loro, ma non puntandogli un coltello alla gola, perchè Tom è sempre stato l'individuo più buono e generoso che io abbia mai conosciuto, ma bensì andando a servirci direttamente al bidone dei rifiuti dove i dipendenti di McD buttavano gli hamburger che avevano superato i 20 minuti di vita. Ridendo, andammo a questo singolare self-service. Aperto il coperchio del bidone, in un sacco nero trovammo un sacco di cheeseburger, mcnuggets, bigmac, filet-o-fish e patatine, e come due veri barboni, raccolta la cibaria (una mezza dozzina di panini a cranio) ci dirigemmo verso la stazione a cenare. Ma ovviamente il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi del cazzo. Due poliziotti notarono il movimento loffio (questa è rubata a Pasolini) e si misero a seguirci. Che due coglioni. Notare che la stazione di Udine è storicamente piena di barba, tossicomani, travestiti, marchettari in cerca di vecchietti e militari, puttane, ladri, scambisti, assassini. E i due sbirri, ovvio, dietro a due minchia affamati, uno con il quiff nero, il chiodo con il logo dei The Rip-Offs in pieno luglio e i mimetici  e l'altro rasato a zero, con il tatuaggio dei Crass sul cranio rasato e la barba tinta di rosa (retaggio di Mad Max). Li seminammo solo perchè, una volta entrati in stazione, scavalcammo il muretto per tornare sul viale e quindi a casa di Giulio dove il resto della cricca ci aspettava. Mangiando, il mio unico commento fu: "Bhé, non si può dire che questa non sia stata una serata da punx". Tommasone, guardandomi, mi rispose con un rutto.

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 16:53 | link | commenti (16) |

lunedì, marzo 21, 2005
The KINGS are back


Tornano i re del fuzz, The Fuzztones, in tour in Italia. La data toscana è prevista per il 21 aprile al Sonar di Colle Val d'Elsa, locale che li aveva già visti impegnati un anno e mezzo fa in uno show incendiario. Gruppo spalla della serata, gli eroi locali B-Back, quartetto garege punk formato da ex componenti di band di assoluto valore come Ray Daytona & Googoobombos, Pikes In Panic e I Barbieri, con un cd appena uscito su Area Pirata (vedi links), dal titolo "In time!". Inutile dire che vi aspetto la...
 

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 17:49 | link | commenti (4) |

sabato, marzo 19, 2005
Punk's not dead (part XXIX)

Mi è capitato ieri sera di andare a un concerto punk rock, suonavano i Derozer, che non avevo mai sentito dal vivo, e che avevo ascoltato pochino anche su disco. Ottima impressione, quattro ragazzoni cresciutelli che si dannano l'anima per riuscire a smuovere i culi delle 250 persone accorse a vederli; 50 minuti di ottimo show, con una carica e un'energia invidiabili. Esattamente come mi aveva detto il cantante Seby, un concerto di una band italiana all'altezza di quelle straniere, con un ottimo batterista, un chitarrista che faceva il suo dovere, una buona voce memore degli insegnamenti del punk californiano di cinque lustri fa e un bassista completamente ubriaco che agitava il pubblico. Bene, bene. Al banchetto ho anche preso delle pins, (una dei Sex Pistols, una di GG Allin "HATED in the nation" e la classica intramontabile "ACAB" con uno sbirro che tiene tra le grinfie un tizio tutto insanguinato) e l'ultimo cd dei Derozer "Di nuovo in marcia", un discreto album. E fin qui tutto ok; le chiacchiere che hanno farcito il concerto, però, mi hanno fatto salire un po' di malumore. Ho sentito una serie di discorsi agghiaccianti, che bollavano il punk come una vera merda, una musica da falliti, una roba inascoltabile scelta da chi la suona perchè frustrato dal non saper suonare abbastanza gli strumenti e quindi dedicarsi al necessariamente meno tecnico punk rock. Insomma, di nuovo immancabilmente, una serie di stramaledetti gufi erano lì a dare l'estrema unzione al genere inventato da Sonics, Stooges, Ramones, Sex Pistols e Clash. Il punk è morto, sento dire da molti. Il punk è morto, leggo sulle riviste (ma non necessariamente solo musicali, anche su quelle dedicate alla cucina orientale), e infine il punk è morto, leggo sui forum, nelle chat, sui magazine online. E gli stessi che redigono il certificato di morte sono gli stessi che per anni c'hanno marciato, riempiendosi la bocca con la lista dei loro introvabili album, singoli e flexi-disc stampati in 300 copie limitate. La questione è che adesso, in realtà, dopo la decennale sbornia punk mainstream, questo genere non è più trendy, ecco la verità; i Sex Pistols non sono più considerati gli eredi dei dadaisti, con le loro operazioni metamusicali, ma un gruppo buono per fare avvicinare i ragazzini al genere, dando per scontato che poi se ne allontaneranno, e eticamente validi quanto i Blue. Le mie povere orecchie sentono, dunque, questa baggianata: i Sex Pistols sono degli stronzi, una boy-band, e non una delle più pericolose band mai messe sotto contratto da (non una ma) ben tre major label. Il trendy punk è finito, sepolto sotto le macerie della moda, che ha decretato la sua fine. Adesso tutti quelli che una volta scoltavano e suonavano punk, si stanno facendo grossi con il nuovo fenomeno, il "rock", quasi sempre singolo e non accompagnato dal gemello "roll". Un rock fighetto, pieno d'iperproduzioni, sovraincisioni, tastiere brutte Casio del cazzo. Con testi a dir poco ridicoli, ma non ridicoli da ridere, ridicoli da piangere come i pagliacci di Teomondo Scrofalo. E' il medioevo musicale, e, come in tutti i periodi di sonno della ragione e completo oscurantismo, c'è bisogno dell'agnello sacrificale. L'agnello è quello marcio del punk, che infatti viene decapitato, in favore dei nuovi fenomeni del rock, ma, per Dio, stavolta non farò i nomi delle band fenomeno del momento perchè questo blog si sta già sputtanando troppo. Non lo sporcherò ulteriormente con questi fenomeni che durano meno di una Duracell AA. Il punk non è mai morto, anzi, nel sottosuolo campa come una mummia in attesa di essere risvegliata. Per pochi eletti, com'è giusto che sia. E che il popolino continui a sbavare sull'ennesimo, inutile, effimero clone dei Kiss, che tanto non gli rimane altro.

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 17:28 | link | commenti (8) |

martedì, marzo 15, 2005

NOW PLAYING...

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 20:00 | link | commenti (4) |

lunedì, marzo 14, 2005
Nuclear shelter (fa male la peperonata)

In questi tempi di clamorosi ritorni dalle bare (che sembravano averli inghottiti inesorabilmente) di gruppi inutili e di plastica, come Europe e Duran Duran, che irrimediabilmente si portano dietro gli epigoni schifosi, di pubblicità di telefoni cellulari idioti farcite di inenarrabili porcherie musicali, io ho trovato un sicuro porto e rifugio con due immense, grandisime band, che hanno dato lustro alla città di provenienza (Portland Oregon) con la loro musica che è simile alle arpe degli angeli e ai tromboni dei diavoli: in questo medioevo sonoro, infatti, traggo gioia e immenso piacere soltanto con l'ascolto dei dischi dei Satan's Pilgrims e dei loro predecessori Miracle Workers. Tra l'altro Gerry Mohr, vocalist dei Miracle Workers, ha prestato la sua opera come suonatore di tambourine e maracas nel disco dei Satan's Pilgrims "Soul Pilgrim". Che non a caso adesso rolla nel mio stereo, provocandomi dolcissimi brividi che fanno la corsa nella mia spina dorsale.

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 20:06 | link | commenti (2) |

sabato, marzo 12, 2005

Tatuaggio eseguito il 24/2/2005 da Beppe - "L'allegro chirurgo tattoo studio", Siena

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 12:49 | link | commenti (7) |

venerdì, marzo 11, 2005
Le perle di saggezza di BadMotherFucker

"Non credevo all'esistenza degli zombie fino a quando non ho rivisto il ritorno sulle scene musicali di Duran Duran e Europe. Esattamente come gli zombie, essi si cibano di cervelli umani".

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 17:39 | link | commenti (6) |

mercoledì, marzo 09, 2005
Happy Tree Friends

Più violento di "Grattachecca & Fichetto", più splatter di "Pulp Fiction", più matto di un cavallo da Palio superdrogato: queste sono le definizioni che potrebbero essere date a "Happy tree friends", uno dei cartoon più cinici, malvagi e sanguinolenti della storia del cinema, della televisione, di Internet. "Happy Tree Friends" ebbi modo di scoprirlo la primavera scorsa su Mtv. I disegni sweet e per bambini mongoloidi mi acchiapparono subito, per la naturale idiosincrasia che nutro nei confronti di queste puttanate: le storie iperviolente, d'altro canto, mi fecero il bell'effetto di un signor cazzotto nello stomaco; La prima storia che vidi fu quella dove l'alce Lumpy fa girare la giostrina dove sono seduti tre simpatici protagonisti della serie: ma fa girare la giostrina troppo velocemente, sicché i tre poveretti vengono proiettati, in virtù della forza centrifuga, a spiaccicarsi contro gli alberi, a finire spezzati in due da tronchi tagliati o a perdere gli arti per l'immane sforzo di reggersi ai sostegni di ferro. Questa è la storia degli Happy Tree Friends più famosa, ma anche le altre sono degne di "Texas Chainsaw Massacre": i protagonisti di volta in volta finiscono sbudellati, smembrati, tagliati a fette, macinati, carbonizzati, inforcati, avvelenati, gassati, esplosi, decerebrati, vivisezionati, accecati, mutilati, drogati, assiderati, bruciati, affogati, soffocati, martoriati, scuoiati, perforati, sparati in aria o sotterrati a terra; ma il bello è che l'incipit delle singole storie farebbe pensare, unito ai magistrali disegni, a storielle per bambini scemetti in età prescolare; peggio dei personaggi di Richard Scarry, che infatti rovinarono la vita a mio cugino, avido lettore da piccolo di quelle fiabe dementi e adesso fierò ultras e alcoolista. I personaggi, inventati dai geniali autori Montijo e Navarro e dal team della loro società "Mondo Mini Show", (pensateci, "Mondo" c'è qualcosa di Jacopetti, a mio avviso, qui) sono dei teneri abitanti di una foresta: Nutty lo scoiattolo, che potete vedere qui a fianco, è un diabetico, tossicodipendente da zuccheri con un occhio morto e stecchito: fa paura vederlo mentre è alla ricerca di caramelle, Mars, Twix, cioccolatini e bibite gassate, si comporta esattamente come i drogati dei peggiori quartieri disastrati. Lumpy, l'alce, è un patetico scemo. Uccide gli altri animaletti perchè è un idiota totale. Slippy, un castorino, è invece un Rambo all'ennesima potenza. Militarista e fulminato, ogni volta che vede qualcosa gli tornano alla mente le immagini della guerra alla quale ha partecipato: impazzisce e uccide tutti gli astanti. Russel il pirata è un altro scemaiolo, impegnato in avventure marine che lo vedono protagonista di morti efferate. Petunia la puzzola finisce vittima, di volta in volta, dei suoi amichetti. Giggles, un'altra scoiattolina, stupida come una capra al pascolo, è anche lei spesso vittima di brutali omicidi e mutilazioni. Così come Handy, anche lui castoro (e al quale è stato dato un nome dal cinismo brutale), è monco di entrambe le mani e combina guai dall'esito catastrofico. Chiudono questa carrellata Splendid the flying squirrel, uno scoiattolo volante supereroe alla Superman che non fa altro che danni, quasi sempre di entità biblica, oltre a una schiera di personaggi minori (e minorati) come la coppia di procioni spie e ladruncoli, due roditori nonno e nipote che muoiono in modo orribile, un riccio fifone e un criceto cieco, oltre a Cro-Marmot, protagonista di cartoni animati in bianco e nero dove finisce sempre schiacciato da immensi dinosauri. Tutti i protagonisti di "Happy tree friends", nonostante il fatto che muoiano in maniera definitiva con membra sparate ovunque, cervelli calpestati, ossa spezzate, occhi usati come biglie, cuori dati a fuoco, fegato e reni frullati, membra carbonizzate eccetera, rivivono nelle avventure seguenti, come se nulla fosse successo. Il cinismo messo in mostra da Montijo e Navarro è terribile. L'idea dei dolci abitanti di questo paese da fiaba è ribaltata dalla loro iconoclastia anarchica, dalla loro furia devastante dalla loro malata capacità di trasformare le favole in incubi totali. Uno dei migliori cartoni animati dell'ultima generazione, disegnato con mani oserei dire barksiane, e immaginato con la mente del piccolo Norman Bates, che non a caso era tassidermista e gli animaletti del bosco li squartava sempre con immenso piacere.

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 18:47 | link | commenti (9) |

martedì, marzo 08, 2005



NOW PLAYING...

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 20:13 | link | commenti (4) |

lunedì, marzo 07, 2005
HALLOWEEN HOOTENANNY

 Alcune compilation, specialmente in ambito punk o più in generale per quanto riguarda la musica underground, hanno fatto epoca. La riscoperta dei suoni delle garage bands degli anni Sessanta si deve, ad esempio, a “Nuggets”, e alla successive, storiche raccolte come “Pebbles” oppure quella della Crypt Records “Back from the grave”. “Halloween Hottenanny” fa parte di questa categoria. E’ un sampler. Un sampler di musica punk, garage, surf, psycho e rockabilly. Ma a differenza delle sopra citate raccolte, non si occupa di riscoprire le vecchie e sconosciute band vintage, quanto più di proporre i suoni di un buon numero di gruppi americani in attività, nomi appartenenti al circuito underground, certo, ma che negli Stati Uniti possono contare su una nutrita schiera di ammiratori. A tenere assieme la raccolta, il filo conduttore rappresentato da Halloween. Nel 1998, anno di uscita di “Halloween Hottenanny”, Rob Zombie aveva fondato la sua etichetta, la Zombie A Go-Go Records, e per inaugurare il catalogo, scelse di produrre questo sampler, chiamando a se alcune delle band più importanti del sottosuolo rock’n’roll a stelle e strisce: ecco quindi che Reverend Horton Heat, Satan’s Pilgrims, Rocket From The Crypt e molti altri entrarono a far parte del progetto, ognuno con una canzone che avesse a tema Halloween e le sue atmosfere horror. Ad aprire l’album, un poema a firma del buon Rob, recitato da Zacherle, uno degli attori di telefilm horror più famosi Oltreoceano. Come prima canzone, Rob Zombie, accompagnato dai garage surfers d’oltretomba The Ghastly Ones, dimostra con “Halloween (She get so mean)” che avrebbe molto da dire anche come cantante punk, si prosegue con i maestri Reverend Horton Heat, con la punkabilly “The Halloween dance”, giocata sul loro riconoscibilissimo, magistrale stile che li ha resi unici, per proseguire con il surf strumentale, e spaventoso, di Bomboras, (“A fistful of terror” condita da un organo piagnucolante), Satan’s Pilgrims. che con “Gravewalk” cercano di far passare notti insonni agli ascoltatori, il “fuzz master” Davie Allan assieme ai Phantom Surfers e i Legendary Invisibile Men. Altri grossi nomi, però prendono parte alla festa: gli ottimi Southern Culture On The Skids affrontano il tema dell’uomo lupo cavandosela egregiamente; i Rocket From The Crypt con la schiacciasassi, lamentosa “I drink blood” spaccano i timpani, i Los Straitjackets (secondo molti la miglior instro-band in circolazione) invece rifanno, splendidamente direi, il tema dei “Munsters”, mentre i pulp surfers Deadbolt rallentano i toni della festa con la macabra “Psychic Voodoo doll”. Si continua (in totale le tracce sono diciannove), con i sempre magnifici Frenchy, che con “Ribcage mambo” dimostrano di essere tra le migliori formazioni lounge, con la versione psychobilly di uno dei performers ante-litteram del genere, ovvero “Little demon” di Screamin’ Jay Hawkins a cura dei The Amazing Crowns, il fuzz surf assordante dei The Born Losers, il garage selvatico dei Dead Elvi, una devastante “Banshee beach” suonata dai The Gastly Ones e il punk esotico degli Swingin’ Neckbreakers, con in mezzo una cover dei Creedence Clearwater Revival, “Sinistre purpose”, cantata da Zacherle, con i Southern Culture On The Skids come backing band. Sempre Zacherle chiude l’album, con “Happy Halloween”, dove praticamente manda “al diavolo” l’ascoltatore in estasi. Uno di quei dischi da tenersi cari, che, con la scusa della festa più sentita dagli amanti delle tematiche tenebrose, faceva luce sulla fiorente scena rock’n’roll americana, una vera e propria testimonianza sullo stato di salute, allora e anche adesso ottimo, di un genere che vive sempre, nonostante il fatto che molte volte sia stato dato per morto e sepolto: del resto non è ad Halloween che gli spettri escono fuori dalle tombe e si danno all’orgia selvaggia? 

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 17:40 | link | commenti (2) |

venerdì, marzo 04, 2005
L'erba cattiva...

Stamattina in ufficio accendo il computer e vedo un lancio Ansa: "Morto il cantante inglese Elton John, stroncato da un aggravarsi dell'enfisema polmonare, male di cui soffriva, segretamente, da lungo tempo". Giulivo, mi sfrego le mani e penso a quanto male il vecchio Elton ha fatto alla musica moderna. Le sue pagliacciate, unite a una scarsissima dote quale compositore, me lo avevano reso da tempo indigesto. La sua partecipazione alla soundtrack di "Tommy" aveva rovinato tutto il film; il suo incastrarsi, come i nervetti dei malsani hamburger di McDonald's in mezzo ai dentiegengive tra le pieghe di ogni genere musicale dai Settanta ad oggi, dichiarandosi poi pioniere o reginetto dello stesso genere che rovinava, me lo facevano stare abbondantemente sul colon, un cancro incistito nella carne. Elton, puttanello del mondo dei Very Important Persons, era tra l'altro come il prezzemolo omniaminestra: schiatta Lady D, ammazzata, secondo i congiurati e i militanti del gossip dal servizio segreto inglese, e lui ricicla "Candle in the wind", già dedicata alla Monroe, smerciando tonnellate di singoli. Chiava come un ossesso qualunque orango gli si presenti davanti e tutti i giornali a rendergli il tributo, genuflettendosi di fronte al supposto genio musicale; il suo invidiabile patrimonio è compromesso dalle spese folli per comprare questo o quell'altro ninnolo elettronico, gli agenti del fisco britannico gli fanno la posta e lui lì, a piangere miseria, povero tonno: e i cronisti vip merdalculo a difenderlo, mentre un sacco di gente (angolo della retorica) schiatta di fame in Africa e a Baghdad continuano a scannarsi tra loro, rapire giornalisti SERI e ad ammazzare militari stranieri e locali. La sua musica per me è e resta merda, quindi niente lacrime da parte mia. Visto che è morto bisogna rispettarlo certo. John "Johnny Rotten" Lydon a suo tempo lo aveva definito innocuo come un cagnolino da compagnia, ma il signor Punk stavolta non aveva considerato i guasti che Elton John aveva arrecato al pop moderno: innocuo come un puma affamato durante il convegno degli obesi di merda, ecco com'era innocuo. Per festeggiare degnamente l'evento, scendo al Fiorella a spararmi un caffè Blue Mountain Jamaica (3 euro a tazzina), il cui gusto pieno e possente m'inebria e mi sveglia definitivamente. Apro il mio pacchetto di Chesterfield Mambaya Gold, e accendo soddisfatto la sigaretta, aspirando forte il fumo mentre i magnakrauten si dirigono a Palazzo Chigi Saracini. Torno in ufficio con un sorriso appena sbiancato dall'igienista biondaocchiazzurriquarta/quinta. Riaccendo l'Ansa, ma, cazzo, non trovo la notizia... faccio una rapida ricerca. Niente. Me lo sono sognato. Cristo, lo dicevo io che l'erba cattiva non muore mai! E che l'erba cattiva fa fare brutti sogni, anche ad occhi aperti! Sono vecchio, troppo vecchio per queste stronzate...

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 18:49 | link | commenti (8) |


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