Io sono il Diavolo... e sono qui per fare il lavoro del Diavolo.

figlio delle stelle perche' ti offendi tanto? °_________o? perche' ti ho semplicemente kiamato suor maria clarinetta o perche' ti ho detto che ke le bestemmie i bambini buoni non le dicono,sei d'accordo con me giusto? beh sicuramente si visto ti sei offeso perche' ti ho kiamato bestemmiatore,cosa vera,ma visto tu non le dici le bestemmie allora e' tutto ok,potrei anche andare tranquillamente nel tuo blog a dare un okkiata nel mio tempo libero giusto per vedere di cosa parla di bello,sicura di non leggere neanche una bestemmia nel tuo blog,altrimenti ti offenderesti se bestemmieresti perche' poi qualcuna ti farebbe notare ke bestemmi giusto? ^_^
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Sono passati diciassette anni dalla prima volta che ascoltai The Specials Aka. O i Coventry Automatics, se preferite, il nome che avevano prima di diventare i padrini del Two Tone e la miglior band del genere, per giustificare l'"Aka". Diciassette anni, un'estate del 1988, calda bollente e figliadiputtana, passata in compagnia di mio padre, che mi regalò la cassetta del loro magnifico album, prodotto da uno come Elvis Costello in stato di grazia assoluta e dotato del "magic touch" dei Grandi. Ero molto piccolo, una dozzina d'anni, e nello stereo non è che al periodo potessi vantare grandissime cose: sì, magari i Police di "Ghost in the machine", i Ramones e i Sex Pistols (ilo mio disco preferito all'epoca era "Sid Sings", forse la quintessenza della "filthy lucre music", che apprezzo tantissimo pure oggi) che era la musica che ascoltavo io mentre tra i miei coetanei andava per la maggiore Nino D'Angelo, che già all'epoca non sopportavo, con i miei compagni di classe che ascoltavano "Forza Campione sei ancora guaglione", oppure checcazzonesò di immonderie anni Ottanta ce n'è un mucchio e all'epoca erano mitica soundtrack della nostra gioventù (apro parentesi: voialtri trendaroli sugaminghia che negli eighties siete nati ora avete rivalutato dei suoni di merda, date retta a uno che quei suoni se li è gustati in diretta). Insomma, tornai al paesello per finire le scuole medie con una cassetta registratami dal babbo, con un lato i Madness e con l'altro i pezzi da 99, gli Specials. Forse a 'sto giro, pensavo fiducioso, quella banda di montanari pecorai e pecoroni avrebbero gradito di più i miei ascolti. Non li avrei tediati con la new wave dei Police, ne con la robaccia dei "punk di merda" come usualmente mi apostrofavano, quei falliti di paninari del cacacazzo. Forse l'avrebbero smessa di chiamarmi drogato. I suoni suadenti del brit ska avrebbero animato la festa delle medie. Ma invece mi sbagliavo, quelle mezzeseghe dei miei compagni di merda (una banda di cretini che hanno fatto tutti una fine del cazzo, tipo si sono sposati con delle megere incredibili o fanno lavori di merda pagati di merda oppure ancora si fanno mantenere, a trentanni, da mamma e papà), all'ascolto di un piccolo, immenso capolavoro come "You're wondering now" mi diedero del frocio e del finocchio. Appena sentirono "Little bitch", mi dissero che ero il solito aborto punk del cazzo. Alla vista delle mie All Star verde pisello (il colore che all'epoca mi sembrava più punk e shocker per i loro cervelli da gallina) ne ebbero la conferma. E i grandi Specials non erano altro che dei falliti parassiti e, in virtù della loro origine inglese, pure "ricchiuni". Bene, posso invece dire che i "ricchiuni" erano loro. Le franellate che mi sono fatto con gli Specials di sottofondo, i miei cari compagni di classe se le possono sognare. Al lentissimo ritmo di "Too hot" ho limonato per la seconda volta in vita mia. E pure con una figa perdavvero, mica una di quei cessi da manuale che c'erano in classe mia. E a diciassette anni da quell'incontro, i miei carissimi Specials Aka mi fanno ancora compagnia, con il loro sound meraviglioso, con il loro disco bellissimo, ricco di sfumature, chitarrine e Farfisa, Hammond, coretti come se piovessero Un disco che non dovrebbe mancare in nessuna collezione di dischi di qualità. Io la mia copia la recuperai nell'edicola/negozio di Delvio Dorì a Feletto Umberto (UD), che il buon Delvio, mio personalissimo Virgilio nel mio viaggio nei gironi della devil music, mi regalò perchè gli stavo simpatico. Una prima stampa inglese Chrisalis, bellissima nello splendore del two-tone che mi stava per essere distrutta per colpa di un testadicazzosbronzomarciofattocomelamerda.
Piccola curiosità: "Too much too young" mi ricorda, non so perchè, un capolavoro della fantascienza come "The forbidden planet", che vidi proprio in quel periodo assieme a quella gran donna di mia mamma. Associazione di capolavori, certamente, anche se il reggae degli Ottanta proprio con la sci-fi dei Cinquanta mi sa che non c'entra granchè... ma vabbhè, era solo per dire una piccola cazzatina...

NOW PLAYING...

Incredibile pare, come il fatto che la chiesa, qualunque chiesa, qualunque confessione, abbiano ripreso il sopravvento nella società che non avevano più da diversi decenni. In Italia soprattutto, terra papalina quante mai altre per motivi quasi ovvi, il cattolicesimo è ritornato preponderante, riconquistando, oltre alle prime pagine dei giornali, anche una voce in capitolo su tantissimi temi dai quali era stata esclusa dalla nostra società laica, che metteva sì il crocifisso nelle scuole, ma non permetteva alla chiesa di intromettersi in questioni come aborto o divorzio, che, dagli anni Settanta in poi, in Italia sono legali, grazie al culo e a un referendum popolare che vide il progresso prevalere su visioni della vita di stampo medievale propagandate dagli "uomini in nero". Ma da qualche annetto in qua, e soprattutto negli ultimi mesi, l'ingerenza della chiesa nella vita di uno stato laico come il nostro, popolato da sessanta milioni di persone, è venuta fuori in tutta la sua - a tratti arrogante - forza. Innanzi tutto, i referendum sulla fecondazione assistita della scorsa primavera segnano un punto a favore, indiscutibilmente, di politici in clergyman e di politici che in gioventù avevano servito messa; ma non è che la punta dell'iceberg, visto che nei mesi precedenti tutto era stato fatto per impedire il successo del referendum, che difatti non ha raggiunto che la metà del quorum, e tutto ciò non può essere spiegato unicamente con la disaffezione della popolazione nei confronti della politica, arrogante, brutta, fatta da facce brutte da entrambe le parti che non ispirano fiducia neppure se rappresentano l'ultima spiaggia. Si può spiegare in parte con la lotta senza quartiere che i grandi uomini di potere come Bush & Co. stanno attuando nei confronti di un'altra religione, l'islamismo, definita anche da qualcuno "inferiore alla nostra, cristiana". Una crociata che tocca la pancia dell'uomo medio, che si sente minacciato dal feroce Saladino e dall'infame saracino, spaventato dall'ipotesi di vedersi arrivare dal mare, un bel giorno, la terribile nave del Beyrbley Barbarossa. Il solito gioco della contrapposizione, del "devide et impera" del quale uno dei più grandi popoli conquistatori della storia, i romani, furono inventori e attuatori. Il marocchino, dunque, non fa più solo paura perchè spaccia la droga, ci ruba il posto in fabbrica oppure violenta le nostre donne, ma ci spaventa anche la sua religione che ci farebbe tornare al medioevo, farebbe perdere i diritti alle donne e limiterebbe il nostro status. Dopo averci riempito la testa con queste panzane, aiutati anche da personaggi come Adel Smith che fanno di tutto per fare autogol, i nostri politici non fanno che esaltare la loro fede, guardando il cielo con occhio pio, e insospettabili mangiabambini si riscoprono gentili e buoni, vicini alle parole del Signore. Eccolo qua il ritorno al medioevo, con leggi sempre più vicine a quelle del Concordato. Di recente una carica istituzionale importantissima ha detto che i diritti dell'uomo vengono dati da Dio. Ora, io che sono ateo come devo regolarmi? Non avendo un dio al quale rivolgermi, devo ritenermi privo di diritti, mi posso considerare un parìa, uno scansato? Un ergastolano mafioso con la catenazza al collo e il crocifisso a 666 karati ha più diritti di me? E soprattutto, perchè questo riguarda anche i credenti, Dio attraverso la bocca di chi parla? Chiamerà un altro Mosè per dargli le Tavole della Legge? Oppure, come sempre, sarà qualcuno molto più in alto di un dio a dirci come comportarci, a seconda dei suoi interessi? Come mi riferisce un giovane studente agitatore, qualcuno ha intenzione di cambiare la Costituzione in senso teologico, facendoci tornare ben più indietro dei tempi dello Statuto Albertino, a suo modo un bel passo avanti per il progresso. E se avranno voglia di togliere conquiste come l'aborto, il divorzio ci diranno che solo Dio può decidere della vita degli uomini, e solo Dio può sciogliere i vincoli matrimoniali. E se vorranno reintrodurre la pena di morte, cosa che non è poi così ipotetica di questi tempi, ci diranno che è Dio che lo vuole?
