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Elvis Schaukasten

Io sono il Diavolo... e sono qui per fare il lavoro del Diavolo.

La bocca della verità

Blogger: BadMotherFucker
figlio delle stelle perche' ti offendi tanto? °_________o? perche' ti ho semplicemente kiamato suor maria clarinetta o perche' ti ho detto che ke le bestemmie i bambini buoni non le dicono,sei d'accordo con me giusto? beh sicuramente si visto ti sei offeso perche' ti ho kiamato bestemmiatore,cosa vera,ma visto tu non le dici le bestemmie allora e' tutto ok,potrei anche andare tranquillamente nel tuo blog a dare un okkiata nel mio tempo libero giusto per vedere di cosa parla di bello,sicura di non leggere neanche una bestemmia nel tuo blog,altrimenti ti offenderesti se bestemmieresti perche' poi qualcuna ti farebbe notare ke bestemmi giusto? ^_^

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Sono morto *loading* volte

 
sabato, novembre 26, 2005
Only TH3 M3T3ORS are pure psychobilly

Non credo che ci sia bisogno di aggiungere altro!

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 19:36 | link | commenti (24) |

giovedì, novembre 24, 2005

NOW PLAYING...

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 18:27 | link | commenti (4) |

venerdì, novembre 18, 2005
The Bomboras "Organ Grinder"

Che cosa può esserci di meglio al mondo che un buon party dove tutto viene devastato, dove l'alcol abbonda, dove le bellepotte sono disponibili, dove si fa festa fino al mattino, la compagnia è piacevolmente insalubre e tutto è esagerato? Forse una buona chiavata, e vedrai, una chiavata alla fine è un party a due. Ma ogni festa riuscita è sicuramente migliore se la colonna sonora è adeguata alla bisogna. Una band che di certo non ha mai negato ottima musica, ma che anzi, ha sempre dispensato a piene mani un sacco di ottimi dischi da festa (preferibilmente su un'isola deserta) sono The Bomboras del macina Farfisa Jake Cavaliere (un passato nei Fuzztones per lui), l'ex compagno di scorribande nei leggendari The Finks Gregg Hunt alla chitarra, Johnny DeVilla alla chitarra ritmica, Dave Klein alla batteria e Shane Van Dyke al basso. Un quintetto grezzo di fuzz surf, con un bel tocco pieno di garage che non lascia un attimo di pausa, del quale potete leggere la recensione del fantastico disco "It came from Pier 13" in un'altra parte del mio inutile e sudicissimo blog. Ma tornando ad "Organ Grinder", qui siamo di fronte a un grande album, da festa (sì, lo so, io recensisco solo party albums, ma che volete farci, mi garba divertirmi), da lotta senza quartiere. In realtà il quintetto aveva consegnato questo penultimo lavoro della loro carriera a quelli della Dyonisus prima di approdare ai ben più sicuri lidi della Zombie Au Go Go Records di Rob Zombie, con il quale incideranno, nel 1998, il disco "Head Shrinkin' Fun", ad oggi ultimo album della loro carriera, che li vedrà poi fondare un altro leggendario quartetto, i The Lords Of Altamont, titolari di due esplosivi dischi di fenomenale punk/surf/fuzzdrenched/power/rock'n'roll che mischia in egual misura la lezione degli Stooges con le mattane dei Fuzztones e certe atmosfere cupissime dei Cramps (oltre a contenere, come già segnalava l'ottimo TheGoblin sempre su Elvis Schaukasten, titolare del blog "Bop", una versione spaccatutto della fantastica "Knock Knock" dei The Humane Society"). Consegnavano quindi questi quettordici torridi brani di puro rock'n'roll, suonato con una faccia da cazzo unica. Mi spiego: chi conosce la discografia dei Bomboras sa che questa band ha sempre fatto riferimento al surf minore degli anni Sessanta. Mentre la maggior parte dei gruppi di surf revival di una decina d'anni fa guardava chi ai Ventures, chi ai The Challengers, chi ai The LIvely Ones, Link Wray e Davie Allan (per esempio i Phantom Surfers), loro erano più propensi a pescare a piene mani dal repertorio delle band davvero minori del surf e del rock'n'roll strumentale, quelle da un singolo semiclandestino e via andare. Ne riproducevano, cioè, la stessa energia distruttiva, la furia ingenua che, non badando alla forma, faceva a pezzi il discorso velleitario da classifica e aggrediva le orecchie dell'ascoltatore con perle grezze meravigliose, esplosive, abrasive. Esempi di quello che sto dicendo li potete trovare sulle due raccolte (in CD) "Strummin' Mental", edite dalla Crypt Records, oppure "The Creature from the surf", su etichetta Telstar (ah! le radici!), oppure ancora su autentiche badilate di surf e rock'n'roll che sono conosciute ai più con il nome di "Jungle exotica". I Bomboras hanno ricreato, in quattro dischi più una raccolta di singoli intitolata significativamente "Swingin' singles", proprio quell'ambiente, fatto di suoni primitivi e grezzi, slabbrati, brevi, incisivi e in grado di far muovere anche un tetraplegico. In realtà la versione in CD contiene il 10" omonimo, che aveva una tracklist di otto pezzi, con altre sei canzoni, provenienti dal repertorio già edito, registrate dal vivo. E' l'assalto sonoro che fa la differenza. Un assalto che, come già detto, non lascia un attimo di respiro. Si parte con "Return of the death Ray", con un tappeto d'organo picchiato brutalmente, con gli sloth, con la batteria marziale, per poi proseguire con il surf dalla puzza di garage di "Take a Chance", un bell'esercizio di Sixties punk, con tanto di cori. Fantastico. La canzone che da il titolo al disco è la terza, "Organ Grinder" appunto. La stessa cover non lascia dubbi in merito, con un Farfisa demolito, sminuzzato, con i nastri a terra: nelle foto interne, oltre al solito troione che balla (una gran figa, in verità), si vede Cavaliere, Jake The Preacher che all'epoca era ancora The Ripper, mentre da fuoco allo strumento. Ancora una bella labbrata di surf, con la chitarra di Gregg Hunt che da la caccia al resto dei suoni. "She kills me" è ancora un bel garege tosto, con il suo riffone rock'n'roll mentre Cavaliere ci parla della donna assassina su sottofondo fuzz. La classica "Riot City" ci riporta nei territori dell'instro-mental, davvero demented rock'n'roll della peggior specie, con il Farfisa che segue un fraseggio simil-haunted house che se non vi farà rovesciare a terra dal ridere vi farà cagare addosso dallo spavento, così come la seguente "Third star on the left", degna della "House on the hill", già pezzo forte di una band di dementi come i coevi The Mummies. "Ilene, la settima traccia, è ancora garage. Non male, carissimi: tutto giocato sullo stile classico: si parla come sempre della bellapottina rock'n'roll che riesce a dar fuoco al cuore, e chi ha una donna del genere a fianco sa di che cosa sto sproloquiando a quest'ora di notte. Sia chiaro, non è surf cantato (a me non piace, tra l'altro, sopporto a malapena gli Astronauts e dei Beach Boys mi piacciono poche canzoni), ma puro garage perdente, il rock'n'roll dei Sixties, la "Top 40 music" degli sfigati protagonisti di "Back from the grave". "Night Rider" e "Asphalt driver" formano l'accoppiata vincente. Begli stomper, con riffoni classici da filmone western. La solita botta a caldo, una martellata sulle reni, ma "Last Call", che i Bomboras avevano già avuto modo di registrare come singolo, è la botta finale. Meravigliosa, con le chitarre che si rincorrono tra sloth e colpi bassissimi di maledetto, bollente, infuocatissimo rock'n'roll. La canzone più debole dell'album è quella "Lord Hunt surf party". Cioè, nel repertorio di qualunque altra band farebbe un figurone, e infatti spacca, ma il virtuosismo sismico di Gregg un po' si perde. Due pezzi "space age" chiudono l'album. "Moon probe" è la classica canzone con il riffone epico, sia di chitarra che di Farfisa. E' commovente tanto è quadrata e perfetta. Con le urla della band fa immaginare che questo brano, ai concerti, doveva essere una miccia pronta a far esplodere i migliori mosh pit. E così è. "Forbidden Planet" invece parte con suoni spaziali, per svilupparsi, lenta e inesorabile, in una specie di canzone della tradizione exotica virata al marziano. Che fottuto spettacolo, ragazzi ma soprattutto ragazze! Un capolavoro. In mezzo a queste due canzoni, una vera perla dei Sixties più bizzarri, "Earthquake", già nel repertorio dei pregiati The Esquires (recente una ristampa dei loro lavori da parte di Bacchus Archives), strana e molto, molto cattiva, che fa pensare a un vero terremoto in fase d'esecuzione. Qui dal vivo, vale quanto l'originale, ma sul primo album dei Bomboras, "Savage Island!" vale quantomeno il doppio... ora lo sapete. Bene, dopo aver sprecato la mia solita tripla dose di aggettivi, penso che si possa concludere qui. Sappiate solo che l'ascolto di "Organ Grinder", in questa fredda notte fiorentina, mi ha fatto immaginare, per una mezz'ora, di essere su un'isola sperduta, al caldo, in compagnia dei tikis sotto una palma, con un bicchiere di succo di cocco freddo in mano e circondato da una valanga di indigene bellissime e mezze nude, tutte pronte a mettermi "quella" collana di fiorellini, intorno al collo. Non male, vero?

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 03:22 | link | commenti (5) |
bomboras

domenica, novembre 13, 2005
Berluscomiche

Mentre scrivo questo post sul WordPad di XP, su Italia Uno c'è un'imperdibiloe "Speciale Studio Aperto", dedicato alla fine del Muro di Berlino, officiante Silvio Berlusconi. L'officiante, l'Unto del Signore, con il suo eloquio (quello sì, untissimo) mellifluo parla del comunismo, con il solito savoir faire che lo ha sempre contraddistinto quando parla di comunismo appunto: "Male assoluto", "regime totalitario" sono le colonne portanti del suo discorso, con il parterre de roi che lo applaude manco fosse una clacque registrata. Forse il Cavaliere non si rende conto che i suoi apprezzamenti sui paesi dell'ex blocco dell'est sono gli stessi che  i commentatori stranieri, e anche quelli italiani che non hanno la malsana abitudine di gettargli i petali di rose sul suo cammino, riservano al simpatico regimetto da repubblica dei fichi d'india che è l’italia. Una coincidenza incredibile, in ogni caso, perchè stasera mi accingevo a sottoporre all'attenzione dei pregiatissimi lettori di Elvis Schaukasten una recensione letteraria (caso peraltro raro sul mio blog), di un libro appena uscito e che mi ha fatto lacerare dal gran ridere: trattasi di "Berluscomiche" di Marco Travaglio, edito da Garzanti e messo in vendita al prezzo di 15 euro (che per 500 pagine non sono poi neppure tanti). Sono, in pratica, i "Bananas" che il caro giornalista - scuola Montanelli - ha riservato a fatti e misfatti del regimetto tricolore e pubblicati dal quotidiano ex organo del PCI “L’Unità”, che da quattro anni e mezzo sta facendo capovolgere dal ridere i governi stranieri e ha ridotto gli italiani a popolo barzelletta, tanti abitanti dell'Arkham Asylum che è diventato lo Stivale. Le "Bananas", si dice, hanno fatto sì che l'ex direttore de "L'Unità", Furio Colombo sia stato allontanato: caduto sulla proverbiale buccia di Bananas, e scorrendo le pagine ci si rende conto del perchè. Il giornalista piemontese, noto per essere uno che ci va giù piuttosto pesantuccio, aqbbozza dei ritratti di regime che è poco definire apocalittici. Il Cavaliere diventa, di volta in volta, di barzelletta in barzelletta, sempre più oggetto degli strali di Travaglio, che variano dall'incazzato nero al bonariamente acido. Il regimetto perde i colpi? Ecco che Silvio diventa “Il Cavalier Bollito”. Berlusconi fa il lifting, oppure si da una "ritoccatina" allo scalpo? Eccolo che si chiama "Bellachioma", "Cavalier Crescina", "Cavalier Frangetta", per terminare con un bel "Cavalier Bellicapelli". Il trattamento riservatogli è sempre ben poco compiaciuto, il caro Travaglio, oltre alle barzellette, lo chiama anche "ducetto", "massone", "piduista", "frignone", senza peraltro aver mai torto, a modesto parere di chi scrive. Sorte ben peggiore capita alla corte - enorme - che circonda il "Cavalier Crescina", dai servi di regime in qualità di pennivendoli (Ferrara, chiamato sempre "il Platinette barbuto", ma a volte, quando il caso lo richiede, semplicemente "Platinette", facendo intuire lo sdegno e il disprezzo del giornalista nei confronti del corpulento ex ministro, Fede e "il popolare Straccio" Paolo Liguori, per terminare con Farina e il gigante degli ascolti Socci, "colui che fa meno telespettatori del monoscopio"), fino ai maggiordomi servi dello stato in qualità di ministri, oppure politici, attrici, attori, nani, ballerine e mafiosi (Mangano). La prosa di Travaglio, con loro, non è mai tenera: il ministro della Giustizia Castelli, è "presunto" o "cosiddetto", o sempre qualificato come "ingegnere", il cui ritratto è sempre spietato, facendolo passare per un poveraccio. Lunardi, colui che convive con la mafia, diventa "Nullardi", stessa sorte per il "presunto" ministro degli Esteri Frattini, mentre Letizia (sempre con rispetto parlando, per citare l'autore) Moratti è, invariabilmente, il Ministro-Mummia. Sorvolando sulle "fotografie" di persone come Bossi, Fini, o "il Marty Feldmann della politica italiana" Gasparri, la penna impietosa di Travaglio descrive questa Corte dei Miracoli in tutto il suo splendore, con accanimento particolare per James Bondi, uno dei caporalissimi di Sua Maestà Berlusconi. “Berluscomiche”, attraverso questa prosa sempre più disincantata e per nulla conformista, consegna ai posteri la testimonianza di questi undici anni in compagnia del Cavaliere e della sua banda, anni che, se al cittadino comune hanno regalato qualche misura in meno del girovita, al Cavaliere hanno sicuramente portato dei vantaggi, come Montanelli aveva scritto. La penna intinta nella bile di Travaglio potrà, forse, esporsi agli attacchi dei tanti detrattori del giornalista, colpevole assieme a Luttazzi di aver parlato di un vendutissimo libro come “L’odore dei soldi”, dove venivano spiegate certe origini delle fortune del “Cavalier Bollito”, ma è una lettura appassionante e spassosissima, immancabile regalo di Natale non tanto ai molti insoddisfatti del regimetto da repubblica dei fichi d’india quanto più ai suoi sostenitori, che forse apriranno gli occhi, vedendo di che cosa è fatta la cosiddetta Casa della Libertà: fondamenta di cartone, mura di cartongesso e soffitto di fondotinta.

 

 

 

 

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 18:40 | link | commenti (6) |

venerdì, novembre 11, 2005

NOW PLAYING...

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 13:55 | link | commenti (5) |

mercoledì, novembre 09, 2005
Disegno del vostro affezionatissimo - parte 666

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 16:53 | link | commenti (7) |

sabato, novembre 05, 2005
Un po' di TRITO qualunquismo

Un simpatico lettore di Elvis Schaukasten mi ha accusato, non qui ma altrove, di essere un qualunquista ("qualunquotto" è la parola esatta) e di avere amici qualunquisti, nonchè integralisti cattolici eredi del vecchio Nick Torquy. Nulla di più vero, sono un qualunquista di merda. E in virtù di ciò, segnalo a tutti voi utenti del mio prezioso blog una notizia che è una vera chicca, passata un po' sotto silwenzio nel 77esimo paese nella speciale lista della libertà d'informazione: ovvero che il presidente del Consiglio dei ministri è stato recentemente condannato a pagare le spese processuali (quantificabili in circa centomila euro) per un caso televisivo che risale ormai al medioevo, ovvero il 14 marzo del 2001, quando Luttazzi e Travaglio furono querelati da un numero consistente di persone vicine a Berlusconi, oltre che dall'Unto del Signore in persona. Quella sera, su Rai Due, all'epoca diretta da uno capace come Carlo Freccero, trasmise la famigerata trasmissione "Satyricon" di Daniele Luttazzi, nella quale il satiro coprofilo (ma solo in effigie) romagnolo ospitava il giornalista Marco Travaglio, che proprio in quei giorni aveva pubblicato il libro "L'odore dei soldi", scritto a quattro mani con il deputato Elio Veltri. Un libro best seller nella nostra Italia di merda, dove vendono come il pane le biografie di un nulla come Costantino Vitaliano mentre giacciono invendute le copie dei libri di uno come Noam Chomsky, scusate se è poco, oppure dove i libri di Ernesto Rossi non trovano la giusta pubblicità, oscurate dall'oscurantismo degli squadristi in tonaca agli ordini del Cardinalissimo Ruini. Ma torniamo a noi. "L'odore dei soldi", nelle parole dello stesso Travaglio, dice che "Nel mio libro non dicevo niente di nuovo, mi sono limitato a riordinare documenti. Non abbiamo danneggiato nessuno perché non abbiamo mentito. Le querele sono partite solo per spaventarci. Io ho scritto acqua fresca rispetto a quel che si legge nella sentenza Dell'Utri dell'anno scorso". Ci si chiede da dove arrivano i soldi del Cavaliere, un palazzinaro che da solo s'è costruito la poltrona da presidente del Consiglio e un numero consistente di leggi ad personam. E le risposte vengono dai documenti che Veltri e Travaglio hanno trovato in tribunale, non certo sui rotocalchi diretti da quel genio di Sandro Mayer. Ma la notizia dell'assoluzione di Travaglio e Luttazzi non l'avete vista nell'ecumenico TG1, nel dolce TG2, non su TG4, non sul panfilo TG5 e neppure su quel contenitore di gossip che è Studio Aperto. Qualche quotidiano, tra i quali La Repubblica, lo ha riportato, rendendo giustizia al dinamico duo, che, in caso di sconfitta in tribunale, avrebbero dovuto pagare circa una decina di miliardi (in lire) alla Mediaset, alla Fininvest (cito Luttazzi: "quando devono riscuotere sono entità separate") e a Giulio Tremonti per "aver devastato l'immagine di Silvio Berlusconi". Ma io credo che nessuno stia danneggiando l'immagine del presidente del Consiglio più di quanto non lo faccia Berlusconi stesso, un uomo che "non voleva fare la guerra all'Iraq", un presidente operaio che ha mandato all'aria l'immagine dell'Italia e che ogni giorno di più ruba il lavoro ai suoi stipendiati Mediaset di Zelig. Che farà, Berlusconi, querelerà pure se stesso, se si renderà conto di questo?

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 04:56 | link | commenti (10) |

giovedì, novembre 03, 2005
Surfin' is the only way for me

Innanzitutto segnalo un sito di radio: clickando su http://www.live365.com potrete sbizzarrirvi e troverete radio sulla rete gratis (basta registrarsi) per tutti i gusti: lo so che alla fine fate i fighi e venite su Schaukasten a dire che vi garbano surf e rock'n'roll psychobilly, mentre in streaming c'avete Amedeo Minghi(a), i Cugini di Campagna oppure, chessò, le Tatu, quelle lesbicacce!!! Navigando sul sito trovate tutti i generi, voi andate su "'60s", scorrete i broadcast e chiappatevi la radio surf (surfmusic.com), che trasmette dalla California. In questo momento sta mandando in onda "Green room" degli Chantays, prima invece mi deliziava il padiglione auricolare con "Walk don't run" dei The Ventures, Dick Dale con "Scalped", i Beach Boys di "I get around", prima ancora i Challengers. Unica pecca è che, in un'ora buona, non ha trasmesso nulla di revival tipo Phantom Surfers, The Bomboras, The Finks, Satan's Pilgrims, El Rey, Boss Martians... ma quel che conta è lo spirito, veh... e lo spirito è nato nei Sixties.  Dopo mesi di silenzio, la californiana MuSick Recordings torna a produrre dischi, con il best of dei The Space Cossacks, intitolato appropriatamente "Never mind the bolsheviks": band che unisce la furia del punk rock - anche hard core - alla instro, The Space Cossacks sono fermi da un bel po'... se non li conoscete, questa è l'occasione per rifarvi un po' le orecchie. Sembrano un po' i nostri Ray Daytona & Googoobombos, belli feroci e selvaggi. Per saperne di più clickate sui miei links, alla voce "MuSick". Il loro catalogo dovreste procurarvelo tutto... o almeno le cose meglio. Segnalo l'intervista dei Bradipos IV su Rock Sound Speciale Punk. Con "Surf sessions!" i quattro casertani hanno dato alle stampe uno dei meglio album di surf di quest'anno, un disco impareggiabile e ricco d'atmosfera: su tutte, "She devil's curse" è la canzone migliore, hot rod, veloce e sculettante. Segnalazioni surf ancora: ascoltando per bene l'intervista a Quentin Tarantino contenuta nella S. E. di "Pulp Fiction - the soundtrack", il buon Quentin afferma che, quando il produttore gli fece sentire i dischi da mettere nella colonna sonora (Dick Dale, The Lively Ones) a lui sembravano più adatti a un film western, i suoni gli ricordavano di più Morricone... ok ok, infatti anche in "Uccellacci Uccellini" di Pasolini, c'è un bel pezzo surf di Morricone, che un coattissimo Ninetto Davoli balla mentre il principe De Curtis fa lo sborone... vedi, anche in Italia una volta si facevano film seri... l'ultimo film italiano (che mi ricordi io) con un pezzo surf è "L'imbalsamatore" di Matteo Garrone, con un pezzo proprio dei Bradipos IV, in versione danzereccia Sixties. Ecco che sulla radio internettiana surf stanno trasmettendo "Tailspin", dal primo album dei Los Straitjackets, seguito da "The new Victor" di Dick Dale.

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 16:30 | link | commenti (6) |


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