Io sono il Diavolo... e sono qui per fare il lavoro del Diavolo.

figlio delle stelle perche' ti offendi tanto? °_________o? perche' ti ho semplicemente kiamato suor maria clarinetta o perche' ti ho detto che ke le bestemmie i bambini buoni non le dicono,sei d'accordo con me giusto? beh sicuramente si visto ti sei offeso perche' ti ho kiamato bestemmiatore,cosa vera,ma visto tu non le dici le bestemmie allora e' tutto ok,potrei anche andare tranquillamente nel tuo blog a dare un okkiata nel mio tempo libero giusto per vedere di cosa parla di bello,sicura di non leggere neanche una bestemmia nel tuo blog,altrimenti ti offenderesti se bestemmieresti perche' poi qualcuna ti farebbe notare ke bestemmi giusto? ^_^
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utente anonimo in Alla CANNA del gas
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Abitando nella ridente città di Siena per me è facile imbattermi nelle tantissime turiste che circolano in questa città, da molti ritenuta, non a torto, la città più bella del mondo. Insomma, la maggioranza delle turiste che bazzicano Siena sono americane. Sono bionde. Sono delle bonazze incredibili (molte) dei tegami (alcune) oppure passabili (la maggior parte; direi "maggioranza", ma se dico "maggioranza" mi vengono in mente, non so perchè, le facce di La Russa, Gasparri oppure Castelli, che hanno effetti deleteri sulla mia libido, e in un post sulle "bombe" americane che preferisco, anzi, le uniche che mi garbino, ci stanno male questi tre soggettoni). Tutte o quasi, però, hanno delle tette immense. Io guardo le tette di tutte, sono la parte che preferisco, è più forte di me, gli occhi si muovono di vita propria quando vedo un paio di bocce sbocciare fuori da un decolleté. Per esempio ieri, mentre andavo ad affittare "Jackass the movie" mi sono passate accanto cinque ragazzotte dell'America terrona, sui vent'anni o poco meno, e tutte loro avevano dei tuoni lì davanti che mi hanno turbato. Troppo grosse. Troppo belle, troppo perfette. Di faccia, tra l'altro, non sembrava miss North Carolina nessuna del gruppo, erano piuttosto bruttarelle, e la loro voce insipida non giocava certamente un ruolo fondamentale. Quindi la mia mente contorta e distorta ha cominciato a fare due calcoli: secondo me l'incidenza di tette enormi è dovuta non alla generosità di madre Natura che ha gentilmente favorito le yankees, ma alle sapienti mani del chirurgo. La memoria è tornata indietro al luglio scorso, quando la mattina me ne andavo alla piscina comunale (luogo terribile, frequentato dalla peggio gente come italiani, marocchini, albanesi e peggio ancora come tedeschi e americani), dove le americagne, contente della nostra legge sul topless, toglievano il reggibombe e mostravano le loro gloriose rotondità. C'era un gruppetto di ragazzotte poco distanti dal mio telo di Batman, e a due di queste, anzi, alle tette di due di queste qua, sembrava che la legge di gravità gli facesse una doppia sega, mantenendo ritte, protese verso il sole, le grazie, anzi, che dico, le Grazie con la maiuscola. All'Irish Pub stesso lavoro, ragazze di vent'anni o suppergiù, esiline o di corporatura normale hanno delle tette troppo precise per essere vere, troppo grandi per la loro corporatura. Non che non esistano ragazze magre con ipertette: io stesso ne ho conosciute tante (biblicamente poche volte però, ahimè) con la cornucopia ricchissima. Ma l'incidenza delle americane è troppa per non far nascere il sospetto. Basti pensare alle pornodive che vengono dall'altra parte dell'Oceano: Tera Patrick e la mia preferita, Asia Carrera, sono rifatte da cima a fondo: oh, intendiamoci, sono rifatte benissimo, ma gli europei hanno saputo schierare, nel "magico mondo dell'hard", una serie di troione tutte al naturale, e fornite di bombe notevoli, che si sono fatte toccare sì da vacche e maiali ma non dal chirurgo. Dunque gli americani hanno trovato il modo di bombardarci, a noi che siamo pure un Paese della Madre di tutte le Coalizioni, con le loro ipervitaminiche ragazzotte, degne di un quadro di Norman Rockwell, quello oramai giunto al crepuscolo e che si poteva permettere alcune divagazioni di carattere più esplicito. Ci riversano una quantità incredibile di silicone, pelle lucente e big nipples, mentre invece gl'iracheni si prendono razzi all'uranio impoverito. Sicuramente non sbaglio nell'affermare che siamo più fortunati noialtri.
PS: ho letto da qualche parte che una ragazza con una bella quinta abbondante (ad occhio) vuole ridurre la quantità della sua carne da cannone. La scellerata ha anche esposto le sue ragioni, ma dico io, se tante si fanno aumentare il seno sarà per un qualche motivo o no? Dai bellezza, tienti le bombe così come ce le hai, fai contento il popolo che vede bombe ovunque, dall'Iraq alla Palestina, da Israele all'Afghanistan. Magari un giorno pure loro potranno beneficiare di bombe più belle, simbolo di vita e di gioia.

Oggi posterò i miei Cd di hard core melodico, punk melodico, streetpunk e Oi! italiano soprattutto (gli altri sono ahimè in vinile) nel frattempo cari miei m’ascolto “Singles” dei Disorder, un’altra band da recuperare, se riuscite ad abbattere il rumore di fondo potrebbero garbarvi di molto.
BAD RELIGION “No control” (Epitaph Records) Ottimo dico, tra i migliori della band, che ne ha fatti diversi. E poi a me i Bad Religion m’hanno cambiato la vita…
PENNYWISE “About time” (Epitaph Records) Il primo dei dischi fondamentali dei Pennywise. Capolavori come “Same old story” e “Perfect people” sono qui…
PENNYWISE “Full circe” (Epitaph Records) Il loro disco migliore, per la maggior parte degli ascoltatori me compreso. Basterebbe la devastante “Society” per dirlo…
PENNYWISE “The fuse” (Epitaph Records) Dopo un paio di prove opache, eccoli tornati con un album all’altezza dei primi lavori. Se vi manca Michele Santoro, provate ad ascoltare “The fuse”…
ABORTI MANCATI “1989-1994: lustro di merda” (Ammonia) Forse tra i migliori eredi degli Skiantos. Perle:”Alà Ruth”, “Sesso coi vecchi”, “Carne suina”, “Egia rembambida”, “Vita da strada”…
ABORTI MANCATI “Sbora et labora” (Ammonia) Il cerchio si chiude con: “Carabinieri: gli uomini veri”, “Schiamazzi dei pazzi”, “Io mento”, “Compagn’ du ca’”, “Pitture e vernici”…
TURBONEGRO “Ass Cobra” (BitzCore) Il loro miglior album, e secondo Jello Biafra il miglior album degli anni Novanta. C’è da credergli? Voi ascoltatelo…
RATOBLANCO “Crea scompiglio” (Sonar) Buona formazione alla Clash, combat rock e punk, dal vivo coverizzano gli Stray Cats…
RANCID “Life won’t wait” (Hellcat) Quello che in molti hanno definito il “Sandinista!” dei Rancid è un ottimo album con canzoni a metà tra il punk e il reggae.
US BOMBS “War birth” (Hellcat) Bellissimo disco dei cinque aròvinati” di OC, altro che le telenovelas con le fotomodelle e i frociomodelli…
US BOMBS “The world” (Hellcat) La band di Duane Peters inizia a definire il suo suono, che deve praticamente tutto ai Sex Pistols, provare per credere.
US BOMBS “Back at the laundromat” (Hellcat) Capolavori come “The rubber room”, “The contract”, “New killer” e “Yer country” mi fanno pensare che sia il loro album migliore.
US BOMBS “Covert action” (Hellcat) Ultimo loro album finora, un po’ sottotono rispetto alle prove precedenti, ma con ancora diverse frecce al loro arco.
DUANE PETERS AND THE HUNNS “Unite” (Disaster Records) Non molto differente dagli US Bombs, solo un pochino più devastati, in tutti i sensi.
DROPKICK MURPHYS “Singles Collection Volume 2” (Hellcat) 23 ottime canzoni tratte dal loro repertorio recente e dai tanti bei singoli dei bostoniani irlandesi.
DROPKICK MURPHYS “The warrior’s code” (Hellcat) Un disco davvero ottimo, dove la tradizione irlandese si sposa con il punk di Boston. Perfetti o quasi…
THE TURBO AC’S “Avenue X” (Bitz Core) Una bella sequela di canzoni punk rock e hard core che si mischiano al surf. Da brividi la rendition di “I want more” dei Suicidal Tendencies.
NASHVILLE PUSSY “Let them eat pussy” (Mercury) Oh oh! Uno dei Nine Pound Hammer che si mischia con due fighe e uno zotico e sfracella le gengive con il r’n’r di buona fattura!
NASHVILLE PUSSY “High as hell” (TVT Records) Sì, sì, c’è Corey Parks, oh pezzo di figa, sì, percuotimi con il tuo basso, dammi sulle gengive LEGNAMIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!
NASHVILLE PUSSY “Say Something nasty” (Axe Killer) Finora è il loro ultimo album, buono ma inferiore ai loro precedenti capolavori.
SUBMACHINE “Fresh out of give-a-fucks” (Mad Radical Records) Ecco un disco hc che ho messo qui per sbaglio. Sono bravissimi, sono un po’ alla Disorder, picchiano veramente duro ma sono sfigati. Quindi, Elvis Schaukasten li adora!
ROGER MIRET AND THE DISASTERS “1984” (Hellcat) Roger è un mito, questa band è la sua “vacanza punk” dagli eccelsi Agnostic Front.
LEFT ALONE “Lonely starti & Broken hearts” (Hellcat) Skapunk, rock’n’roll, attitudine punk califoggiana, per questi brutti musi.
JED WHITEY “Mongoloid cage match” (Manic Ride Records) Hard rock e punk, un disco tutto sommato buono, specie quando si danno al mongoloidismo.
RADIO ONE “Radio One” (Disaster Records) Tra Rancid, US Bombs e Clash, un bellissimo album di punk rock stradaiolo con testi fatti davvero bene.
THE SPERMS “Wow! What? What!?” (Nicotine Records) Da Napoli una buona dose di punk rock, molto derivativo ma convincente.
VIBORAS “Wrong” (Ammonia) Cantato femminile e atmosfere californiane per questa band milanese, molto bravi.
LOST CITY ANGELS “Broken world” (Universal Records) I Misfits uniti a un po’ di emo per la seconda prova di una band tutto sommato discreta.
AA. VV. “Punk-O-Rama Volume 2” (Epitaph Records) Cito solo i capolavori dei Joykillers, TSOL (“Code blue”), New Bomb Turks, Rancid, Poison Idea, DFL…
AA. VV. “Give ‘em the boots” (Hellcat) Primo volume del sampler, ottimi i reggae e gli ska, buono il punk rock, discreto l’hard core.
AA. VV. “Give ‘em the boots Vol. 2” (Hellcat) Si veda sopra.
AA. VV. “Give ‘em the boots Vol. 3” (Hellcat) Si veda sopra. Aggiunto anche lo psychobilly in questo volume.
AA. VV. “Give ‘em the boots Vol. 4” (Hellcat) Si veda sopra. Finora il volume più valido, anche se alcune estromissioni sono ingiustificabili, tipo gli Us Bombs.
AA. VV. “Fuck the millenium” (Munster Records) Sampler ottimo con il surf dei Golden Zombies, l’indie punk dei Meanies, il rock alle supervitamine di Sonny Vincent.
AA. VV. “I was a teenage munster” (Munster Records) Solo un po’ di nomi: Gun Club, The Monks, The Neanderthals, Real Kids, Guitar Wolf, Los Mockers… da avere!
AA. VV. “The southern bay complication” (Otik Records) Band sconosciute dalla California terrona, tra punk, emo, hard core, elettronica, sperimentazione, crust e altro. Validissima!
KLASSE KRIMINALE “Klasse Kriminale” (Tube Records) Balestrino ritorna in pista con un disco molto Hellcat, alla produzione Vic Ruggiero degli Slackers.
LOS FASTIDIOS “Siempre Contra” (Kob Records) Ci ho messo un po’ ad amarlo questo disco, un po’ diverso dai precedenti. Comunque ottimo lavoro.
MESSI IN CROCE “Non è ancora finita” (Hangover Records) Unico album degli streetpunkers, ottimo sotto certi aspetti… prima grafica da me firmata, tra l’altro…
MERDONALD’S “Nuoce Gravemente alla Salute” (Derotten Records) Un disco molto valido, tra sfuriate hard core e streetpunk, alcuni pezzi sono magnifici.
BULLDOG SPIRIT “Bulldog Spirit” (Brutus Records) Un massacro via l’altro, tra hardcore americano e streetpunk per questo quartetto australiano di skinheads.
CERVELLI STANKI “La volpe e il cane” (Anfibio Records) Secondo album della band savonese, punk e Oi! mischiato al reggae, al dub, al rock’n’roll…
PUNKINARI/LUMPEN “Skins & Punx new generation split” (Kob Records) I cosentini Lumpen ci fanno la figura migliore nello split… infatti, leggete sotto.
LUMPEN “In ogni caso nessun rimorso” (Kob Records) Disco meraviglioso, streetpunk sporcato dal rock’n’roll, una band spettacolare anche dal vivo.
THE TABLOID PLAY/BLOODLINE “Vs split” (Brutus Records) Dal giappone i Tabloid Play, molto bravi e ingleseggianti. Da Piacenza i Bloodline, hard punk rock’n’roll.
PRISONERS “La solita realtà” (Raged Records) Clash/combat/punk da Roma. Bravi i ragazzi, alla seconda prova sono sicuro che miglioreranno di brutto.
SPINA NEL FIANCO “Sulla cattiva strada” (Area Pirata) Pisa street hard core e punk, testi anarcoidi su impianto inglese seconda ondata. Bravi!
AA. VV. “Loud’n’proud Vol. 1” (Brutus Records) Solo i nomi: Colonna Infame, Woptime, Empi, Anal Gemba, Frankie and the Flames, Pissed On Arrival…


Questa volta saranno postati i miei cd surf, soul e blues, oppure genericamente strumentali. Mentre scrivo, tanto per sottolineare la mia incoerenza, ascolto “The punk singles”, in mp3, dei The Lurkers, un gruppo da rivalutare.
JAMES BROWN “Sex Machine” (Polydor Records). Quello che io considero il miglior disco live di tutti i tempi, dove il Soul Brother N. 1 da il meglio di se. Memorabile l’attacco di “Brother Rapp”.
ANDRE WILLIAMS “Silky” (In the Red Records) Il disco che mi ha convinto ad aprire il blog. Splendido. Meraviglioso. Epocale. E lui è l’original BMF!
ANDRE WILLIAMS & THE SADIES “Red Dirt” (Bloodshot) Il BMF si da al country con I The Sadies. E devo dire che spacca il culo. Black Alabama Uber Alles!!!
ANDRE WILLIAMS „The Black Godfather“ (In the Red Recods) Ancora l’original BMF che fa il culo a tutti, supportato dai Dirtbombs, Blues Explosion, Cheater Slicks e altri. Il capolavoro del maschilismo e della zozzeria e dell’esaltazione del delinquente.
ANDRE WILLIAMS “Bait and Switch” (Norton Records) Disco di soul scritto e suonato con Matt Verta Ray, ospiti splendidi come Ronnie Spector e Dolomite. CAPOLAVORO!
ANDRE WILLIAMS & GREEN HORNET “Holland Shuffle” (Norton Records) Live mayhem con il trio olandese! Soul punk che fa a pezzi i timpani…
ANDRE WILLIAMS “Rib tips & pig snoots” (Soul-Tay-Shus) I vecchi singoli del BMF, quelli del periodo più soul e funk. Disco Numero 1 per un tette-a-tette.
AA. VV. “Mod fave raves Vol. 1” (Spectrum/Universal) Capolavori di Martha Reeves & The Vandellas, Marvin Gaye, Earl Van Dyke e altri. Dal catalogo della Tamla-Motown.
AA. VV. “Mod Fave Raves Vol. 2) (Spectrum/Universal) Stesso discorso. Anche se questo secondo volume è forse un po’ meglio del primo.
THE JAMES TAYLOR QUARTET “The Oscillator” (Rootdown) James Taylor a tutt’oggi è l’unico che può permettersi di dare del tu all’Hammond, assieme a Paolo Negri… Capolavoro.
THE LINK QUARTET “Beat.it” (Hammond Beat Records) Superbo capolavoro dell’acid jazz e hammond sound italiano. Se il mondo facesse meno cagare, qui ci sarebbero almeno 10 potenziali hit single.
THE LINK QUARTET “Italian Playboys International EP” (Hammond Beat Records) Live e singolone (“Italian Playboys”) in questo pregiato EP.
THE LINK QUARTET “Italian Playboys” (Record Kicks) Ultimo disco del miglior quartetto di musica mod e acid jazz al momento in circolazione.
LINK WRAY “Hillbilly wolf: Missing links Vol. 1” (Norton Records) Uno dei padri del surf, qui alle prese con alcune delle sue prime registrazioni. Da avere se vi è garbato “Pulp Fiction”.
THE VENTURES “Walk don’t run” (Emi) Anche loro tra i padri del surf. Una carrellata su tutta la carriera del quartetto, highlights su “Twisted”, “Action plus”, “Hawaii Five-O”
THE ASTRONAUTS “Competition Coupe/AOK” (Collectables) Il terzo e quarto album di un’ottima formazione di surf. Ispiratissimi dall’hot rod dei Beach Boys e dal rock’n’roll.
THE IMPACTS/MERREL & THE EXILES “Desert Islan treasures” (Bacchus Archives) Alcune rarità degli Impacts e i singoli della piccola macchina da hit di Merrell Fankhauser, titolare della buona “Please Be Mine”.
THE SENTINALS “Big surf!/Surfer girl” (Collector’s Choice/Rhino) I due album della formazione surf più influenzata dal latin sound della Del-Fi, la mia record label preferita.
DAVIE ALLAN & THE ARROWS “Devil’s Rumble” (Sundazed) Raccoltone di singoli della Mosrite straziaorecchie. R’n’r, psychedelia e una tonnellata e mezza di surf. Che figata!
AA. VV. “Del-Fi Hotrodders” (Collector’s Choice/Rhino) Tre album di hot rod, forse i migliori dell’intero genere. Con: The Darts, The De-Fenders e The Deuce Coupes. Uno dei miei 5 dischi da isola deserta…
AA. VV. “Strummin’ Mental Part 1” (Crypt Records) Ohiohi! Trentadue calcioni nel culo del surf minore, registrazione alla dog’s dick che regala momenti di anarchia e panico assoluti…
AA. VV. “Strummin’ Mental Part 2” (Crypt Records) Altre trentadue mazzate nelle gengive, perle del surf minore e suonato da minorati… che delizia, gente…
AA. VV. “Las Vegas Grind Part 3” (Crypt Records) 30 perle di rock’n’roll sudato, sporco, da spogliarello… un disco adatto a ogni occasione…
AA. VV. “Jungle Exotica Part 1” (Crypt Records) Altre 32 bizzarrie proposte dal signor Tim Warren. Surf mischiato a suoni esotici, contiene IL PEZZO R’N’R PER ECCELLENZA “Yabby!” degli Hully-Gully Boys… Da avere, sennò tornate ad ascoltare “La Gasolina”…
THE UNTAMED YOUTH “Untamed Melodies” (Norton Records) Raccolta degli highlights di questo eccellente combo che ha maciullato i suoni dei Beach Boys rendendoli più eccitanti…
LOS STRAITJACKETS “Viva! Los Straitjackets” (Cavalcade) Non il loro miglior album, ma contiene perle di valore assoluto come “Venturing out”, “Outta gear”, “Swampfire”.
LOS STRAITJACKETS “Supersonic guitars in 3-D” (Yep Roc Records) Disco spettacolare di surf, hot rod, exotica. Per quanto mi riguarda, la loro uscita migliore e meno compresa.
THE FINKS “Fill’er up and GO!” (Dyonisus) Supersottovalutati. Tra cover di peso e rare originali, questo sfracellamandibole corre come una Hot Wheels in fiamme. Forse la miglior surf band di garage revival…
THE BOMBORAS “It came from Pier 13!” (Dyonisus) Il più bel disco di questa band di Jake Cavaliere. Più surf di qualunque altra cosa surf! Da avere senza dubbio!
THE BOMBORAS “Swingin’ Singles!” (Dyonisus) Raccolta dei singoli dei Bomboras. Splendida robaccia anche hot rod. Su tutte “Twice pipes”, “Li’l drummer boy”, “Last Call”.
SATAN’S PILGRIMS “Plymouth Rock” (MuSick Records) Ho già detto che è il mio album dell’anno. Non posso ascoltarlo senza farmi travolgere dai brividi. La miglior surf band attualmente in circolazione.
THE BRADIPOS IV “Surf sessions” (Teen Sound/Misty Lane) Disco a dir poco eccellente, con brani eccezionali come “Hey!”, “Playa Inferno”, L’inseguimento” e la potenziale hit “She devil’s corse”, che è piaciuta a tutti.
RAY DAYTONA & GOOGOOBOMBOS “A wild shot of…” (Mad Driver Records) Primo album dei miei vicini di casa, splendido esempio di surf suonato benissimo.
RAY DAYTONA & GOOGOOBOMBOS “Space Age Traffic Jam” (Mad Driver Records) Meglio del primo album, anche più cantato, con capolavori come “Bikini Barhaus”, “Spider in my head”, “6K6”.
RAY DAYTONA & GOOGOOBOMBOS “Great expectations” (Ammonia/V2) Raccolta dei singoli e delle rarità. Materiale da 10 e lode per la band senese/fiorentina.
RAY DAYTONA & GOOGOOBOMBOS “Fasten Seat Belt” (Ammonia/V2) Ad oggi il loro album più bello, ancora surf classico ma con contaminazioni “space” alla Man Or Astroman?
I GALLARA “The amazing misterious melodies of…” (Diva Records) 8 pezzi veramente validi per un EP che si fa ascoltare con estremo piacere, tra exotica e surf.
THE WET TONES “Mucho Reverbo” (Ammonia/V2) Il quartetto triestino si è dato da fare per raggiungere risultati pressoché eccellenti. Ottima la loro versione di “Tropicana” e le originali “Playa piranha”, “Bonecrasher” e l’exotica “Surfin’ the casbah”.
AA. VV. “Halloween Hootenanny” (Zombie-A-Go-Go/Geffen) L’ho già recensito entusiasticamente altrove. Se non avete mai ascoltato surf, partite da questo disco spettacolare, con autori come Satan’s Pilgrims, Reverend Horton Heat, Frenchy, Deadbolt, Davie Allan & the Phantom Surfers, The Bomboras e un inedito garage singer come Rob Zombie che fa il culo a tutti.
AA. VV. “Monster Party 2000” (MuSick Records) La risposta della MuSick alla compil di cui sopra. Satan’s Pilgrims (anche sotto falso nome), Hypnomen, Los Straitjackets, Electric Frankenstein, The Tiki Tones per 22 pezzi uno meglio dell’altro.

Oggi è la volta dei dischi beat e garage punk, dai Sixties fino ai giorni nostri. Di questo genere posseggo una ottima collezione in vinile, composta da pezzi anche abbastanza rari, anche se ultimamente compro solo in cd.
THEM “Them” (Capitol) . L’esordio della banda di Van Morrison, con tutti i classici come “Gloria”, “Mystic eyes”, “Bright lights, big city”.
THE KINGSMEN (Magic Records) : “Louie Louie”. Edizione francese di una raccolta di singoli, tra I pezzi migliori della band che più d’ogni altra ispirò I Mummies.
THE SONICS “Boom” (Norton Records). La nascita del punk? Secondo me parte da questo imprescindibile disco, e chi l’ha ascoltato sa perché lo dico.
THE 13TH FLOOR ELEVATORS (Get Back): “The psychedelic sounds of…” Un classico dei Sixties, forse il primo album di psychedelia, certamente tra i dischi più affascinanti di sempre.
AA. VV. “Garage punk unknowns Part 2” (Crypt Records). Il “fratello minore” di “Back from the Grave”, ventotto canzoni una più selvaggia dell’altra.
AA. VV. “Instant garage” (Mojo). Allegato a Mojo, con canzoni di Ramones, Sonics, The Kinks, New York Dolls. Il pezzo migliore è quello di Paul Revere and the Raiders, “Just like me”.
DMZ “Dmz” (Sire Records). Di recente di questo disco se n’è occupata anche una rivista italiana, tributandogli i giusti onori. Un classico del punk o del garage?
LYRES “Lyres Lyres” (Matador). Monoman e soci mischiano punk, garage e rock con grande maestria. Spettacolari negli originali, maestosi nelle cover.
LYRES “Some Lyres” (Taang! Records). Raccolta di singoli, inediti, rarità, b-sides, un disco eccellente pieno di perle e pezzi da ballare come la classica “Busy body”.
LYRES “Ahs 1005” (Matador). Raccolta dei primi singoli e demo, uno dei miei dischi preferiti di ogni tempo, dotato di una forza dirompente, dal miglior combo di garage revival.
THE FUZZTONES “Flashbacks” (Sundazed). La prima raccolta dei Fuzztones, 22 pezzi tra I quail spuntano “Cinderella”, “Romilar D”, Blues theme”, “I’m the Wolfman”.
THE FUZZTONES “Salt for zombies” (Sin Records). Finora l’ultimo album di Rudi & Co, un ritorno dopo 10 anni che spacca il culo.
THE FUZZTONES “Lsd 25” (Sin Records). Ancora raccolta, consiglio l’acquisto semplicemente per la parte in DVD, che contiene delle belle sorpresine.
THE MIRACLE WORKERS (Voxx)“Inside out”. I maestri di Portland, al loro primo album, anche qui I classici – originali o meno – si sprecano.
THE SICK ROSE “Modern boys with an old disease” (Phox7). Forse la miglior band di garage revival in Italia con I Pikes In Panic. Grande album.
GRAVEDIGGER V “All black and hairy/The mirror cracked” (Voxx) I due album del quintetto, quantomeno seminali, raccolti in questo cd della Voxx del compianto Gregg Shaw.
MORLOCKS “Uglier than you’ll ever be” (Voxx). Il capolavoro dell’inascoltabilità, 14 classici dei Sixties massacrati da una grandissima band di punk garage.
THEE MIGHTY CAESARS “Surely they were the sons of god” (Crypt Records). Billy Childish, che grande. E questa è la sua band migliore. 33 classici tratti dai loro album.
AA. VV. “Be a Caveman” 27 canzoni da altrettante band del roster Voxx. Con DMZ, Dwarves, Gravedigger V, Surf Trio, Fuzztones, Pandoras, Cynics e altri.
THE FIENDS “The Fiends” (Dyonisus). Splendido album di garage revival dei Nineties, sono spariti anche se avevano una Marcia in più rispetto a tanti loro colleghi.
THE DETROIT COBRAS “Seven easy pieces” (Rough Trade). Talentuosa band con cantante femminile e Greg “Oblivian” Cartwright, qui alle prese con 7 classici sconosciuti.
LES SEXAREENOS “Singles & Unreleased Material” (SFTRI). Un gruppo che si fa amare per il suo atteggiamento nichilista e distruttivo, tra le canzoni segnalo “Girl”, Sorority Girl”, “Go away”.
THE EMBROOKS “Yellow glass perspections” (Munster Records)Ottima freakbeat band proveniente da Londra, autori di due album magnifici.
THE LITTLE KILLERS “The Little Killers” (Crypt). Classica punk garage r’n’r band sullo stile della Crypt. Da ascoltare con molta attenzione.
LEIGHTON KOIZUMI feat TITO & THEE BRAINSUCKERS “When the night falls” (Ammonia). La leggenda reinterpretata dalla band italiana e dal singer californiano. Disco eccelso.
THE SERMON “Volume” (Alternative Tentacles). R’n’b, punk, garage, blues, soul.Uno dei dischi più belli dell’anno passato, alla produzione troviamo Russel Quan dei Mummies e Jello Biafra degli Iron Maiden!
B-BACK “In time!” (Area Pirata). Sono di parte perchè di questo disco ho deciso il titolo e la grafica, ma loro sono eccezionali, tra i migliori in Italia, grazie alla loro capacità e songwriting.
HOWLING DIABLOS “Car wash” (Disaster Records) Blues super perdente da Detroit, una delle migliori band di soul punk che io abbia mai ascoltato.
THE LEN PRICE 3 “Chinese burn (Loughing Outlaw) amones più Creation Uguale TNT, verrebbe da dire. Gruppo molto interessante.
PILOT SCOTT TRACY “Any City” (Alternative Tentacles) Punk, garage e pure new wave, se avessero tolto l’ultima parte sarebbero stati pure meglio…
HEARTLESS BASTARDS “Stairs and elevators” (Fat Possum Records) Una specie di White Stripes meno prodotti e meno pompati, ottimo il songwriting.

Da oggi mettero a disposizione di tutti i miei essentials in CD. O meglio, quello che posseggo, in CD, diviso per genere. Iniziamo con il punk delle origini, il punk caccoloso e l’hard core.
NEW YORK DOLLS “Rock’n’roll” (1994 Polygram Records) Inediti e highlights dei primi due dischi delle cinque bambole. Tra i padri riconosciuti del punk rock.
SEX PISTOLS “Sex Pistols Jubilee” (2002 Virgin) Raccolta di singoli dei punk rockers londinesi. Tra le perle, “Friggin’ in the riggin’” e “C’mon everibody”.
THE CLASH “The Clash” (1977 Cbs) Il primo album di Strummer, Jones e Simonon, io posseggo l’edizione americana, con una scaletta diversa da quella inglese.
THE CLASH “London calling” (1980 Cbs) Il disco più bello del quartetto, con i massimi capolavori della band.
THE DAMNED “Damned, Damned, Damned” (Stiff Records) Esordio con il botto, uno dei dischi essenziali del punk di tutti i tempi.
THE JAM “Beat surrender” (1993 Polydor) Band molto atipica, con i suoi suoni mod, ma che del punk fece la storia. Su tutte “Town called Malice” e “All mod cons”.
MOTORHEAD “On Parole” (1997 Emi) Doveva essere l’album d’esordio, ma si opterà per una scaletta diversa e una registrazione più decente. In ogni caso, masterpiece.
SKIANTOS “Mono Tono” (2003 Latlantide) Riveduto e corretto, capolavoro ed esordio delle colonne portanti del demented rock all’italiana.
SKIANTOS (2003 Latlantide) Secondo album, meno punk ma ancora con molte cose da dire, tipo “Gelati”, “Freezer”, “Kakkole”, “Il rock ti da lo shok”.
SKIANTOS “Sogno improbabile” (2005 Emi) Appena uscito, con tutte le canzoni eseguite a “Colorado Cafè”, a partire dalla title track.
DEAD KENNEDYS “Fresh Fruit for Rotting Vegetables” (1980 Cherry Red Records) Uno degli album imprescindibili del punk rock, insuperato per cattiveria e sarcasmo.
ADOLESCENTS “Adolescents” (1980 Frontier) Uno degli album più rappresentativi del primo punk americano, secondo molti il migliore.
DISCHARGE “Hear nothing, see nothing, say nothing” (2003 Sanctuary/Captain Oi!) Riedizione con bonus tracks del miglior hard core album inglese.
GBH “Leather, Bristles, No Survivors and Sick Boys” ( 1990 Clay) Qui si trovano i meglio classici: “Sick boy”, “Am I dead yet”, “Big women”, “Necrophilia”, “Generals”
IMPACT “80-87” (2004 Eu ’91) Tutto il materiale dei punkabbestia nazionali degli anni Otattanta, forse la miglior band di casa nostra per quanto riguarda l’accacì.
TRAUMATIC “Punk revenge” (2005 Area Pirata) Punk del Granducato Hard Core, un buon esempio di suoni laceranti e lacerati.
RAPPRESAGLIA “Sopravvissuti” (2003 Tube Records) Dall’hard core degli esordi a questo buon punk’n’roll, sopravvissuti davvero, uno dei pochi gruppi dell’epoca ancora in giro.
FALL OUT “Americananti” (2003 Area Pirata) Ancora hard core nazionale, ottima produzione e rabbia dal porto di La Spezia.
AGNOSTIC FRONT “Another Voice” (2004 Nuclear Blast) Il ritorno a sonorità NYHC dei grandi maestri del genere, uno dei migliori gruppi americani di sempre.
SUICIDAL TENDENCIES “Fng” (1992 Virgin) Raccoltone dei primi album della band titolare del miglior album d’esordio di tutti i tempi… vabbhè, sono nostalgico!
NOMEANSNO “Dance of the headless bourgeoise” (2004 Wrong/Southern) Un punk molto bizzarro, lento, quasi jazz e a volte noise e metal.
RUDIMENTARY PENI (2004 Outer Hymalaian Records) Ultimo album per un gruppo molto simile ai Crass, sia per la musica che per le liriche “sloganate”.
THE CASUALTIES “The early years” (1999 Punk Core) Americani di New York e tamarrissimi, qui si trovano i singoli e i demo del loro primo periodo.
4 PAST MIDNIGHT “Trials and tribulations” (2005 Area Pirata) Scozzesi, punkabbestia, vecchi e ubriachi. Ottima band, ottimo disco.
ZEKE/PETER PAN SPEEDROCK “Split CD” (2005 Bitz Core) Come da tradizione, le due band tirano fuori I muscoli e spaccano tutto. Davvero ottimo album!
DEROZER “Di nuovo in marcia” (2004 Derotten Records) Una delle band più famose del punk italiano, quest’album è il migliore dai tempi di “Bar”.
PITCH BLACK “Pitch Black” (2002 Revelation Records) Goth punk, hard core e un po’ di rock’n’roll, album fantastico e da sempre in cima alle mie playlist.
FUMBLES IN LIFE “Communication Wins” (2005 Youth Crew Records) Dario & Co. tornano a far casino con il loro roccioso accacì e le liriche positive.
GONNA FALL HARD “Slap by Gandhi” (2004 Countdown) Tritasassi da Venezia, una band veramente spettacolare, cattiva e inacazzata. Hard core dei tempi belli…
SUMMER LEAGUE “Supposed to trail” (2003 Equality Records) Bologna hard core, capacità tecnica e testi positivi… molto, molto bravi.
DIE! “I hope you die!” (2003 Equality Records) Ardecore de Roma e skate punk, una delle band più apprezzate della scena italiana. In 10 canzoni si scopre perché…
THE VENDETTA “Terror nation” (2005 Brutus) Ancora hard core mischiato a punk alla Misfits e hard rock buzzurro. Dopo l’ascolto, male alle orecchie: FIGATA!
MALKAVIAN “Whatever doesn’t kill you, makes you stronger” (2004 Massacro Records) Grind core in your face con ironia feroce, massacro totale di qualunque cosa gli capiti. Sono di Roma.
STANDING STRONG “Oro & Merda” (2005 Brutus/El Paso) Torino torna capitale dell’hard core con questo disco di una rabbia impressionante. Testi di caratura superiore.
AA. VV. “Punk Core Label Sampler” (2003 Punk Core) Venti canzoni di: Virus, Casualties, Self Destruct, Varukers, The Unseen, Clit 45, The Devotchkas, The Defiance.
AA. VV. “Urla dal Granducato” (2003 Area Pirata) Imprescindibile panoramica sull’accacì toscano. Con: Wardogs, Senza Sterzo, Aufschlag, Holocaust.
AA. VV. „Balkans punk compilation“ (2003 No Label) Dai Balcani, hard core e punk, primitivissimi e grezzi, e per questo genuini. Grande disco.
AA. VV. “Demential Rock Vol. 1” (2005 Latlantide) Rock, metal, punk demente da 22 band italiane. Con: Aborti Mancati, Uomini Sessuali, Skiantos, Prostathas, Farmacia Comunale.
Sì, anche io in gioventù ne ho fatte di stronzate. Ho comprato tantissimi dischi, soprattutto in vinile, che hanno regalato lustro e splendore alla mia collezione. Ma tanti pezzi rari, o comunque bei dischi, sono andato a rivendermi, per vari motivi, vuoi per scarsità di denaro, vuoi per follia, vuoi per cazzi miei. Molti dei dischi che ho dato via, se non TUTTI, ogni tanto vengono a ricordarmi la mia dabbenaggine. Alcuni sono dischi un po' alla cazzo, altri sono autentici capolavori, pezzi rarissimi, regali, ricordi, vinile riconvertito in cd. Ecco la lista - probabilmente incompleta - degli album che adesso comne adesso NON appartengono più alla mia collezione. Cominciamo alla grande con i Circle Jerks. Non uno ma due dischi dati alla cazzo per mancanza di pecunia, quindi monetizzazione tramite vendita del culo. "Group Sex" e "Wild in the streets" furono venduti a un tonno che me li pagò profumatamente. Recuperati entrambi nella ristampa in cd. Ma la mia coglionaggine rimane estrema. Ancora California con i Voodoo Glow Skulls, "Who is this is?" e "Firme", alla bancarella di Sinigaglia del Catta, convertiti in un volume di Back From The Grave. Ancora California e ska core. "Hectic EP", "Energy" e un raro bootleg 7", "Lint the king of ska", venduti sempre al Catta, monetizzazione minima. Mai più recuperati, come i Voodoo Glow Skulls. Un pezzo forte al quale ho rinunciato, peraltro di recente, è "Fresh fruit for rotting vegetables", stampa della Cherry Red, comprato dal sommo mentore Delvio Dorì, uno che il punk me lo fece conoscere per davvero. Scambiato con un cd dei Los Straitjackets sempre dal Catta più un'altra roba che ora non ricordo, per compiacere una stronza con cui stavo all'epoca che li adorava e che li voleva avere in cd. Quando mi mollò portai via il cd, almeno, cazzo! Ancora grandi nomi. I Ramones. "End of the century", "Too tough to die", e i due singoli "Sheena is a punk rocker/I don't care", "Baby I love you/Do you remember r'n'r radio?", in periodi diversi, quindi un po' per mortadifamaggine un po' per scambi. Un disco che non mi pentirò mai abbastanza di aver dato via è "Teenagers from outer space" dei Meteors, versione originalissima con tutta la storia del terzetto. Scambio dal Catta: conversione in cd più il cd dei Neanderthals. Ma mai troppo pirla per pentirmene, dioboe! "Damned Damned Damned" dei Damned, pagato 80000 lire, lo diedi via per mancanza di cash, comprato da uno schifoso taccagno pezzo di merda a 25000 lire. Anche qui mai troppo pentito della mia stronzaggine. Recuperato in cd poco tempo fa. Degli Stray Cats ne ho dati via due. "Gonna ball" e "Rant'n'rave with the Stray Cats", pagati benino dal Catta. Mai più recuperati - se non nella raccolta - ogni tanto mi ritrovo a canticchiare "18 miles to Memphis", simbolo di quanto sono coglione. Anche i Cramps ho mandato affanculo. "Flame job", disco bruttino, però diocane. Brutta fine anche a uno dei più bei dischi dei Nineties, "I can see your mom from here" dei Gaunt. Mai più recuperato, come "Flame job". Dei New Bomb Turks sono riuscito a dar via "Scared straight", perchè all'epoca non mi garbava. Invece era una figata. Mai più recuperato. "Screams from the gutter", il capolavoro dei Raw Power, l'ho scambiato con un collezionista di roba garage convertitosi all'accacì. Mi ha dato un bel po' di roba: psychobilly, come il disco dei Nitros, e garage: "Northwest Battle of the bands", "Teenage Shutdown Vol. 10", "Las Vegas Grind Vol. 2 & 4". Mai più recuperato, e mi manca assai. Era peraltro un regalo di uno che adesso fa la pubblicità di Italia Uno, il caro Francesco, metallaro thrasher punkabbestia inconsapevole del valore del regalo. Che poi era uno scambio, io gli diedi il cd dei Cannibal Corpse e di quei cretini degli Iron Maiden, che avevo fottuto a mio cugino. Se penso a quante mani hanno toccato 'sti dischi mi viene in mente quel tocco di figa di Marina Lothar. O Cicciolina. Ma anche Angelica Bella. E Asia Carrera. E Linda Lovelace (non preoccupatevi, devo solo fare alzare il counter delle visite). Roba più modesta i buoni Total Chaos. Ho dato via "Pledge of Defiance" e "Anthems from the alleyways", entrambi venduti a Tommasone. Mai più recuperati. Via anche "Punks not dead" degli Exploited, recuperato, così come "The Clay years" dei Gbh, recuperato in vinile. Ottimo! Sono contento di aver dato via quella stronzata degli strapessimi merdosi luridi incapaci popmetallers punkpermodadeimieicoglioni che risponde al nome di "How to clean everithing" dei Propagandhi. Venduto a uno skater ragazzino di dove stavo prima per 20 sacchi. Mi ci sono andato a comprare "Boom" dei Sonics, la ristampa della Norton, in vinile, diocane. L'ho ritrovato? Chettelodicoaffare?! Ah no, ora che ci ripenso c'ho comprato "Introducing the Sonics", sempre Norton, perchè "Boom" ce l'ho in cd. Eh, la memoria perde colpi. Chiudo la lista - INCOMPLETA DI SICURO - con i Nofx: "S/M Airlines", "Liberal Animation" e "Ribbed", più un singolo raro 12", venduti al solito skater ragazzino, a un sacco di soldi, perchè ho giocato sul fatto che il singolo era raro.

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Meno male che c'è Blob a ricordarci tutte le malefatte italiane, tutto il tetarino allegrissimo della politica italiana, tutto il male impunito che i senatori e i parlamentari, quelli spazzati via dalla felice stagione di Tangentopoli, hanno perpretrato negli anni. Quest'estate, la cara trasmissione di Ghezzi e Giusti dedica delle monografie a personaggi o singoli fatti: sotto la lente "deformante" di Blob sono passati Michele Cucuzza, la prima guerra del Golfo Persico, Aldo Busi, Paolo Frajese, L'11 settembre 2001, il telefono i studio, Sandra Milo, il calcio. Ma ieri la trasmissione si è superata, con il suo montaggio. "Discopolitica" è stato una mezz'ora rutilante dove i periodi scoppiettanti della disco dance e della politica champagne (sciampagnina, all'italiana), quelle del triennio 1979/1982. Si alternavano facce che probabilmente i più giovani e i meno attenti non ricorderanno, quelli che fecero la storia della politica italiana, quella della P2, della collusione con la mafia conclamata, quella della politica come alternativa alla ricerca del lavoro vero, con i grandi protagonisti della disco music, la vera "novità" musicale della fine dei Seventies, contrapposta alla forza moralista e disintegratrice del punk rock, coevo e assolutamente antitetico al ciarpame colorato di Boney M. e compagnia belante. Voglio dire, Blob riporta alla nostra memoria personaggi come il segretario del Partito Liberale Italiano Renato Altissimo, uno che con il 2% del suo partito stracomandava in Italia, e lo potete vedere dalla faccia qui a fianco che personaggino era: Fabio Fazio nel suo libro attribuisce al defunto Benito (Benito, Benito...) Craxi una definizione dello stesso che è: "Altissimo coglione", mentre mi ricordo mio padre a tavola che commentava con mia madre l'elezione (l'erezione) a parlamentare di Cicciolina: "Secondo me Altissimo strofina il cranio sulla passera della Staller, i cui effluvi lo han reso calvo". Sembrano personaggi da burletta detti così, ma io ci andrei cauto. Per fortuna che il montaggio rende onore e sottolinea le affinità e le divergenze tra questa musica stordente, madre puttana dell'house e della techno e i volti triti e contriti dei politici. Di trenta secondi in trenta secondi vediamo passare quindi Flaminio Piccoli (uno con la faccia da custode dei cimiteri della serie "Back From The Grave", quella dei fumetti), Grace Jones che raglia a singhiozzi una sua versione de "La vie en rose", Enrico Berlinguer che non le manda a dire contro i mafiosi democristi siciliani, però con la faccia di uno che sembra aver digerito male la peperonata, quella cosaccia inutile che è Donatella Rettore, il grande Giuseppe Saragat ("Viva la Resistenza!", così terminava le sue missive questo presidente della Repubblica, ai giorni nostri uno zero da nulla come Castelli lo farebbe arrestare), un clamoroso Bettino Craxi giovane e relativamente magrino, gli Omd, quel nazional-seminarista che era Giorgino Almirante, i Duran Duran di "Rio", Ciriaco de Mita con una specie di mallet affiancato dal Gatto Spadolini e dalla Volpe Andreotti, Viola Valentino e Lucio Magri, Mario Capanna, Pannella, l'Aglietta, un Rutelli formato portaborse che dice una marea di cazzate. Una meraviglia per i nostri occhi. A chiudere questa puntata che io definirei EPOCALE (per difetto) la videosigla della "tribuna politica" (solo le immagini), con "Gioca joeur" di Claudio Cecchetto come soundtrack, per far ricordare a tutti da dove proviene il malessere italiano di oggi. Viene da lontano, chiaro, ed era un gioco, appunto "Gioca joeur", al massacro.
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I bei giorni delle superiori, alla scuola pubblica, in qual merdoso liceo artistico di via Hajek, e chi se li scorda? Due anni di vera merda, con la gente peggio e soltanto tre insegnanti bravi e capaci, legati alla professione e soprattutto a noi ragazzi. Che dire della superpunk, poi superskinhead? Che dire della tipa che si chiavava ogni cosa respirasse? E che dire della mia compagna di classe - ultracessa - con la sorella punkabbestia? Queste esperienze ti temprano, soprattutto nel triennio 14-16 anni, ti sconvolgono e ti rendono forte, capace di reagire, soprattutto quando provieni da una realtà che queste cose neppure se le sogna. Al secondo anno c'era una mia compagna di classe che aveva una sorella punkabbestia. Di quelle classiche con il classico pedigree, famiglia agiata e quindi ribelle senza una causa, cioè, aveva pensato bene di esprimere la propria superficiale ribellione stando mesi senza lavarsi, prendendosi un cane e andando a vivere con uno dei più superpessimi abbestia dell'epoca, un armadio peromane bruttissimo, superdrogato, che si esprimeva a grugniti e puzzava - giuro - a un paio di isolati di distanza, e dire che via Hajek è centrale e lo smog dovrebbe coprire la strammaledetta putea di umanità che questi orribili individui secernono(Secernono? Spero di aver scritto bene) . Insomma, questa mia compagna, che chiamerò Elisa, era una mezza abbestia pure lei, con il fidanzato frikkettone che portava giù dalla montagna sempre bei tocchi di fumo da far fumare a noi pischelli. E un giorno sì e l'altro pure non faceva altro che piangere, che sua sorella era perduta per sempre. Ogni tanto si faceva vedere, l'abbestia, all'uscita del liceo a salutare la più piccola delle figliole dei suoi genitori, con i suoi due cani, l'uno antropomorfo e l'altro, poverino, in forma di cane vero e proprio, con una parte di pelo colorata di verde. Ed Elisa ogni volta piangeva, con la sua faccia da lucertola. Povera sorella perduta, ma vaccagare! Insomma, un pomeriggio di fine primavera all'uscita di scuola si decide di andare a fumare al parco Sempione. Tutta la scuola, in pratica, in fila indiana si reca al parco a spinellare. Il nostro gruppetto di dieci persone si siede sul pratone e parte la sequenza di chilum, insomma, si arriva credo al decimo e io sono cotto come un maialino alle feste dei sardi. Non capisco più un cazzo, il cervello mi fa le bolle. Sono in paradiso e mi godo la scoppianza, Milano a primavera è la città più bella del mondo, piena di figa, di musica, di droghe leggere, la suburbia è lontana, la scu-la scuo- insomma sta finendo e trapococisonolevacanzeepotròrivedereannalisaepoic'èlafesssshhxxXxXxx... Morto. Il gruppetto ha aggiunto qualcun'altro alla combriccola. E' la sorella di Elisa. Con il cane. Con il fidanzato. Il mio nasone a punta percepisce, aiutato dalla fattanza, l'odore terribile del terzetto: afrori di ascelle, potta e cazzo formaggiosi, culo mai nettato, piscio, denti supermarci. Stanno parlando. Non capisco. L'odore è fortissimo, mi schiaccia la gola. I polmoni rifiutano di immettere l'ossigeno sporcato dalla presenza di quelle persone terrificanti. Il cervello in debito d'aria sta per avere un collasso. "Stai bene? Hey, Armando, stai bene?" Chiara, una che fa la terza, bellissima come un angelo, mi schiaffeggia. Sono caduto a terra, sul pratone e ho battuto la nuca su un sasso. C'è sangue. "Dai dai, hai solo collassato, vieni che ti accompagno alla fontanella". Chiara mi salva la vita, ed è così gentile che va al chioschetto a prendermi una cocacola per farmi riprendere. Quella volta sono stato fortunato ad avere qualcuno che mi soccorresse, ma da allora ogni volta che ho visto un abbestia mi sono sempre levato di culo, hashish o non hashish.

La televisione d'estate regala delle perle incredibili, forse più che d'inverno. Retequattro si segnala per le cose migliori: a parte un Emilio Fede in tenuta da mujahiddin, che difende a spada tratta il suo padrone, rendendo il suo telegiornale più divertente che mai, di notte la rete "per anziani, casalinghe e pensionati" offre film meravigliosi: in successione, nei giorni scorsi, abbiamo visto "Zardoz", "1975 Occhi bianchi sul pianeta Terra", "Anno 2022 I sopravvissuti", "Il mondo dei robot", "La città gioca d'azzardo". Ma sabato sera, quelli di "Io TV", trasmissione a tarda notte che ricicla delle oscene troiate anni Ottanta come videoclip e trasmissioni bollite, ha replicato una trasmissione incredibile, esplicativa, geniale. La prima puntata di "Superflash", trasmissione condotta da un giovane - allora era sulla cinquantina e sembrava che avesse tutti capelli suoi - Mike Bongiorno in forma oltremodo smagliante. "Superflash" fu la prima puntata di un quiz che Mike già conduceva su Rai Uno, "Flash" ora passata su Canale Cinque. Stessa formula la ripetè nelle tv del suo nuovo datore di lavoro, l'allora presidente della Fininvest Silvio Berlusconi. Mike introduce il quiz, con la sua solita, esplosiva chiacchiera, atta a tramortire l'ascoltatore (e che verrà ripresa, con enorme successo, dal suo datore di lavoro Berlusconi quando "entrò in campo"). Dice che "Superflash" è la miglior trasmissione, o meglio, quella più ambiziosa alla quale abbia mai lavorato - trattasi di un giochino a premi basato sulle notizie apparse sui giornali, appunto come dei "flash d'agenzia" - ringrazia tecnici, autori, prodi produttori e buon ultimo Silvio Berlusconi, il tutto con la sua doppia dose di iperboli. Continua a fare paragoni con la Rai, dice che la Fininvest è in crescita, e vende le tv commerciali - l'idea delle tv commerciali - nello stesso modo con il quale, pochi anni dopo, venderà il prosciutto Rovagnati. Presenta i tre concorrenti, un principe Borromeo che adesso fa il bancario e che è fan sfegatato del grande presidente Pertini, una donna croupier dalla faccia roditrice e un postino in pensione che fa il verso a Babbo Natale (la puntata va in onda il 23/12/1982), che Mike sfotte e fa sfottere con grande rabbia dall'ex campione di "Flash", un altro postino dalla faccia da macellaio di carne umana. Dopo le dovute presentazioni parte il gioco, Mike conduce con il suo stile da maestrino (quanto aveva ragione Umberto Eco nella sua "Fenomenologia di Mike Bongiono" contenuta nel "Diario minimo", ripresa qualche anno fa da una giornalista per intervistare un nulla mischiato con niente come Enrico Papi). Dopo la prima manche, l'ineffabile presentatore sfodera i suoi numeri, quelli veri del suo repertorio: a cantare in studio c'è Ornella Vanoni, che presenta una sua raccolta di dischi - che erano ancora in vinile - e canta due pezzi del periodo della "mala", uno milanese ("Ma mì", canzone della Resistenza scritta da Giorgio Streheler) e uno romano. Mike le dice: "Ma tu sei famosa per i pezzi della mala milanese! Brava Ornella, salutiamo quelli della mala milanese e anche gli amici della mala romana!" (più o meno letteralmente). Una scena da applausi, i saluti alla mala romana. Che all'epoca era la banda della Magliana, non quattro ultras d'aroma o d'alazzie, CRIBBIO! Dopo i gorgheggi della (ex) bonazza della canzone tricolore, si arriva al terzo e ultimo gioco (il secondo nel montaggio di "Io Tv" è sparito, facendo perdere qualche altro motto del Nostro), manche strutturata come un gioco dove i tre concorrenti devono scegliere delle notizie (tre) su sette colonne, notizie di sport, cultura, spettacolo, cronaca nera, cronaca rosa, pubblicità e politica. Nelle caselle sono nascosti i "superpunti", dove si vince un milione senza rispondere alla domanda, oppure la "trappola solidarietà", dove, chi scopre la casella della solidarietà, viene "penalizzato" con il decurtamento del 20% della somma vinta fino a qual momento, che verrà destinata alla casa di riposo per musicisti "G. Verdi" di Milano. Il Babbo Natale, ultimo con tre milioni, scopre due caselle di solidarietà consecutive perdendo un milione e mezzo circa, ma al terzo giro trova un sperpunto. Ecco la risposta di Mike: "Babbo Natale, lei ha perso una cifra ragguardevole ma Dio gliel'ha restituita". Nulla di male, ma Mike parla di Dio come entità non tanto spirituale, ma come arbitro, come generoso mecenate, una specie di Berlusconi che abita non ai piani alti ma a quelli altissimi. In vantaggio c'è la cropier di campione d'Italia ("la campionessa campionese", dice il Nostro, che gode sul giochino di parole puerile), ma il principe Borromeo , alle ultime due caselle, l'agguanta. Risponde bene alla domanda, sceglie l'ultima casella dove c'è, purtroppo per lui, l'ultima casella della solidarietà. La faccia del Borromeo è contrita e molto incazzata, ma il conduttore lo incalza: "Lei sarà contento di aver donato il 20% della sua vincita a quei poveretti", trattando degli illustri musicisti, ora sfortunati, come dei pezzalculo da Corte dei Miracoli. Vincerà la campionese, diventando campionessa di "Superflash", prestando il fianco alle freddure da prete di Bongiorno sul succitato giochino di parole che non farebbe ridere neppure uno sotto mescalina. La puntata si chiude con il soliloquio di Mike, che rincoglionisce tutti con le sue parole. Ultima perla, la richiesta di mandare le lettere a "Superflash", all'indirizzo via Sacchi 3, Milano, e lo dice quattro o cinque volte, accompagnando la parola "sacchi" (che è un cognome) con la mimica della corsa dei sacchi, pensando di aver a che fare con dei deficienti. Impagabile. Lo stesso stile didascalico lo mutuerà anni dopo un celebre e giovane premier, presentandoci i suoi risultati alla guida del paese proprio nello stesso modo di Mike: senza contraddittorio, con una valanga di parole, con un ottimismo favolistico e imperturbabile, da paese dei balocchi.
PS: dimenticavo. A chiudere la trasmissione, la sigla, "Amico è" di Dario Baldan Bembo, cantata con Caterina Caselli, il cui video è uno spettacolo di neve, gente che sorride e che scia, il tutto in un clima di serenità nervosa che tracima e bagna tutto. Nella clip, Baldan Bembo, Caselli, Bongiorno e Columbro, i migliori cavalli della Fininvest dell'epoca.

...e non aggiungo altro!