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Elvis Schaukasten

Io sono il Diavolo... e sono qui per fare il lavoro del Diavolo.

La bocca della verità

Blogger: BadMotherFucker
figlio delle stelle perche' ti offendi tanto? °_________o? perche' ti ho semplicemente kiamato suor maria clarinetta o perche' ti ho detto che ke le bestemmie i bambini buoni non le dicono,sei d'accordo con me giusto? beh sicuramente si visto ti sei offeso perche' ti ho kiamato bestemmiatore,cosa vera,ma visto tu non le dici le bestemmie allora e' tutto ok,potrei anche andare tranquillamente nel tuo blog a dare un okkiata nel mio tempo libero giusto per vedere di cosa parla di bello,sicura di non leggere neanche una bestemmia nel tuo blog,altrimenti ti offenderesti se bestemmieresti perche' poi qualcuna ti farebbe notare ke bestemmi giusto? ^_^

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martedì, maggio 31, 2005
Intervista agli Aborti Mancati



 L’incontro con Ricky e Beppe, rispettivamente voce/chitarra e basso del trio, si svolge al bar Zini tra una Tennent’s e l’altra. E’ proprio grazie all’alcol che è nato il gruppo, come ci dice Ricky: “Conobbi Beppe e, sapendo che suonava il basso, lo invitai a provare nella mia cantina, avevo già delle canzoni pronte e volevo formare un gruppo. La cantina però era piena di bottiglie di vino e ci sbronzammo; non si suonò una sola nota, ma il primo nucleo degli Aborti era nato. In seguito chiamammo Emilio a suonare la batteria”. Le canzoni ruotavano per la maggior parte intorno a tre temi: sesso, alcol, escrementi di ogni tipo. In alcuni casi, però, la scatologia di bassa lega si trasformava in geniali quanto volgari racconti di vita. “Le canzoni nascevano di getto, non stavamo tanto a pensarci sopra” , racconta Beppe, “ed anche la scelta di suonare punk fu spontanea, adatta ai testi.” Continua Ricky: “L’ispirazione ci veniva al lavoro, o andando in giro, arrivati a casa si buttavano giù due righe di testo e il riff; per esempio la canzone ‘Capitemi!’ riprendeva il motivetto della pubblicità dei biscotti Plasmon, che adattammo alle nostre esigenze. Le nostre canzoni erano immediate, altrimenti avrebbero perso tutto il loro impatto.” In poco tempo, il gruppo divenne famosissimo in tutta l’area bergamasca, suonando sempre davanti a parecchie persone entusiaste. “Abbiamo suonato alle varie feste dell’Unità, nei pub e altre manifestazioni. Abbiamo suonato per beneficenza, c’erano migliaia di persone, e posso dirlo, la maggior parte erano venute per ascoltare noi. Sapevano che li avremmo fatti divertire!” La scelta del nome così particolare è stata dettata dall’ambiente nel quale vivevano: “Qui a Bergamo comanda la chiesa, e noi volevamo fare qualcosa di oltraggioso nei loro confronti, anche per questo abbiamo sempre fatto canzoni come ‘Peccati’ e ‘No Prè No Frà’. Di sicuro il nostro nome è rimasto impresso nella memoria collettiva. A quasi dieci anni dallo scioglimento, ancora c’è qualcuno che millanta di essere stato un componente degli Aborti Mancati, magari per fare il bello davanti alle ragazze. Su di noi sono state dette parecchie cose, e molte volte anche delle stronzate, magari dovute a dei fraintendimenti di qualche nostra canzone. E’ stato il prezzo da pagare alla nostra piccola notorietà locale.” Dati i presupposti, si poteva immaginare un buon futuro per il gruppo, che invece si sciolse proprio sul punto di veder il proprio nome uscir fuori dal ristretto ambiente di provenienza. Beppe conclude: “La gente cominciava ad aspettarsi delle cose da noi che non sempre eravamo in grado di garantire. Salivamo sul palco e ci divertivamo suonando, ma appena ci siamo accorti che questo non avveniva più, abbiamo deciso di separarci e di proseguire per altre strade. Siamo stati felicissimi quando Max di Ammonia Records, che è nostro amico, ci ha proposto di ristampare su CD i nostri tre demo, introvabili da tempo, ma io personalmente sono contrario a qualsiasi reunion degli Aborti Mancati. Quel periodo è stato irripetibile, e infatti non si ripeterà più.”


Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 16:22 | link | commenti (7) |

lunedì, maggio 30, 2005

NOW PLAYING...

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 19:44 | link | commenti (2) |

sabato, maggio 28, 2005
Grazie, Cagnaccio - Damaged

Il caro Cagnaccio, titolare del brillante blog che trovate tra i miei links alla voce "Bau! Bau!", mi spedisce un'e-mail perchè, povero, s'era giustamente rotto le palle di vedere quella spalmata nero funebre su "Elvis Schaukasten". Mi ha dato il codice per ripristinare il colore marrone sciolta, come potete vedere sul rinnovato template. A lui i miei più cari ringraziamenti. Tolto il doveroso thanksgiving, non mi resta che parlare di un album seminale e importantissimo, quel "Damaged" dei Black Flag che ha cambiato per sempre la storia del punk propriamente inteso. Correva l'anno 1982, il quintetto californiano si era appena liberato di Keith Morris - cha con loro aveva registrato tra l'altro il singolo "Nervous Breakdown" - che aveva trovato lidi più sicuri con i Circle Jerks. Arruolato un cantante, lo sconosciuto fin allora Henry Rollins, un kid di Washington, Greg Ginn, Robo, Chuck Dukowsky, e Dez Cadena avevano pronte una quindicina di canzoni veloci, urticanti e molto, molto cattive: quando il punk negli States stava assumendo una certa importanza, togliendo definitivamente il terreno alle band inglesi nei gusti dei kids del resto del mondo. Quindici canzoni si diceva. Qui c'è la summa del punk di quel periodo, senza voler togliere niente a band coeve e altrettanto valide del luogo come Dead Kennedys, TSOL, Adolescents, Bad Religion e, appunto, Circle Jerks. Da allora in poi il punk si trasformò in hard core - grazie all'apporto di tutte queste band - ma che in "Damaged" troverà le sue coordinate salienti (così come in "In god we trust, Inc." dei DK) e immortali. Dell'hard core pienamente inteso, forse, su "Damaged" non troverete l'ipercineticità, ma questa mancanza è compensata da una rabbia completa, da una disperazione che spaventò a morte tutti i benpensanti che si ritrovarono i figli letteralmente schizzati dopo l'ascolto dell'album. Non a caso, all'uscita di questo masterpiece, la PMRC (è il MOIGE americano, lo dico a beneficio di tutti e in particolare di Cagnaccio, mio compagno di critiche contro questa associazione bigotta), nota setta d'inquisitori, denunciò band e label, la SST Records, di proprietà dello stesso chitarrista dei Black Flag, Greg Ginn. I testi di "Damaged" erano diretti: se si pensa al veleno che Rollins sputa addosso ai Boys in blue in "Police story" (a mio avviso il miglior pezzo dell'album), ci si rende conto del potenziale esplosivo di "Damaged": "This fuckin' city is run by pigs/they takes the rights away/from all the kids/understan/we're fighting a war/we can't win/they hate us/we hate them/we can't win/no way", queste sono le liriche solo di una delle canzoni; il resto segue a ruota, parlando di disperazione varia ("Damaged", "Thirsty and miserable", "Depression"), scazzo giovanile ("Six pack", "TV Party") e punk-ismo generale ("Spray paint the wall", l'opener-anthem "Rise above" e "Padded cell"). Il tutto su un punk d'assalto e no-compromise, tagliente e durissimo, con Rollins che si danna l'anima con i suoi urlacci da gatto malefico scannato. La PMRC ottenne quello che voleva. I giudici sequestrarono l'album, e alla band fu interdetto il permesso di suonare in pubblico e di pubblicare altri dischi, o anche solo di registrare canzoni se non per "uso personale", tanto per farvi capire a che livelli da medioevo sono gl'americani... e c'è ancora chi li osanna come patria della Libertà! In ogni caso "Damaged" fu dissequestrato dopo poco, anche se sulla sua copertina doveva campeggiare la famigerata etichetta "Parental advisory", che in seguito divenne adesivo-guida per tutti quelli che cercavano dischi di qualità. Un vero boomerang per la Parental Music Resource Center, che era andata per fottere ed era rimasta fottuta. Dopo "Damaged" i Black Flag pubblicarono "My war", che già mostrava segni d'inequivocabile declino. Resta il fatto che, con questo capolavoro iscrissero il loro nome su una pietra miliare e conquistarono i favori di tutti i punks - ma non solo - del mondo.

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 19:06 | link | commenti (7) |

giovedì, maggio 26, 2005
I cinque miglior dischi punk dei '90

Visto che vi state esaltando tutti con la puzzolente moda/revival degli anni Ottanta, vado controcorrente e segnalo quelli che sono i primi cinque dischi punk rock - in ordine sparso - degli anni Novanta secondo il mio insindacabile giudizio. Qualunque commento di dissenso è ben accetto.

TURBONEGRO "Ass Cobra" (Bitzcore Records) A tutti piace di più il finocchiesco/glamrock e successivo (in tutti i sensi) "Apocalypse Dudes". Questo è meglio: registrazione superpessima, testi molto malati (e froceschi, ma in senso marchettaro, e quindi più punk) e cattivi. Il mio parere è condiviso pure da Sua Signoria Jello Biafra, quindi, fate voi...

MARKY RAMONE & THE INTRUDERS "S/T" (Time Bomb Recordings) Gli unici veri eredi dei Ramones, anche visti i due nomi coinvolti - oltre a Marky anche Skinnybone, qui cantante e chitarrista che dei Ramones scrisse diverse canzoni - e le strade di provenienza. In certi casi, anche superiori al leggendario quartetto, se pensate che esageri, trovate questo splendido vinile.

NEW BOMB TURKS "Destroy-Oh-Boy" (Crypt Records) L'invasione Hives e White Stripes non avrebbe avuto luogo senza questo leggendario fifteen piece. Un maledetto capolavoro, dove punk rock e Rolling Stones si fondono in una cloaca low-fidelity da bRRrrrRrrRRrrividi. Non a caso hanno venduto 100.000 copie, best seller di sempre - e probabilmente insuperabile - della Crypt Records.

ZEKE "Super Sound Racing" (Scooch Pooch Records) Veloci come un treno impazzito che deraglia e va a sbattere dritto contro un magazzino d'esplosivi, questo primo disco degli schifosi di Seattle è il capolavoro definitivo del punk americano di tutti i tempi. Peccato solo che non siano riusciti mai non dico a superarsi ma ad eguagliarsi...

THE REGISTRATORS "Teenage Boredom" (Rip Off Records) Punk '77 quando era poco di moda suonarlo, quattro musi gialli da Osaka che piazzano tredici canzoni sgangherate, deliranti, graffianti, cattive e stramaledette. Da panico "Teenage terrorist", "Pogo machine", "Chainsaw love", ma il resto è più che all'altezza, tra Sex Pistols, Damned e i gruppi sfigati di 28 anni fa.

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 19:10 | link | commenti (8) |

mercoledì, maggio 25, 2005
Un trip tra

Who will survive and what will be left of them?

I'm already dead, I'm already dead, I'm already dead, I'm already dead I'm already dead,

come on come on the motherfucker's on fire, cut to the bone cut trough the wire...

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 17:04 | link | commenti (3) |

lunedì, maggio 23, 2005
Gianni Ramone

Brutto come uno qualunque dei Ramones, lo è. La stessa aria dinoccolata, o anche "dinoccolosa" ce l'ha tutta, una faccia da "real punk" newyorchese marchettaro di fine Seventies, ma trapiantato nell'orripilantre suburbia milanese, pure. Scarp' del tenis di jannacciana memoria, jeans consunti, unti, bisunti e divelti, una maglietta frittellosa  - le origini di quelle macchie sono: sborra, vomito birroso, catarro, cibo, piscia di gatto - con un nome fittizio di un'università per ricchi aborti americani e una giacca "fake leather" (altro che "scandinavian") ce le ha sempre avute. Unite a una sana passione per il rock'n'roll duro e puro, non la merda che piace tanto a tutti i fighetti che adorano darsi un tono e sotto sotto mangiano carote col culo ascoltando Cristina Aguilera, i Blue e Micheal Bublè. Sto parlando del mio grande amico Gianni, detto Gianni Ramone perchè il quartetto di Queens ha trovato nei dintorni di San Donato Milanese, da anni, il suo fan italiano numero uno, quello più sincero e genuino. Gianni ha una decina d'anni più di me, ed è un grande. Mi ha regalato "Animal boy" e "It's Alive!" dei Ramones in vinile, il tutto perchè, dato che Gianni, poverino, è un emarginato, e aveva trovato in me un occasionale compagno di chiacchierate a base di punk rock, anzi, di soli Ramones, Rolling Stones e Iggy Pop. Emarginato dal resto degli altri perchè vagamente ritardato, sempre sporco e molte volte anche torvo, puzzolente di scorreggie e di piedi, che si sa, ai cocainomani fanno tanto schifo. Gianni, un otto, nove annetti fa, mi regalò "Animal boy" in cambio di una mia vecchia maglietta dei Ramones tutta stracciata. "Bello!" dissi, quando il caro amico mi regalò il dischetto, offrendomi anche un caffè, che insistette nel farmi bere corretto rhum. Tornato a casa, elettrizzatissimo, misi su il bell'album - e sottovalutato, trattandosi del miglior lavoro dei Ramones degli anni Ottanta - e guardai l'oscena copertina. Mentre Dee Dee gridacchiava i suoi "unaciutrifòr" o belava dell'amore assassino tra Sid & Nancy (non sforzatevi, è "Love kills"), osservai controluce la  cover: diocane, mi sembrava di aver letto qualcosa, scritto lì sopra... Gianni aveva scritto qualcosa su un foglio, con sotto la copertina di "Animal boy": lessi "putana", "pelusa, teruna", "bella troia", "figa pelusa", "teruna vaca troia". Aveva calcato tanto forte da aver lasciato praticamente i geroglifici sul disco. Naturalmente mi strozzai dal ridere, pensando a Gianni che, tra una MS e un cicchetto di grappa, anzi "grapa" come la chiamava lui, si dilettava nello scrivere queste sozzerie sui fogli. Per fortuna aveva tolto il vinile, sennò mi trovavo le sue dichiarazioni d'amore alle puttane terrone pelose incise letteralmente nei solchi di "Somebody put something in my drink". Ma dio puttana veh! A proposito di "Somebody put something in my drink", il mitico Gianni, durante uno stanco pomeriggio al bar del paesotto, la stava canticchiando. Mi chiese che cosa volesse dire, e io gli risposi: "Qualcuno ha messo la droga nel mio bicchiere", con una traduzione che potesse capire. E il grande, GRANDISSIMO Gianni andò dal barista, e lo affrontò spavaldo dicendogli: "Qualcuno ha messo la droga nel mio bicchiere!", al che il vecchio barista lo guardò torvo e gli rispose: "Sì, quan' l'eri piscinin", e quella scena, giuro, non la dimenticherò mai. Che grande mito Gianni, unico vero punk rocker di quel paese di cocainomani, pastigliomani, peroinomani del cazzo dove ho avuto la sventura d'abitare per tredici anni della mia favalercia. Ma rimaneva l'arcano delle scritte sulla copertina di "Animal boy". Un cinque anni fa, il buon Gianni mi adocchiò una maglietta di "Raw power" degli Stooges. Propose lo scambio T-Shirt contro "It's Alive!" in vinile, che ovviamente accettai subitissimo. Mi disse: "Vieni a casa mia". Per la prima volta entrai nel sancta-sanctorum del grande punk rocker. Una stanza normale, con un letto, un tavolaccio sgombro, una sedia e un armadio. Su una cassetta della frutta, il giradischi, con quattro o cinque ellepì tutti impilati l'uno sopra l'altro.  Il muro era pieno di poster, però, poster di grandi protagonisti del rock'n'roll: Iggy, Kiss, MC5, Sex Pistols, oltre naturalmente ai Ramones. Mi diede "It's Alive!" mentre inveiva contro la madre, una donna vecchissima che pensava che Gianni si fosse portato a casa una (dico come la disse lei) "pùtana negra", cosa che abitualmente faceva il mio vecchio amico. Al che dissi che mi scavavo dai coglioni, che non volevo creargli problemi con sua madre incrostata a letto con una paresi totale, povera. Mentre andavo via, guardai d'istinto la copertina del disco, e notai le famigerate scritte: "troiona", "suchiami il pisello", "teruna negra pelusa", "vaca bevi tutto", "marochina pelusa". Alzai gli occhi e vidi che, su un pannello di sughero sopra al letto di Gianni Ramone, c'erano dei ritagli di giornali porno (che il mio amico comprava sempre in quantità industriali, spendendoci sopra una buona parte della sua pensione d'invalidità). E sopra 'ste scene di pompini, lesbicate, troie sfondate, inculate multiple, sburrate in bocca, un trionfo di scritte: "teruna", "pelusa", "magnami il cazo", "bruta vacca marochina", "bevi il mio sburro" scritte a Bic nera. Spalancando gli occhi chiesi a Gianni: "E questa roba che è?". Lui rispose: "Ormai mi faccio sei seghe al giorno, la fantasia è in pappa. Allora ritaglio le scene migliori e ci scrivo sopra queste cose, poi le appiccico lì sopra il letto e mi sego. Le cambio ogni giorno". Scappai di corsa da quella casa, ma sulle scale mi misi a ridere come mai avevo fatto in vita mia. Che gran mito Gianni Ramone. Il punk più onesto, sincero e puro dell'intera Milano Sud.

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 20:50 | link | commenti (5) |

sabato, maggio 21, 2005
Pezzi di merda

Questo computer si è stroiato, ma mica per scherzo. Stroiato per davvero. Stroiato è un regionalismo toscano gentilmente fornitomi dal mio sodale Samuele, e sta a significare "totalmente rovinato, andato a troie". E infatti, proprio per colpa del prodotto uterale di una BANDA DI TROIE si è rovinato il PC, che manco è mio, ma questi sono solo dettagli. Insomma tempo fa mi sono recato sul sito italiano, ma con nazionalità russa, il famigerato .da.ru, di cui non vi farò il nome. E subito dopo il PC mi si è infettato di trojan e compagnia bella, aprendomi finestre di prodotti antitrojan, troie, certe puttane che si dilettano nello "scat" (mangiare la merda, nel senso letterale), omosessuali di bassissima  lega ultraquarantenni, travestiti con 21 cm d'amore, agenzie di cuori spappolati e/o solitari, videogames, videogay, portali dove si trovano le peggio zozzerie, agenzie di viaggi-pacco-tutto-compreso-nel-sudest-asiatico, tatuaggi eseguiti da mongoloidi, rock'n'roll (esempio: i Darkness, Elton John e per finire i merdosissimi Aerosmith) in offerta e molto molto altro. Cioè, mi sono spaventato, diocane, della quantità incredibile di porcherie che la mente umana riesce a partorire e ancora di più della gente che la suddetta merda vuole vendertela. E, data l'offerta, anche la domanda dev'essere bella pingue, perdio. A ognuno il suo, diceva il siciliano (o forse diceva ciascuno), ma io sinceramente di scat e altre porcate ME NE FOTTO (copyright 1999 Salvatore Gattuso) e puttana la madonna spero che all'inventore delle mailspam, virus, trojan e altre cose che IO NON HO RICHIESTO, muoia tra atroci spasmi il figlio. E quella zoccola della moglie, quella maiala appestata, lo tradisca con suo nonno morto nella bara. Perchè, cazzo, va bene che internet deve, per sua natura, essere pieno di banner e pubblicità (che a me continuano A FAR CAGARE), ma non puoi ROVINARE IL COMPUTER AD ALTRI in questo modo, razza di ignobile figlio di una cooperativa di PUTTANE SPASTICHE.  Ok, finito lo sfogo. Da lunedì tornerò a raccontarvi alcune delle mie storielle stronze che tanto vi fanno cagare, ma perdonatemi per oggi, davvero quasi non riesco ad accendere il PC, e le e-mail - che da una settimana devono essere evase - non sono riuscito ad aprirle, accidenti allo sperma marcio-malato-infetto-pieno di merda che si è attaccato alle tube corrotte e ricoperte da pus del gran figlio di una puttana ratta marciona lurida che ha inventato quasti programmi trojan. Insomma, dovevo e volevo sfogarmi.

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 18:38 | link | commenti (4) |

sabato, maggio 14, 2005



NOW PLAYING...

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 16:20 | link | commenti (7) |

lunedì, maggio 09, 2005


Nel 1984 lo psychobilly stava conoscendo la sua reale espansione nel Regno Unito e nel resto d’Europa. Un ruolo fondamentale in questo lo giocò l’apertura del “Klub Foot”, un luogo di ritrovo per gli appassionati del genere, con sede nella sala congressi del Clarendon Hotel di Hammersmith, a Londra, dove si esibirono praticamente tutte le maggiori band del genere, dai Meteors ai Tall Boys, dai Guana Batz ai Batmobile, uno showcase imperdibile. E in quell’anno usci una pietra miliare dello psychobilly: “In sickness and in health” dei Demented Are Go, che ben presto diventarono l’unico gruppo in grado di minacciare seriamente la supremazia  della band di P Paul Fenech. Mark “Sparky” Phillips, alla voce (in realtà un grugnito gutturale), Ant Thomas alla batteria e Dick Thomas alla chitarra e al contrabbasso, con l’aiuto di qualche altro amico, consegnarono alle stampe quello che si può considerare il contributo definitivo alla canonizzazione del genere: quindici tracce dove Elvis, Eddie Cochran e Gene Vincent vedono il loro rock’n’roll polverizzato, inghiottito e rivomitato fuori, una mutazione orribile ma al contempo originale e affascinante. “Be bop a lula”, per esempio, non è più un blues romantico e scoppiettante, ma una minacciosa dichiarazione d’amore al ritmo di chitarre che dilaniano le orecchie dell’ascoltatore, tanto per far capire su quali binari questo trio (poi quartetto e ogni tanto pure quintetto) di scalmanati aveva intenzione di muoversi. Gli originali sono altrettanti esempi della loro vocazione assurda nella celebrazione diabolica di oggetti d’uso quotidiano. I Demented Are Go (una storpiatura anche il loro nome: “demented” è la contrazione di “Demon Teds”, ovvero “teddy boys demoniaci”) in questo primo disco sono fissati con la gomma: “Rubber rock” è il rock’n’roll del lattice, mentre invece una menzione d’onore va a “Rubber buccaneer”. Su uno psychobilly tutto sommato lento, si innesta un testo che dovrebbe essere preso ad esempio da tutti quelli che trattano di malattie mentali; la storia parla di questo bucaniere di gomma che tutti considerano malato, e che vive in un mondo fatto di derivati del petrolio, con moglie, figli e animali domestici di lattice. Ma nella canzone viene chiamato indifferentemente “he” o “she”, straniando ancora di più il senso, rendendolo matto e inquietante. Si prosegue con “Holy hack Jack” e “Vibrate”, mentre con “(I was born on a) Busted hymen” si parla di un’altra bella fissazione della band, ovvero le droghe, i minorati mentali e la perversione sessuale, con un’ironia fredda che lascia sbalorditi, mentre “Nuke mutants”, che si inserisce nel clima di guerra nucleare che si respirava una ventina d’anni fa, è un fumettone sul fallout, musicato con una polka con tanto di violini, ovviamente mutato nel punk più sanguinolento. La copertina è altrettanto demente: Sparky vestito come una sposa, brutto come un travestito per strada, con Ant Thomas nelle vesti di prete, con il suo quiff cotonato e Dick Thomas nei panni dello sposo, unico credibile del terzetto, in una foto che sembra davvero, se non fosse per le loro espressioni truci, la copertina dell’album del matrimonio. I Demented Are Go proseguiranno benissimo la loro ricerca del suono più violento e “sick” nell’album “Satan’s Rejects”, altro capolavoro all’altezza dell’esordio, e se possibile ancora più fuori dalla realtà, con titoli come la title track, o “Call of the wired” (che sto ascoltando mentre scrivo), ma da questo disco, appropriataente intitolato “In sickness and in healt” vi renderete conto di quanta “malattia” sia presente nel loro sound, mentre la salute latita del tutto.

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 16:15 | link | commenti (14) |

sabato, maggio 07, 2005



NOW PLAYING...

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 16:41 | link | commenti (1) |

giovedì, maggio 05, 2005
Il surf punk

Quando, all'inizio degli anni Novanta, io e il mio amico Francesco incominciammo ad ascoltare il punk proveniente dalla California, lo chiamavamo semplicemente punk. Band come Bad Religion, Rancid e Nofx infestavano i nostri giradischi. Un suono veloce ed energico, eppure pieno di melodie orecchiabili. Non ci dispiaceva affatto, e la nostra dieta basata soprattutto sul suono newyorchese dei Gorilla Biscuits, Agnostic Front e Cro Mags fu decisamente variata. Punk. Puro e semplice, nothing more, nothing less. Fu qualche annetto più tardi che, andando al concerto dei Nofx a Bologna, sentimmo sia io che lui per la prima volta il termine "hard core melodico" per definire quel genere musicale. Fino ad allora, eravamo rimasti fedeli all'appellativo "punk", alle volte accoppiato con l'aggettivo "californiano", più che altro per inquadrare geograficamente la provenienza dei gruppi. "hard core melodico", quindi. Già allora mi impressionava l'ossimoro costituito da queste due parole. La melodia mi fa pensare a Mario Merola, l'hard core alla velocità e alla furia. L'accacì era ben altra cosa, ma alla festa bolognese dell'hard core melodico partecipammo di buon grado. Chiaramente, mi sono informato negli anni sulle radici dell'hard core melodico. Lag Wagon, Pennywise, Nofx, e tra gli italiani i Punkreas, Pornoriviste e Latte Più, solo per citare i primi che mi vengono in mente, si rifanno alla scuola, appunto californiana, degli Adolescents, dei Bad Religion di "How could hell be any worse", dei Dead Kennedys, degli Tsol e soprattutto di quegli enormi spaccaculi dei Circle Jerks che, poveri, nella loro carriera hanno fatto un solo disco bello. Ma bello per davvero, cazzo. Quel "Group sex" che ha rovinato la vita a parecchia gente - me compreso: giravo con la maglietta autoprodotta "Group sex" mentre facevo l'obiettore, con scandalo delle vecchine mie utenti - quindici minuti di durata per dodici canzoni, come la chiavata di uno che soffre di ejaculatio precox o come il peggior brutto quarto d'ora della vita di un bancario/impiegato del catasto/impiegato alle poste. Leggi e leggi, un giorno mi capita tra le mani un vecchio numero di TVOR, fanzine straleggendaria, trovata nella busta dell'immondizia di mio zio, che me la regalò volentieri. Non sapeva neppure d'averla, quel vecchio fan di De Andrè! Che cazzo ci faceva il numero 3 di TVOR nel troiaio della sua cantina che stava ripulendo? E lì, nel 1995, ed era un bel caldo luglio, lessi per la prima volta il termine "surf punk". Chiaramente non c'era surf inteso come musica alla The Sentinals, The Lively Ones o The Centurians, ma il punk proveniente dalla zona della California che tanto mi faceva uscire di cervello in quel periodo. "Surf punk", musica da skateboard, musica da marciapiedi, caldo, droga, alcool, teste vuote e ossa rotte durante i gigs. Fatto sta che proprio in quel periodo smisi di ascoltarla, perchè m'innamorai dei suoni più low fidelity della Cript Records e di gruppi come Devil Dogs, New Bomb Turks, The Dirtys, The Rip Offs e Registrators. Ma qualunque disco provenisse dalla California meridionale, quella sera stessa lo misi in una sezione a parte, appunto quella denominata "surf punk". Qualche tempo dopo, ma pochissimo dopo, in Italia presero a spuntar fuori gruppi che suonavano hard core melodico. Migliori di tutti, e capiscuola di quel genere nella terra della pizza, del mandolino e degli spaghetti, gli Shandon del primo demo, già in quel periodo osannati, prima ancora di pubblicare il famoso album sull'etichetta del famigerato Stiv Rottame (la TVOR Records: stessa gente dietro alla fanzine e all'effimero ma importante festival punk rock omonimo). Hard core melodico che non ho mai sopportato, da quei giorni in poi. Troppa tarantella nelle loro canzoni, troppi richiami pedissequi a band importanti come Nofx, Lagwagon, No Use For A Name e Pennywise. Dunque il surf punk è padre dell'accacì melodico. Ma per favore, non confondete i generi; l'hard core melodico ha subito una trasformazione, negli ultimi tempi, a dir poco ributtante, con gente che suona una versione velocizzata del pop rock più becero e privo d'anima, tradendo gli insegnamenti di una schiera di losers che andavano in giro per una delle terre più mitizzate del mondo conciati come degli alieni merdosi. Il surf punk è la colonna sonora ideale di un remake di "1997 - Fuga da New York", perché trasuda rabbia, disperazione, ingenua ma genuina ribellione, è suonato con strumenti scadenti e prodotto con il culo. L'hard core melodico è la musica del trend (ovviamente non tutto), è la musica della pubblicità della Tim. Il surf punk mantiene intatto il suo fascino, ed è a tutt'oggi una figata irraggiungibile. Discografia consigliata: Adolescents "Adolescents", Circle Jerks "Group sex", TSOL "Dance with me".

PS: E il mio socio surferpunker Francesco? Bhè, adesso si è sposato e fa, mi sembra, il consulente per una banca o simili. Ha perso i capelli, che una volta portava minacciosamente lunghi con un bandana sulla fronte per emulare il nostro tiki Mike Muir. Ha smesso d'ascoltare punk e preferisce i fottuti Radiohead dei miei coglioni. Ha abbandonato la nostra suburbia, forse perchè troppo vicina all'aereoporto di Linate, e vive in centro nella Città da Bere. L'ultima volta che l'ho visto è stato in televisione: faceva lo spot di "Italia Uno"...

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 20:22 | link | commenti (6) |

martedì, maggio 03, 2005
I vostri modelli per la gioventù cacciateveli nel culo

Un mio amico organizzatore di concerti qui nella Toscana centrale, durante la cena con Rudi e i Fuzztones, mi racconta un gustosissimo episodio accaduto qui nella mia regione adottiva, che ha come protagonista una stellina televisiva. Lo so che vi tedio sempre con queste stronzate, ma la fabbrica delle celebrità crea personaggi ipoteticio idolatrati, che molto spesso sono considerati modelli per la gioventù da quei lungimiranti Mr Magoo del MOIGE. E magari invece un Marilyn Manson, innocua popstar, è considerato un pazzo dissennato. Tornando a noi, 'sto mio amico, mentre mangiamo i pici all'aglione che a momenti fanno vomitare il caro Gabe Hammond, mi racconta quest'episodio: di recente, in una discoteca toscana, una delle quadribudelle di una passata edizione del "Grande Fratello", una delle più esposte perchè ha l'indubbia qualità d'essere un gran bel troione, era ospite del suddetto locale. Il proprietario della discoteca l'accoglie come si conviene, a lei e al suo stuolo di portaborse sotto gli occhi, e gli dice che di lì a poco li avrebbe portati in un ristorantino sulle colline del Chianti a farsi una mangiata. Ma 'sti cazzi. La tipa afferra il pover'uomo, e gli dice che vuole della cocaina. Senza troppi giri di parole. Coca, una bella bustata di neve proveniente dai monti della Bolivia. In realtà non si sa come sia andata a finire la disputa, se l'oca giuliva ingrassata a biancaneve abbia poi ottenuto il suo regalo sotto forma di sassi da sbriciolare. I nostri commenti, però, sono stati tra i più atroci e negativi sulla sua persona. Penso che il meno offensivo sia stato "troia del cazzo", ma non ne sono sicuro, ma tant'è. Anyway, qualche giorno dopo, mentre mi preparavo a uscire, la stessa vaccona era ospite di un programma alla televisione, come sempre. Apro una piccola parentesi: dal tubo catodico escono sempre più fuori personaggi che non hanno nulla da dire. Ma niente proprio, anzi, credo che uno meno ha da dire, più comparsate guadagna. E guadagna uno sfondone di soldi, così facendo. E chi invece parla troppo e troppo intelligentemente, si fa un lungo esilio - vedi Luttazzi - e paga lo scotto di aver detto delle cose scomode. Insomma, il troione pontificava sulla droga, dicendo che fa male ai giovani e che lei non ne ha mai fatto uso. Il contraddittorio lo reggeva un liceale con la faccia uguale a Steve Buscemi di "Il grande Lebowski", che affermava il diritto di fumarsi le canne, se uno ne ha voglia. E, per chiudere questo simpatico quadretto, una rappresentante del MOIGE che, con l'aria di quelloache la sa lunga, faceva tutta la mammina con il cannaiolo, che, preso tra due fuochi - nessuno dei quali amico - alla fine non riusciva più a dire un cazzo, povero. Il conduttore del talk show, uno che secondo me conosce bene le "piazzette" di paese, dava chiaramente ragione al troione e alla pasdaran del MOIGE. E alla fine, quest'ultima, ha concluso dicendo che i giovani si rivolgono alle droghe perchè incitati dai "cattivi modelli", quali cantanti rock. Ma io dico: scusate, io ascolto "rock" da una vita, ma non mi ricordo, per dire, Andy Gortler che se ne esce dalla copertina di "Bigger Beef Bonanza" e mi punta una carabina alla testa se non mi faccio una pera. Ammiro GG Allin, però col cazzo che scateno risse sotto al palco in preda all'effetto degli stupefacenti. So però invece che sono tanti i ragazzini che guardano "Grande Fratello" et similia, e ammirano i loro eroi. Quindi ho deciso di prendere per buona la delirante affermazione sui "cattivi modelli" della guardia di confine bulgara del MOIGE. D'ora in poi mai più cativi modelli cocainomani che escono dalla mia televisione e mi offrono caramelle drogate. Ho un martello e mi difenderò: non appena qualche tossicomane-chic mi scassa i coglioni con le sue dissertazioni sul niente, spacco lo schermo e vado ad ascoltare "I like marijuana" di David Peel, che almeno, CRISTO, non ha mai preteso di essere un modello per nessuno se non per quattro tossicomani newyorchesi.

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 19:44 | link | commenti (5) |

lunedì, maggio 02, 2005
I titoli più belli dei dischi rock'n'roll

Parere personale, eh? Comunque, in ordine sparso direi "Group sex" dei Circle Jerks, "Freaks, faggots, drunks and junkies" di GG Allin, "Live styles of the sick and shameless" dei Meteors, "At war with Satan" dei Venom, "Songs the Lord taught us" dei Cramps, "Psychedelic jungle" dei Cramps, "You should be sinnin'" dei The Dirtys, "Play music from the big screen spectaculars" dei Phantom Surfers, "In sickness and in health" dei Demented Are Go, "Lysergic ejaculations" dei Fuzztones e "Don't mess with the hard punx" dei District. Questi mi vengono in mente adesso. Qui in ufficio alle nove meno venti ci sorbiamo l'Elvis d'annata dannata di "Let me be your teddy bear" e discutiamo della totale idiozia del testo di questa canzone. Però Elvis era Dio e si poteva permettere di cantare queste troiate, restituendogli una dignità che altri non avrebbero saputo dargli.

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 21:39 | link | commenti (4) |


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