Io sono il Diavolo... e sono qui per fare il lavoro del Diavolo.

figlio delle stelle perche' ti offendi tanto? °_________o? perche' ti ho semplicemente kiamato suor maria clarinetta o perche' ti ho detto che ke le bestemmie i bambini buoni non le dicono,sei d'accordo con me giusto? beh sicuramente si visto ti sei offeso perche' ti ho kiamato bestemmiatore,cosa vera,ma visto tu non le dici le bestemmie allora e' tutto ok,potrei anche andare tranquillamente nel tuo blog a dare un okkiata nel mio tempo libero giusto per vedere di cosa parla di bello,sicura di non leggere neanche una bestemmia nel tuo blog,altrimenti ti offenderesti se bestemmieresti perche' poi qualcuna ti farebbe notare ke bestemmi giusto? ^_^
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Io e Robert Gordon fuori dal Sonar. Foto scattata sabato scorso.
Da qualche settimana è in vigore la legge "Fini-Giovanardi" sull'uso degli stupefacenti. E' stupefacente, in effetti, vedere come i nostri legislatori, gli stessi che si è rischiato di vedere di nuovo al potere con il voto di due settimane fa, si siano prodigati a proteggere i consumatori e i pusher delle droghe cosiddette "pesanti" (eroina, cocaina, anfetamine e derivati), mentre per i frikkettoni consumatori di marijuana e hashish, le droghe "leggere" nell'accezione comune, si sia usata la mano pesante: in pratica, a parità di peso, chi si fuma le canne va in galera allo stesso modo del vecchio suonatore del sassofono a braccio o del formichiere o del pac-man da discoteca. I due genii, quello che sa parlare (Fini) e quello che ha la faccia perennemente cristallizzata nell'espressione di uno che sia capitato di lì perchè ha sbagliato strada (Giovanardi), hanno stilato una bella lista, che trovate comodamente su internet, e la legge l'hanno fatta passare come decreto assieme ai finanziamenti per le Olimpiadi invernali di Torino, in maniera subdola; hanno i calorosi ringraziamenti degli amici cocainomani in parlamento (ricordate quel sottoministro di Forz'Italia che si fece sgamare a farsi portare la coca al ministero? Che genio...), mentre si prendono le stramaledizioni di tutti gli altri, in primis, appunto i cannaioli. Questa legge è l'ennesima, forse l'ultima grande porcata del governo di Fratello 1816: con queste nuove tabelle diversi ragazzotti, studenti del ceto medio e basso potranno rischiare fino alla bellezza di sei anni di gabbio, tanto per gradire, e chi coltiva un po' di canapa per non arricchire i ragazzi di piazzetta si fa vent'anni, manco avesse sbudellato una vecchietta per portarle via la miserabile pensione (che tra l'altro NON è stata aumentata come da promessa elettorale di cinque anni fa). Al contrario, pushers e consumatori di coca e robba potranno fare i loro lavori comodamente, arricchendo la peggio gente; ma questa è l'Italia, il "paese che amo". Facciamola breve: in Italia da anni esiste una droga pesantissima che è la pessima televisione. Rimbambisce e crea dipendenza in modo ben peggiore di qualunque stupefacente, crea consenso, distrugge le persone e annulla la volontà, ti aliena dal lavoro, dagli amici, dal sesso con la persona che ami. I pochi che non guardano "L'Isola dei famosi" o "Il Grande Fratello" son tagliati fuori e si fanno le canne. E' per punire loro che è stata fatta questa legge? Per allontanarli dalla marijuana e per avvicinarli alla scatoletta che crea il consenso? Guardate un po' com'è la situazione radiotelevisiva italiana (in mano a chi è e che cosa offre) e datevi, marzullianamente, la risposta.
PS: Bertinotti ha detto che Mediaset deve essere smagrita sia nel numero di canali che nel gettito pubblicitario. Son d'accordo con il vecchio bolscevico.
E' sempre stato fin troppo facile parlare male di Berlusconi, da quando, dodici anni fa, il nostro pronunciò il famoso discorso a reti unificate che iniziava con la celeberrima frase: "L'Italia è il paese che amo". Troppo facile scoprire che aveva un passato da piduista e da grande elettore di Craxi; troppo facile dire che il suo stalliere era Vittorio Mangano, boss di Cosa Nostra; troppo facile riconoscergli una voglia di cambiare le regole del gioco pro domo sua. La gente, i politici, gli avversari e i suoi sodali si resero conto solo allora del pericolo che una persona del genere poteva rappresentare. E soltanto un suo ex fedele, tale Umberto Bossi, un nullafacente semialcolizzato proveniente dalla bassa varesina, fu pronto a sputargli in faccia queste frasi: "Il palermitano che parla meneghino", "Piduista e affarista", "Il mafioso di Arcore", "L'uomo che ha costruito la Fininvest riciclando i soldi sporchi della mafia siciliana". Bei tempi, quando Bossi gli fece crollare il terreno sotto i piedi: sembrava che ce ne fossimo liberati per sempre, e invece, terminata la parentesi dei governi di centrosinistra, nel 2001, il nostro grandissimo premier salì al governo e ci rimase - e ci rimarrà fino al 28 aprile, salvo golpe e colpi di stato non improbabili - per cinque anni. Quello che Don Coglioni ha fatto nella sua legislatura è sotto gli occhi di tutti: impoverimento generale, crescita zero, il mitico nordest, novello meridione, che da modello per l'Europa è diventato uno zimbello. Altre cose sono sottaciute e, proprio perchè non sotto gli occhi di tutti, inesistenti, visto che gli autorevoli telegiornali italiani si occupano di cose più importanti come la ricrescita dei capelli delle veline (vedi "Studio Aborto", vera miniera d'informazioni in tal senso). Don Coglioni ha di fatto sbattuto fuori dalla Rai gente come Santoro e il geniale Luttazzi, non lui direttamente ma tramite i suoi tanti scherani messi nella stanza dei bottoni di viale Mazzini, prima di tutti la sua ex segretaria personale, e il decano dei giornalisti Rai Enzo Biagi, al quale il nostro grandissimo (quasi ex) premier ha riconosciuto, da Lucia Annunziata, un ritorno economico personale elevato grazie a questo "pensionamento", visto che Don Coglioni è maestro di stile. Ma nonsolo di censura si parla. L'Italia, il paese che Lui ama, è stato da lui dipinto come "ago della bilancia" in campo internazionale. Certo. Non invitato ai vertici internazionali, dei quali è stato informato solo a cose fatte, come le "fuitine" dei paeselli della Trinacria. Polemiche tra gli ultras cattolici Casini e Giovanardi con l'Olanda per l'eutanasia e, dite la verità, ogni volta che vedete la faccia di qusti due non ringraziate il cielo di avere la legge 194 e anzi, non vi viene il sospetto che forse sarebbe stato meglio averla già da sessant'anni? E che forse l'eutanasia per certi casi limite non sarebbe che lasoluzione migliore? Polemiche con i cinesi mangiatori di bambini e fertilizzatori di frodo con i cadaveri, polemiche con Libia e paesi musulmani in genere per colpa delle magliette di uno come Calderoli, che Michela ogni volta che vede in tv non fa che dire "Col cazzo che no, questo c'ha la faccia da alcolizzato, guarda come rotea gli occhi e come si mangia le parole". Ma questi achievements sono stati acqua fresca per il popolo bue che è andato alle elezioni e ha tracciato la "X" sul nome di Silvio. Hanno votato, come dice un mio ex compaesano, chiamato "Lo spazzino", più per comodità che per virtù del personaggio, perchè "E' l'unico che non ruba", hanno dato il loro sacrosanto consenso a uno che di vero non ha ne i denti ne i capelli, ne il colore della pelle, e se uno è finto fuori posso immaginare che cosa è dentro. In ogni caso, io non aspettavo certo di sapere che cosa ci avrebbe portato il fratello 1816 nella sala di comando principale: siccome "I'm five years ahead of my time" ("Solo rock'n'roll salva", ricordatevelo), ho una lunga storia di diffidenza dal celebre pelato. Tutto avvenne un quarto di secolo fa. La televisione privata era appena nata e già il nostro tentacolare Silvio La Piovra (ogni riferimento alla fiction di Michele Placido è casuale, certo) l'aveva pressochè inglobata tutta a colpi d'assegni robustissimi. Un pomeriggio, ero bambino, guardavo i cartoni animati su Italia Uno. C'era la pubblicità, non ricordo che cosa fosse, diciamo dei giocattoli dei Masters of the Universe, quelli di He-Man, Skeletor e Man-At-Arms, e chiesi a mio padre chi fosse la persona che metteva in commercio tutte queste meraviglie che facevano felici tutti i bambini (di Masters io arrivai ad averne una decina, alla fine, buono score, compresa la tigre di He-Man e il leggendario Manta, il mostro periscopico, oltre allo Skeletor da battaglia). Mio padre mi disse: "E' uno che si chiama Berlusconi. E' uno che ha in mano tutto, e chi ha in mano tutto è pericoloso, perchè a lungo andare potrebbe limitare le tue scelte, decidere lui per tutti e condizionarti attraverso le cose che usiamo tutti i giorni. I giocattoli - proseguiva il babbo - così comeil pane, lui li vende tramite le sue catene di negozi - alludeva alla Standa - e controlla i prezzi e intasca i soldi". Così, grazie a un non comunista come mio padre, uno che non ha mai mangiato stufato di orfanell, alla faccia di chi pensa che i liberi pensatori usino bambocci strabolliti per fertilizzare le rose e le begonie in giardino, iniziai a diffidare degli oligarchi e dei monopolisti, dei lupi travestiti d'agnelli e di Silvio B. Peccato, perchè se non mi fosse balenata in mente questa domanda stupida, anzichè tifare Fiorentina sosterrei il Milan, magari.
PS: Silvio Berlusconi ha chiamato gli elettori di sinistra, cioè quelli che non vogliono sostenere la sua pratica monarchica, massona e papalina di gestione del potere "coglioni". Bhè, nessuno dei tanti illustri filosofi della sinistra italiana ha pensato di dire che "Coglioni" fa proprio rima con "Berlusconi".

NOW PLAYING...
Non è che io alla fine abbia tutta 'sta voglia di parlare di 'sto gruppo punk del cazzo: cioè, quel che dice il commentatore ANOnimo sui GBH vale anche per questi brutti ceffi, anch'essi inglesi, anch'essi degli Eighties e anch'essi parecchio bestie. Ma, in confronto all'assalto brutale dei Disorder, la musica dei GBH rischia di passare per una polka, un minuetto anche nei suoi momenti più selvaggi. I Disorder erano un passo avanti ai Discharge, agli Anti-Nowhere League, e secondo il mio modesto parere sono stati i veri fondatori del grind core. La batteria picchiata selvaggiamente, le chitarre ultrasature, un basso perennemente violentato e una voce che ha perso ogni genere di parentela con quella umana sono il risultato finale della loro immonda miscela sonora che è vero e proprio liberatorio, primitivissimo RUMORE, cioè proprio quello che è il grind core che si può ascoltare sulla pietra miliare "Scum". Sì, certo, erano figli di quegl'hippie mancati dei Crass, le menate politiche -giustificate certo, notate le due facce di merda di Maggie & Ronnie sulla copertina qui a lato - il DIY totale e l'atteggiamento erano tipici del periodo; la registrazione merdosa dei loro dischi non invoglia a comprare i CD o i vinili soprattutto se siete neofiti del punk o cultori delle puttanatine dell'emo, ma ragazzi, senza i Disorder certamente la vostra collezionedi dischi non avrà mai lo stesso fascino che ha la mia, altro che cazzate. Quindi voglio darvi qualche buon motivo per alzare quel culone grasso dalla sedia e comprare uno qualunque dei dischi di questa band di merda e idolatrarlo. 1) ERANO DROGATI PERSI. Secondo quello che scrive Marco Philopat su "Costretti a sanguinare", i Disorder, ospiti fissi del Virus a Milano, inventarono una droga a base d'alcol capace di bruciare, effetto nitroglicerina, i cervelli di molti punkabbestia dell'epoca. Un grazie imperituro. 2) ERANO ASSOLUTAMENTE INCAPACI DI SUONARE E SCRIVERE CANZONI. Ebbene sì. I loro album fanno tutti, nessuno escluso, cagare. Ma fanno cagare sangue, sicchè è bene portarseli a casa tutti, o almeno una compilation, tirchioni del cazzo. Date alle fiamme i vostri dischi da intellettuali del punk della minchia, ubriacatevi d'assenzio e bruciate tutti i cassonetti che trovate a un raggio di 2 km da casa vostra, perchè questa è roba esaltante. 3) SONO INGLESI. Questa in effetti NON E' una buona ragione. 4) ODIAVANO MAGGIE & RONNIE. Buon motivo per adorarli. Gli effetti catastrofici della politica di quelle due facce di merda sono ancora sotto gli occhi di tutti. Per dire, se non fossero esistiti loro, non avremmo dovuto ascoltare le "protest songs" di Disorder e gentaglia varia contro loro e laloro politica liberista assassina. 5) HANNO SCRITTO "RAMPTON SONG". La devastazione. Notevole anche "You've got to be someone". 6) SI SONO SCIOLTI QUANDO NON AVEVANO PIU' NULLA DA DIRE. E quindi si sono (e ci hanno) risparmiati un crepuscolo di carriera imbarazzante, sia per loro che per noi. Cioè, già la vecchiaia di gente come Cugini Di Campagna e merda simile è già uno schifo e fanno roba melodica da supermercato, ve l'immaginate voi una banda di punkabbestia che rallenta il tiro e scimmiotta i gruppi a loro ispirati? A me sembrano vecchi che tentano di scopare... 7) SONO STATI UNO DEI PEGGIORI GRUPPI DEGLI ANNI OTTANTA. E quindi, in questo periodo di rivalutazione, farebbero laloro porca figura accanto a Dead Or Alive, Europe, Bon Jovi e quel pagliaccione grasso di Axl Rose. 8) SONO STATI UNO DEI MIGLIORI GRUPPI DEGLI ANNI OTTANTA. Gli anni Ottanta sono solo merda rivestita di hairspray, loro erano la merda sopra la torta di matrimonio dei diabolici Maggie & Ronnie. 9) GLI INTELLETTUALOIDI DEL PUNK NON LI CITANO MAI. Quelli che hanno la Verità in tasca, per dire, che sanno tutto e tutto vorrebbero insegnarvi, se li dimenticano sistematicamente. Voi andategli nel culo e recatevi ai colloqui di lavoro con la maglietta oltraggiosissima dei Disorder o quella dei Doom (Con lo sbirro inglese con la svastica sul cappello, tra l'altro vietata in Inghilterra perchè "contro la Regina") e citateli come esempi di virtù e modelli da seguire per i giovani alle convention di Forza Italia,o a quelli dei giovani cattolici. Figurone assicurato. 10) GARBANO A ME. E questa è la miglior ragione. O no?

La sveglia mattutina, nelll’albergo sulla riviera romagnola, è delle peggiori: stavo sognando una pin up, e la voce di Ghigo mi riporta alla realtà; partenza per Roma, dove dobbiamo essere alle 16, allo Strike Spa, uno squat enorme. In realtà il concerto era previsto allo Zoo Bar, ma le richieste hanno costretto Michele a spostare il concerto in un luogo più grande, dove da giorni si stava svolgendo la manifestazione “Punk a Roma 2”: nomi in cartellone enormi (Eu’s Arse e UK Subs tra gli altri), la serata conclusiva vede, appunto i GBH impegnati sul palco con Bloody Riot – italian punk rock legend – capitanati dal brutale Perciballi. Si parte, si passa accanto alle leggendarie saline di Cervia (“Cervia la città di ‘Campioni’”, come recita senza alcuna vergogna il main sign all’ingresso della città), la giornata fa schifo e qualcuno nel furgone la sera prima ha bevuto, e fumato, anche troppo. Beati loro che dormono. Passiamo come al solito per strade statali che fanno cagare, Ghigo non vuole foraggiare le Autostrade di merda italiane, e ci costringe a vedere tutto l’Appennino versante est; dio boia che schifo! E ovviamente, il tutto è condito dalla solita, nutrita quantità di bestemmie contro le strade pavimentate come la faccia di un’adolescente brufoloso, tanto che ne insegnamo qualcuna (porca madonna, accidenti al clero, dio cane) al buon roadie Daniel. Merda su merda, sulla E45 (non so se sia esattamente
(Nella foto, Jock e io allo Strike Spa)
Sono morto ieri sera mentre guardavo "Traffic". Non è un fake alla UnaCrisalide. Non venite più a cercarmi. (Soundtrack THE JOYKILLER "Hate")
