Io sono il Diavolo... e sono qui per fare il lavoro del Diavolo.

figlio delle stelle perche' ti offendi tanto? °_________o? perche' ti ho semplicemente kiamato suor maria clarinetta o perche' ti ho detto che ke le bestemmie i bambini buoni non le dicono,sei d'accordo con me giusto? beh sicuramente si visto ti sei offeso perche' ti ho kiamato bestemmiatore,cosa vera,ma visto tu non le dici le bestemmie allora e' tutto ok,potrei anche andare tranquillamente nel tuo blog a dare un okkiata nel mio tempo libero giusto per vedere di cosa parla di bello,sicura di non leggere neanche una bestemmia nel tuo blog,altrimenti ti offenderesti se bestemmieresti perche' poi qualcuna ti farebbe notare ke bestemmi giusto? ^_^
utente anonimo in Sabato scorso sono s...
utente anonimo in Alla CANNA del gas
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Sono morto *loading* volte

NOW PLAYING...
Dopo un bel po' di mesi, Elvis Schaukesten torna ad occupersi di psychobilly; troppe volte, in quest'ultimo periodo, tante voci si sono occupate del genere che fino a un paio d'anni fa non conosceva nessuno o quasi. Per questo, piuttosto che scrivere stronzate lette e rilette, mi occuperò non tanto di band esposte comunque su giornali di settore o meno, quanto più di vecchia robaccia polverosa che tanto mi piace. Se lo psychobilly è stato inventato da Cramps o Meteors alla fine degli anni Settanta, possiamo comunque andar a cercare nell'antichità del rock'n'roll i suoi tratti fondanti. Il primo pezzo che presenta dei tratti psycho (velocità, violenza, temi horror su base rockabilly) è "Wombie Zombie" di Billy Taylor. Il pezzo porta la data del 1957. Praticamente, si parla di presistoria o quasi. Il testo adolescenziale riprende i temi degli horror movies del periodo, ma aggiunge una signora dose di cattiveria, rendendo la canzone "suggestiva": la scampagnata vicino al cimitero, dal quale escono i putrefatti, puzzolenti e schifosi cadaveri, sembra di vederla, mentre esce dallavoce gracchiante, acuta, di Billy Taylor. Delle liriche s'è detto: la musica è uno splendido esempio di rockabilly, figlio del suo tempo, certo, ma che guarda verso il futuro e, cosa incredibile, senza sembrare di accorgersene. In fin dei conti i capolavori nascono proprio così, cioè, guardare in avanti pur servendosi dei mezzi che ci fornisce il presente. Tornando ai suoni, ecco che il fresco e veloce rock'n'roll parte senza problemi, con la chitarra che detta le linee guida, la batteria scorre furiosa sul groove del double bass, mentre il resto della band, sulle parole di Taylor, intona il coretto di derivazione doo-wop. Da manuale il refrain, con le voci baritonali che ripetono il titolo della canzone. "Wombie Zombie" la si può trovare facilmente su qualche raccolta di rockabilly d'epoca, come "Horror Hop" della Buffalo Bop, dove, assieme al pezzo di Billy Taylor, si trovano i piccoli ma meravigliosi esempi rockabilly, protopunk, protopsycho, blues, country e surf dei Tonys Monstrosities ("Igor's Party"), The Frantics ("Werevolf"), The Motivations (la splendida perla "The bird", presente su "Strummin' Mental" della Crypt Records), Ben Colder (il delirante esempio di r'n'r "conservatore" di "Shrudders and screams"). In tutto trentuno pezzi, rigorosamente antecedenti al1965. Capolavori che tutti dovreste possedere...

Disegno del vostro affezionatissimo, in pieno delirio Big Daddy Roth. Da finire.

I Diplomats Of Solid Sounds che mi suonano "Swamp Chomp". Gli Sms della mia ragazza appena partita per Pordenone. Il fatto che Ginger abbia disintegrato mezza casa ma abbia miracolosamente risparmiato il computer portatile. Sapere che dopo "La lunga marcia" mi attendono i nuovi numeri di "Dampyr", "Brendon", "Brad Barron", "Dylan Dog" e "Magico Vento". Sapere che l'edicolante di Santa Maria Novella vende "Bizarre Magazine". Sapere che una band che apprezzo a mille mi ha appena chiesto di fargli l'artwork per il cd. Sapere che una delle mie band preferite vuole che disegno per loro una maglietta. Il ricordo della notte rock'n'roll con Cagnaccio e la sua ragazza. Sapere che c'è gente che mi stima. Sapere che c'è gente che mi aprrezza nonostante io sia un incredibile pasticcione e testadicazzo. Sapere che amo la mia famiglia. Sapere che avrò trent'anni tra sette settimane ed avere l'aspetto di un ventenne. Sapere che avrò trent'anni tra sette settimane ed ho lo spirito di un adolescente. Sapere che l'entusiasmo non si perde con l'età ma che, al contrario, si acquisisce. Sapere che c'è un mondo da scoprire, là fuori.
Sapere che anche le "micette" possono fare le "cagne". Solo i Cramps potevano svelarmi questo segreto
NOW PLAYING...

Una mixtape, ma con qualcosa di classico. Bisogna ripulirci le orecchie, dopo il post sulla Lecciso. Tutti i brani della mixtape potrete trovarli sugli splendidi tre volumi di "Songs the Cramps taught us", STCTU Records, dischi che, ovviamente, il vostro BadMotherFucker vi consiglia caldamente. Poi non ditemi che non vi voglio bene...
THE SPARKLES "Hipsville 29 bC" - Punk garage dagli anni Sessanta, una labbrata in piro stile texano con fuzz e schiaffi, urla da paura. Il modo migliore per iniziare non solo QUESTA mixtape, ma qualunque mixtape o serata se fate i disc jokeys...
BUDDY LOVE "Heartbreak Hotel" - Punk? Nei Fifties? Bhe, questo pezzo può testimoniarlo. Versione indemoniata del classico del RE, superiore - che Satana mi perdoni - all'originale.
MEL ROBBINS "Save it" - Ancora un classico del miglior rockabilly dimenticato. Una canzone che dovreste cantare tutti alla figa che beccate in metropolitana o sull'autobus, con la stessa enfasi di Mel Robbins, lo zoticone autore di questo classico. Garantisco un pugno nel muso!
THE BUSTERS "Bust out" - Un bel surfettone superveloce e arrogante non può che regalare momenti magici a tutti voi delinquentelli. Adatta a feste esagerate, con qualche bel budellone facile facile accanto.
THE JESTERS "Peter Gunn" - Il classico del mai troppo compianto Henry Mancini rivisto in chiave rock'n'roll e surf da una band di sfigati. Una canzone splendida, credetemi. E se non mi credete, andate a cagare!
THE RHYTM ROCKERS "Madness" - Che ve lo dico a fare. Il surf è in cima ai miei gusti, quando poi si tratta di una perla del genere, che si trova su un'infinità di sampler, non può che essere una segnalazione obbligata. Una canzone meravigliosa!
THE SHELLS "Whiplash" - Dal surf all'r'n'b. Un pezzo super-oscuro, da feste mod d'altri tempi, con un ritmo eccezionale, da ballare tutto d'un fiato. Un piccolo capolavoro sfigato, e in virtù di ciò, una delle canzoni del juke-box ideale di Bad Mother Fucker. Che te lo dico a fare.
KASENATZ-KATZ SUPER CIRCUS "Quick Joey Small" - Bubblegum music, power pop e pop punk d'antan. Dio cane che bel pezzo, ragazzi. Sembrano i Ramones a otto anni, una roba fenomenale, con un ritmo e un riff che t'acchiappano dalla prima all'ultima nota. Roba da svenire.
PAUL REVERE & THE RAIDERS "Hungry" - Una grande band, un grandissimo pezzo in pieno stile Seattle. Capolavoro da una delle mie band preferite, i campioni del garage americano anni Sessanta.
THE BOSTWEEDS "Faster Pussycat Kill Kill" - Dal film di Russ Meyer. Trash rock'n'roll dozzinale con un testo a dir poco epocale. Se avete gradito il film AMERETE la canzone!

Visto che è arrivato l'anno nuovo, il vostro affezionatissimo ha deciso di non togliersi nulla. Indi ragion per cui, nel mio pregiato blog inizieremo a parlare di personaggi che fino ad oggi ne erano rimasti fuori. Togliamoci dunque la soddisfazione di parlare di Loredana "Carrisi" Lecciso, come fanno tutti i miei esimi colleghi bloggers. Cioè, io vorrei parlare di lei, ma non trovo argomenti. Posso solo dire: guardate la foto in alto: a me ricorda un transessuale che batteva in viale Ortles a Milano, che vedevo ogni weekend quando facevo il barman al Pow Wow, locale situato in quel vialone, che ospitava la centrale elettrica e il dormitorio comunale, ed era pieno di travestiti, troie e tossici. Una parte di Milano gemellata con Bologna, la città delle tre "T", solo che le "T" di Bologna sono "torri, tette e tortellini". Oh cazzo, quanto divago. Il dottor Divago, presto, presto, un bel romanzo sulle mie stronzate! Ma Loredana "sembra" e non "è" un transex, però un qualcosa in comune con i transex ce l'ha: anche i transessuali da vialone sono un camuffamento, un artificio, un risultato ottenuto tramite bisturi nel caso dei trans e da ottimi strateghi del marketing (aggiungete una "T" per renderla doppia in quest'ultima parola e troverete un altro senso compiuto al mio discorso, cazzo, oggi sono geniale!) nel caso di Loredana. La nostra nuova (c'ha quarant'anni ma è da poco che ce la ritroviamo davanti a pranzo, cena e colazione) starlette con la faccia da attrice americana di "clandestine flicks" ha da poco pubblicato un disco. Un singolo che si chiama "Si vive una volta sola", fulgido esempio del livello basso della canzonetta nostrana. Vorrei esaminare con voi il testo della canzonetta di Loredana, trovargli una chiave di lettura e divertirmi assieme a voi. Per facilitare il compito ai lettori, e per renderli compartecipi a 360°, dirò solo che la musica è una specie di disco dance da hard discount all'amatriciana, e che la bella Lecciso canta con un accento alla pommarola-in-coppa da brividi.
Si vive una volta sola
Ce lo vorremmo augurare, non vorrei che i miei, i nostri nipoti ti avessero tra le palle anche loro.
Io sarei una donna azzardata,
una madre snaturata.
Una showgirl improvvisata
anche un po' stonata,
gamba alta e voluttuosa
e appaio anche odiosa.
In cinque righe, Loredana Lecciso riassume quarant'anni di vita. Donna azzardata, non ne afferro il significato al 100%. Una puttana? Un azzardo nel senso di scommessa? E se scommessa, in che senso? Giochi a strip poker, Loredana? Ti hanno usata per pagare qualche debito? Madre snaturata poi. Tante donne lavorano, e non riescono a star dietro ai figli. Non torturarti. Le tre strofe finali sono PATETICHE. Loredana si piange addosso, e si compiace di avere uno stacco di coscia da un metro e mezzo, ben sapendo che il suo pubblico maschile, composto perlopiù da una massa di segaioli, apprezza, e le donne sformate, chiatte e sfatte pensano che sia una gran figa e vorrebbero essere come lei. Alla fine, il colpo strappalacrime, vittimista fino al buoderculo: "Appaio anche odiosa". Sinceramente, appari solo una deficiente con un gran nasone per gli affari. Non odiosa, no no...
Guardami negli occhi,
guardami nel cuore,
ogni donna ha un suo dolore
che si porta dentro,
non mostra al mondo
e che non confessa mai.
Guardarla negli occhi storti è difficile (strabismo di Venere), guardarle nel cuore, con quelle due puppe lì davanti è ancora più arduo, ma noi ci accontentiamo delle bocce sode. Sicuramente sono migliori. Le ultime quattro strofe sono geniali. Loredana, il suo produttore e gli autori mirano a un pubblico bellanapoli. Tentano di lanciarla come una diva da Afragola, da sagra delle nespole a Caivano. Tutte le donne aìhanno un dolore inconfessabile, un'ovvietà davvero da gara dei rutti. Patetico, e cantato da lei, con tutti quei lustrini e paillettes, diventa un incubo. Povero Al Bano, da Romina Power, figlia del terrone Tyron, alla Lecciso. Almeno Romina aveva una sua dignità...
Guarda il tempo come vola.
Si vive una volta sola.
I miei compagni di classe deficienti alle medie scrivevano queste cazzate sul diario. Ma avevano 12 anni. Loredana ne ha 40 e le canta (la rima è involontaria). A un pubblico che le ascolterà, a dei ragazzini che le riscriveranno a Bic nera sul diario, sotto i compiti da fare. E il cerchio si chiude.
Io sarei una strana creatura,
quella storia che esplode.
E non dura.
La tempesta e l'azzurro del mare
che ti fa delirare
Seriamente, questa parte mi è garbata. Loredana cita i film horror, tipo "The Blob", quello con Steve McQueen e Burt Bacharac alla colonna sonora, una strana creatura che esplode e non dura. Due indizi fanno una prova: la Lecciso è "The Blob"! Finale alla "Titanic" con la tempesta e l'azzurro del mare, che fa sempre Golfo e Vesuvio e conferma la mia tesi sul pubblico al quale mira, ma con l'inquietante "delirare" posto alla fine? Che è? Droga? Se fosse così ne voglio un po'...
Sono l'incubo delle tue notti intere.
E se ancora non l'hai capita,
io voglio il miele della vita
Ancora film horror, se non fosse che la canzone, in effetti la canzone torna, di notte, a tormentare la gente, rimanendo stampata nelle corna. Si chiude con una minaccia: lei vuole il miele della vita, la dolce vita felliniana e una paccata di money. Il tutto facendo leva sul "sentimiento" da circumvesuviana. Ma vaffanculo Adriana! Adrianaaaaaaaaaaaaaaah!
Mentre scrivevo, Davie Allan & the Arrows mi hanno fatto compagnia con lo straordinario doppio cd "Devil's Rumble". Acquisto obbligatorio per i miei lettori più fedeli. Garantisce BadMotherFucker!
Moltissimi, tra gli internettiani, si divertono a idolatrare personaggi che bestemmiano in tv: da Baffo a quello strullo del Grande Fratello, da Pacciani che disse "Porca madonna!" in diretta al TG1, fino a qualche sporadica bestemmia fuori onda, per arrivare all'italoungherese Renato, che rese la celebre filastrocca "Porcodio porcamadonna, tutti gli angeli in colonna!" un modo di dire celebre tra i conduttori magiari. Ma nessuno potrà mai eguagliare il mitico Germano Mosconi, anchorman di TeleNuovo Verona. Un genio, lo giuro sulla mia parola. Germano è molto differente da quei due squallidi personaggi che sono il Baffo e il cretino balbuziente di Pontedera: i due deficienti che fecero, in un momento il cui il copione dei reality prevedeva l'incazzatura dei suddetti? Bestemmiarono la Vergine Maria e furono cacciati a calcioni nel culo e a furor di popolo dai rispettivi contenitori d'idiozie. Ma le due schifezzine, anzichè reiterare oppure tirare dritti come Mussolini o Lapo Elkann, si pentirono amaramente e in diretta tv, il Baffo nientemeno baciando il crocifisso d'oro-falso-bellanapoli che portava al collo in un fiume di lacrime certamente meritorie di miglior causa. Tornarono indietro, e in un paese moralista com l'Italia, tornare indietro è probabilmente lo sport nazionale, ecco perchè facciamo cagare e ci meritiamo il piccolo ducetto pelato e la Piovra Bankitalia con gli occhiali a culo di bottiglia, e meno male che uno si è tolto dal cazzo, anche se il nano è ancora vispo e continuerà a governarci per i prossimi trent'anni come sta facendo da almeno venticinque (non è un delirio, un giorno -FORSE - tornerò sull'argomento, ma solo se la campagna elettorale delle prossime politiche dovesse tendere al moscio). Tornare indietro su che cosa, poi? Avevano solo bestemmiato, non avevano confessato una strage d'innocenti, ne fatto apologia di fascismo, ne esaltato terroristi, pedofili, semplicemente si erano espressi in un modo che da secoli in Italia è quello comune per rivolgersi contro i potenti che stanno in cielo e contro i (pre)potenti che stanno in terra e che spesso si dichiarano loro vicari. Per dire, le bestemmie nei paesi nordici non esistono, almeno non nelle varianti nostrane, che sono davvero migliaia, colorate in ogni caso, da nord a sud della penisola: e hai voglia a dire che sono più bestemmiatori i friulani, i veneti, i toscani, i campani o i calabresi, in Italia la bestemmia è una specie di luogo comune e in diversi casi, nelle sue espressioni più genuine o sentite, un'arte, e sempre, certamente, una tradizione: proprio perchè nel Belpaese ospitiamo il papa che è, tra tutti, il più illustre tra i vice dio. Questo la dice lunga sulla repressione della bestemmia. Una volta, nello stato Pontificio, era punibile in modi davvero pazzeschi, se reiterata o rivolta direttamente contro il papa addirittura con il taglio della lingua o la morte. Alla faccia del "porgi l'altra guancia"! In questo paese dei balocchi, insomma, chi bestemmia è praticamente un reietto, chi ruba, stupra, assassina (diocane, più invecchio più divento moralista, sarà il mio retaggio comunista) è quasi un eroe, e alla peggio la scampa con poco di galera. Tutto questo fino ad oggi: tutti quelli che si battono per il diritto alla libera espressione e tutti noi grezzi, ignorantissimi bestemmiatori possiamo finalmente avere il nostro eroe, Germano Mosconi. Il mio primo incontro con Germano fu circa un mese e mezzo fa, durante la mia attività di tour manager per quegli altri fulminatissimi dei Meteors: alla Gabbia di Bassano del Grappa, localino niente male in quel meraviglioso posto gelido ai piedi del Monte Grappa, il proprietario del locale mi fece vedere un modesto videoclip d'epoca del superbo superbudellone Samantha Fox, la pettoruta ex ragazzaccia del pop scadente made in Inghilterra. Dopodichè mi fece vedere (a me e ad altri dieci desperados presenti nel locale) un video sul kung fu applicato al ping pong, e poi passò a Mosconi. Tre minuti di puro delirio, che tutti voi dovreste vedere a questo indirizzo: http://video.google.com/videoplay?docid=-2022266015380331569 , dove il nostro concede delle perle di furia iconoclasta, dove dio, la madonna e pure Gesù Cristo sono trattati peggio che le merde di cane per strada. Non è tanto la quantità (peraltro abbondante) di bestemmie che il noto telegiornalista di Telenuovo Verona elargisce con generosità, quanto la spaventosa rabbia, la mimica e la convinzione con la quale il nostro indulge nei suoi porconi. Non c'è molto da dire, nel senso che lui dice tutto, il suo modo di fare conquisterà subito il vostro animo da Teddy Boys criminali e Pink Girls supertroie. Un uomo, un mito, che mi ha fatto rivalutare la categoria alla quale appartiene. Il giorno di Natale, mi trovavo a casa di mia mamma, con la mia famiglia riunita e alla presenza della mia ragazza. Qualche giorno prima, con la mia ragazza a fianco, guardavo una trasmissione su, mi sembra, Tele Friuli, giacchè avevano giocato le partite prima della sosta e volevo sorbirmi qualche stronzata sulle trasmissioni alla Biscardi locali, de noantri, per dirla alla romanesca: beccai Germano che parlava, tranquillo come il Fiume Giallo, di Udinese, Chievo, Verona, con un modo di fare pacato e trattato con deferenza dagli altri suoi colleghi: in quell'occasione, il mitico non rese gloria al Padre come suole fare solitamente, ma, tre giorni dopo, chiesi a mio fratello, un drogato di Internet, se sapesse qualcosa del video di Mosconi. In quel momento, mio fratello chattava su mIrc con un veronese che, neppure mi avesse sentito, ci linkò il video di Mosconi. Da allora è il mio mito e, certamente, dovrebbe diventare anche il vostro.