Photobucket - Video and Image Hosting

Elvis Schaukasten

Io sono il Diavolo... e sono qui per fare il lavoro del Diavolo.

La bocca della verità

Blogger: BadMotherFucker
figlio delle stelle perche' ti offendi tanto? °_________o? perche' ti ho semplicemente kiamato suor maria clarinetta o perche' ti ho detto che ke le bestemmie i bambini buoni non le dicono,sei d'accordo con me giusto? beh sicuramente si visto ti sei offeso perche' ti ho kiamato bestemmiatore,cosa vera,ma visto tu non le dici le bestemmie allora e' tutto ok,potrei anche andare tranquillamente nel tuo blog a dare un okkiata nel mio tempo libero giusto per vedere di cosa parla di bello,sicura di non leggere neanche una bestemmia nel tuo blog,altrimenti ti offenderesti se bestemmieresti perche' poi qualcuna ti farebbe notare ke bestemmi giusto? ^_^

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

OLD BULLSHIT

oggi
giugno 2007
maggio 2007
gennaio 2007
ottobre 2006
agosto 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004

Feeds

  • Powered by Splinder

Body count

Sono morto *loading* volte

 
venerdì, aprile 28, 2006

NOW PLAYING...

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 16:02 | link | commenti (3) |

giovedì, aprile 27, 2006
Uncelebrity Deathmatch

Io e Robert Gordon fuori dal Sonar. Foto scattata sabato scorso.

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 00:10 | link | commenti (4) |

lunedì, aprile 24, 2006
Alla CANNA del gas

Da qualche settimana è in vigore la legge "Fini-Giovanardi" sull'uso degli stupefacenti. E' stupefacente, in effetti, vedere come i nostri legislatori, gli stessi che si è rischiato di vedere di nuovo al potere con il voto di due settimane fa, si siano prodigati a proteggere i consumatori e i pusher delle droghe cosiddette "pesanti" (eroina, cocaina, anfetamine e derivati), mentre per i frikkettoni consumatori di marijuana e hashish, le droghe "leggere" nell'accezione comune, si sia usata la mano pesante: in pratica, a parità di peso, chi si fuma le canne va in galera allo stesso modo del vecchio suonatore del sassofono a braccio o del formichiere o del pac-man da discoteca. I due genii, quello che sa parlare (Fini) e quello che ha la faccia perennemente cristallizzata nell'espressione di uno che sia capitato di lì perchè ha sbagliato strada (Giovanardi), hanno stilato una bella lista, che trovate comodamente su internet, e la legge l'hanno fatta passare come decreto assieme ai finanziamenti per le Olimpiadi invernali di Torino, in maniera subdola; hanno i calorosi ringraziamenti degli amici cocainomani in parlamento (ricordate quel sottoministro di Forz'Italia che si fece sgamare a farsi portare la coca al ministero? Che genio...), mentre si prendono le stramaledizioni di tutti gli altri, in primis, appunto i cannaioli. Questa legge è l'ennesima, forse l'ultima grande porcata del governo di Fratello 1816: con queste nuove tabelle diversi ragazzotti, studenti del ceto medio e basso potranno rischiare fino alla bellezza di sei anni di gabbio, tanto per gradire, e chi coltiva un po' di canapa per non arricchire i ragazzi di piazzetta si fa vent'anni, manco avesse sbudellato una vecchietta per portarle via la miserabile pensione (che tra l'altro NON è stata aumentata come da promessa elettorale di cinque anni fa). Al contrario, pushers e consumatori di coca e robba potranno fare i loro lavori comodamente, arricchendo la peggio gente; ma questa è l'Italia, il "paese che amo". Facciamola breve: in Italia da anni esiste una droga pesantissima che è la pessima televisione. Rimbambisce e crea dipendenza in modo ben peggiore di qualunque stupefacente, crea consenso, distrugge le persone e annulla la volontà, ti aliena dal lavoro, dagli amici, dal sesso con la persona che ami. I pochi che non guardano "L'Isola dei famosi" o "Il Grande Fratello" son tagliati fuori e si fanno le canne. E' per punire loro che è stata fatta questa legge? Per allontanarli dalla marijuana e per avvicinarli alla scatoletta che crea il consenso? Guardate un po' com'è la situazione radiotelevisiva italiana (in mano a chi è e che cosa offre) e datevi, marzullianamente, la risposta.

PS: Bertinotti ha detto che Mediaset deve essere smagrita sia nel numero di canali che nel gettito pubblicitario. Son d'accordo con il vecchio bolscevico.

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 16:57 | link | commenti (4) |

mercoledì, aprile 19, 2006
Una storia italiana

E' sempre stato fin troppo facile parlare male di Berlusconi, da quando, dodici anni fa, il nostro pronunciò il famoso discorso a reti unificate che iniziava con la celeberrima frase: "L'Italia è il paese che amo". Troppo facile scoprire che aveva un passato da piduista e da grande elettore di Craxi; troppo facile dire che il suo stalliere era Vittorio Mangano, boss di Cosa Nostra; troppo facile riconoscergli una voglia di cambiare le regole del gioco pro domo sua. La gente, i politici, gli avversari e i suoi sodali si resero conto solo allora del pericolo che una persona del genere poteva rappresentare. E soltanto un suo ex fedele, tale Umberto Bossi, un nullafacente semialcolizzato proveniente dalla bassa varesina, fu pronto a sputargli in faccia queste frasi: "Il palermitano che parla meneghino", "Piduista e affarista", "Il mafioso di Arcore", "L'uomo che ha costruito la Fininvest riciclando i soldi sporchi della mafia siciliana". Bei tempi, quando Bossi gli fece crollare il terreno sotto i piedi: sembrava che ce ne fossimo liberati per sempre, e invece, terminata la parentesi dei governi di centrosinistra, nel 2001, il nostro grandissimo premier salì al governo e ci rimase - e ci rimarrà fino al 28 aprile, salvo golpe e colpi di stato non improbabili - per cinque anni. Quello che Don Coglioni ha fatto nella sua legislatura è sotto gli occhi di tutti: impoverimento generale, crescita zero, il mitico nordest, novello meridione, che da modello per l'Europa è diventato uno zimbello. Altre cose sono sottaciute e, proprio perchè non sotto gli occhi di tutti, inesistenti, visto che gli autorevoli telegiornali italiani si occupano di cose più importanti come la ricrescita dei capelli delle veline (vedi "Studio Aborto", vera miniera d'informazioni in tal senso). Don Coglioni ha di fatto sbattuto fuori dalla Rai gente come Santoro e il geniale Luttazzi, non lui direttamente ma tramite i suoi tanti scherani messi nella stanza dei bottoni di viale Mazzini, prima di tutti la sua ex segretaria personale, e il decano dei giornalisti Rai Enzo Biagi, al quale il nostro grandissimo (quasi ex) premier ha riconosciuto, da Lucia Annunziata, un ritorno economico personale elevato grazie a questo "pensionamento", visto che Don Coglioni è maestro di stile. Ma nonsolo di censura si parla. L'Italia, il paese che Lui ama, è stato da lui dipinto come "ago della bilancia" in campo internazionale. Certo. Non invitato ai vertici internazionali, dei quali è stato informato solo a cose fatte, come le "fuitine" dei paeselli della Trinacria. Polemiche tra gli ultras cattolici Casini e Giovanardi con l'Olanda per l'eutanasia e, dite la verità, ogni volta che vedete la faccia di qusti due non ringraziate il cielo di avere la legge 194 e anzi, non vi viene il sospetto che forse sarebbe stato meglio averla già da sessant'anni? E che forse l'eutanasia per certi casi limite non sarebbe che lasoluzione migliore? Polemiche con i cinesi mangiatori di bambini e fertilizzatori di frodo con i cadaveri, polemiche con Libia e paesi musulmani in genere per colpa delle magliette di uno come Calderoli, che Michela ogni volta che vede in tv non fa che dire "Col cazzo che no, questo c'ha la faccia da alcolizzato, guarda come rotea gli occhi e come si mangia le parole". Ma questi achievements sono stati acqua fresca per il popolo bue che è andato alle elezioni e ha tracciato la "X" sul nome di Silvio. Hanno votato, come dice un mio ex compaesano, chiamato "Lo spazzino", più per comodità che per virtù del personaggio, perchè "E' l'unico che non ruba", hanno dato il loro sacrosanto consenso a uno che di vero non ha ne i denti ne i capelli, ne il colore della pelle, e se uno è finto fuori posso immaginare che cosa è dentro. In ogni caso, io non aspettavo certo di sapere che cosa ci avrebbe portato il fratello 1816 nella sala di comando principale: siccome "I'm five years ahead of my time" ("Solo rock'n'roll salva", ricordatevelo), ho una lunga storia di diffidenza dal celebre pelato. Tutto avvenne un quarto di secolo fa. La televisione privata era appena nata e già il nostro tentacolare Silvio La Piovra (ogni riferimento alla fiction di Michele Placido è casuale, certo) l'aveva pressochè inglobata tutta a colpi d'assegni robustissimi. Un pomeriggio, ero bambino, guardavo i cartoni animati su Italia Uno. C'era la pubblicità, non ricordo che cosa fosse, diciamo dei giocattoli dei Masters of the Universe, quelli di He-Man, Skeletor e Man-At-Arms, e chiesi a mio padre chi fosse la persona che metteva in commercio tutte queste meraviglie che facevano felici tutti i bambini (di Masters io arrivai ad averne una decina, alla fine, buono score, compresa la tigre di He-Man e il leggendario Manta, il mostro periscopico, oltre allo Skeletor da battaglia). Mio padre mi disse: "E' uno che si chiama Berlusconi. E' uno che ha in mano tutto, e chi ha in mano tutto è pericoloso, perchè a lungo andare potrebbe limitare le tue scelte, decidere lui per tutti e condizionarti attraverso le cose che usiamo tutti i giorni. I giocattoli - proseguiva il babbo - così comeil pane, lui li vende tramite le sue catene di negozi - alludeva alla Standa - e controlla i prezzi e intasca i soldi". Così, grazie a un non comunista come mio padre, uno che non ha mai mangiato stufato di orfanell,  alla faccia di chi pensa che i liberi pensatori usino bambocci strabolliti per fertilizzare le rose e le begonie in giardino, iniziai a diffidare degli oligarchi e dei monopolisti, dei lupi travestiti d'agnelli e di Silvio B. Peccato, perchè se non mi fosse balenata in mente questa domanda stupida, anzichè tifare Fiorentina sosterrei il Milan, magari.

PS: Silvio Berlusconi ha chiamato gli elettori di sinistra, cioè quelli che non vogliono sostenere la sua pratica monarchica, massona e papalina di gestione del potere "coglioni". Bhè, nessuno dei tanti illustri filosofi della sinistra italiana ha pensato di dire che "Coglioni" fa proprio rima con "Berlusconi".

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 03:12 | link | commenti (6) |

venerdì, aprile 14, 2006

NOW PLAYING...

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 01:32 | link | commenti (1) |

sabato, aprile 08, 2006

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 22:17 | link | commenti (7) |

venerdì, aprile 07, 2006
Disordine completo

Non è che io alla fine abbia tutta 'sta voglia di parlare di 'sto gruppo punk del cazzo: cioè, quel che dice il commentatore ANOnimo sui GBH vale anche per questi brutti ceffi, anch'essi inglesi, anch'essi degli Eighties e anch'essi parecchio bestie. Ma, in confronto all'assalto brutale dei Disorder, la musica dei GBH rischia di passare per una polka, un minuetto anche nei suoi momenti più selvaggi. I Disorder erano un passo avanti ai Discharge, agli Anti-Nowhere League, e secondo il mio modesto parere sono stati i veri fondatori del grind core. La batteria picchiata selvaggiamente, le chitarre ultrasature, un basso perennemente violentato e una voce che ha perso ogni genere di parentela con quella umana sono il risultato finale della loro immonda miscela sonora che è vero e proprio liberatorio, primitivissimo RUMORE, cioè proprio quello che è il grind core che si può ascoltare sulla pietra miliare "Scum". Sì, certo, erano figli di quegl'hippie mancati dei Crass, le menate politiche -giustificate certo, notate le due facce di merda di Maggie & Ronnie sulla copertina qui a lato - il DIY totale e l'atteggiamento erano tipici del periodo; la registrazione merdosa dei loro dischi non invoglia a comprare i CD o i vinili soprattutto se siete neofiti del punk o cultori delle puttanatine dell'emo, ma ragazzi, senza i Disorder certamente la vostra collezionedi dischi non avrà mai lo stesso fascino che ha la mia, altro che cazzate. Quindi voglio darvi qualche buon motivo per alzare quel culone grasso dalla sedia e comprare uno qualunque dei dischi di questa band di merda e idolatrarlo. 1) ERANO DROGATI PERSI. Secondo quello che scrive Marco Philopat su "Costretti a sanguinare", i Disorder, ospiti fissi del Virus a Milano, inventarono una droga a base d'alcol capace di bruciare, effetto nitroglicerina, i cervelli di molti punkabbestia dell'epoca. Un grazie imperituro. 2) ERANO ASSOLUTAMENTE INCAPACI DI SUONARE E SCRIVERE CANZONI. Ebbene sì. I loro album fanno tutti, nessuno escluso, cagare. Ma fanno cagare sangue, sicchè è bene portarseli a casa tutti, o almeno una compilation, tirchioni del cazzo. Date alle fiamme i vostri dischi da intellettuali del punk della minchia, ubriacatevi d'assenzio e bruciate tutti i cassonetti che trovate a un raggio di 2 km da casa vostra, perchè questa è roba esaltante. 3) SONO INGLESI. Questa in effetti NON E' una buona ragione. 4) ODIAVANO MAGGIE & RONNIE. Buon motivo per adorarli. Gli effetti catastrofici della politica di quelle due facce di merda sono ancora sotto gli occhi di tutti. Per dire, se non fossero esistiti loro, non avremmo dovuto ascoltare le "protest songs" di Disorder e gentaglia varia contro loro e laloro politica liberista assassina. 5) HANNO SCRITTO "RAMPTON SONG". La devastazione. Notevole anche "You've got to be someone". 6) SI SONO SCIOLTI QUANDO NON AVEVANO PIU' NULLA DA DIRE. E quindi si sono (e ci hanno) risparmiati un crepuscolo di carriera imbarazzante, sia per loro che per noi. Cioè, già la vecchiaia di gente come Cugini Di Campagna e merda simile è già uno schifo e fanno roba melodica da supermercato, ve l'immaginate voi una banda di punkabbestia che rallenta il tiro e scimmiotta i gruppi a loro ispirati? A me sembrano vecchi che tentano di scopare... 7) SONO STATI UNO DEI PEGGIORI GRUPPI DEGLI ANNI OTTANTA. E quindi, in questo periodo di rivalutazione, farebbero laloro porca figura accanto a Dead Or Alive, Europe, Bon Jovi e quel pagliaccione grasso di Axl Rose. 8) SONO STATI UNO DEI MIGLIORI GRUPPI DEGLI ANNI OTTANTA. Gli anni Ottanta sono solo merda rivestita di hairspray, loro erano la merda sopra la torta di matrimonio dei diabolici Maggie & Ronnie. 9) GLI INTELLETTUALOIDI DEL PUNK NON LI CITANO MAI. Quelli che hanno la Verità in tasca, per dire, che sanno tutto e tutto vorrebbero insegnarvi, se li dimenticano sistematicamente. Voi andategli nel culo e recatevi ai colloqui di lavoro con la maglietta oltraggiosissima dei Disorder o quella dei Doom (Con lo sbirro inglese con la svastica sul cappello, tra l'altro vietata in Inghilterra perchè "contro la Regina") e citateli come esempi di virtù e modelli da seguire per i giovani alle convention di Forza Italia,o a quelli dei giovani cattolici. Figurone assicurato. 10) GARBANO A ME. E questa è la miglior ragione. O no?

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 03:34 | link | commenti (3) |

mercoledì, aprile 05, 2006
GBH in Italia parte II - 19/02/2006 @ Strike Spa, Roma

La sveglia mattutina, nelll’albergo sulla riviera romagnola, è delle peggiori: stavo sognando una pin up, e la voce di Ghigo mi riporta alla realtà; partenza per Roma, dove dobbiamo essere alle 16, allo Strike Spa, uno squat enorme. In realtà il concerto era previsto allo Zoo Bar, ma le richieste hanno costretto Michele a spostare il concerto in un luogo più grande, dove da giorni si stava svolgendo la manifestazione “Punk a Roma 2”: nomi in cartellone enormi (Eu’s Arse e UK Subs tra gli altri), la serata conclusiva vede, appunto i GBH impegnati sul palco con Bloody Riot – italian punk rock legend – capitanati dal brutale Perciballi. Si parte, si passa accanto alle leggendarie saline di Cervia (“Cervia la città di ‘Campioni’”, come recita senza alcuna vergogna il main sign all’ingresso della città), la giornata fa schifo e qualcuno nel furgone la sera prima ha bevuto, e fumato, anche troppo. Beati loro che dormono. Passiamo come al solito per strade statali che fanno cagare, Ghigo non vuole foraggiare le Autostrade di merda italiane, e ci costringe a vedere tutto l’Appennino versante est; dio boia che schifo! E ovviamente, il tutto è condito dalla solita, nutrita quantità di bestemmie contro le strade pavimentate come la faccia di un’adolescente brufoloso, tanto che ne insegnamo qualcuna (porca madonna, accidenti al clero, dio cane) al buon roadie Daniel. Merda su merda, sulla E45 (non so se sia esattamente la E 45, prendetela per buona) ci costringono a una deviazione, quindi ce ne andiamo sulle montagne assieme a Heidi e Peter e al nostro tour van, passiamo all’interno di paesini sfigatissimi tra Romagna, Marche e Umbria e l’unica cosa che scuote Colin dal torpore è lo scoprire che non lontano da questi luoghi dimenticati da Dio, da Satana e anche dall’uomo è nato il suo grande eroe Valentino Rossi. Intanto il lettore mp3 ci manda al solito ottima musica. Io mi esalto con i pezzi di Johnny Cash (“Tennesee Flat Top Box”, la mia preferita dell’Uomo in nero, “Get rhythm”, “Ballad of a teenage queen”) e del Re; a quel punto Ross e Jock prendono per il culo il Re, l’uno chiamandolo “fuckin’ cunt and a transvestite”, l’altro storpiando il testo di “Jailhouse rock”, trasformando l’originale “Everybody in the whole cell block was dancin’ to the jailhouse rock” in “Everybody in the whole street blocks was suckin’ a big fat cock”. Fottutissimi inglesi! Nei pressi di Città di Castello (dov’è nata quella fica di Monica Bellocci, altra notizia che li riempie di gioia) ci fermiamo a mangiare in uno scalcinato ristorante on the road. I ragazzi ridono quando gli spiego che gli italiani Autogrill non servono auto grigliate con contorno di verdure. Chissà che impressione hanno di noi! Durante il pranzo, Colin e Scott guardano quell’orribile reality show che è “ La Fattoria ”, riconoscendo Katia Ricciarelli e ridendo di fronte a Leopoldo Mastelloni, che avevano scambiato per “the famous italian transvestite singer”, suppongo che alludessero a Renato Zero, ma che cazzo me ne fotte a me! Gli chiedo della partecipazione di John “Johnny Rotten” Lydon all’”Isola dei famosi”, e mi rispondono “epocale”, e dopo aver bevuto il caffè e fatto un rutto ce ne andiamo verso Roma, con Ghigo inviperito contro le ”strade di merda porco dio, le tasse le pago per falli pippa’ la ‘o’aina  madonna troia”, con me preoccupato per il dolore allo stomaco di Michela (che mi aveva telefonato) e con i cinque albionici totalmente addormentati e intenti a smaltire “the chicken” e la nota birra caimana Moretti. Dopo un paio d’ore, tenuti per mano dal tempo capriccioso, arriviamo nella Capitale. Come al solito, il mio odio e amore per Roma mi avvolge; una città bellissima dove traffico e altre cosine mi innervosiscono. Telefoniamo a Michele che ci viene a prendere a un paio di centinaia di metri dallo Strike Spa e ci porta nello squat. Il mio senso di meraviglia all’interno del posto è completo: un’ex warehouse con enormi piste da skate, pezzi di aerosol art a dir poco meravigliosi, organizzazione perfetta, gente rilassatissima e cordiale che ci offre da mangiare roba buonissima, cani da punkabbestia insopportabili che giocano a pallone, postazione internet dalla quale vedo (assieme al giallorosso Michele) il sorpasso dei romanisti sulla Fiorentina, scazzo mitigato alla stragrande dall’infortunio all’odioso analfabeta Totti, e un giorno riporterò le dichiarazioni della mitica Lara Red Light sulla “su’ moglie maiala”. Faccio delle foto meravigliose a Colin, Jock, Ross e Scott all’interno del locale, foto che forse vedrete pubblicate da qualche parte nel giro di qualche mese, una con Colin intento a fumare in effigie un cannone di cartapesta enorme, alla faccia di Fini e di quell’estremista forcaiolo di Giovanardi, i ragazzi fanno il sound check e fraternizzano con quelli dello Strike Spa. Nel frattempo vado al cesso – pulitissimo – e piscio nella turca dove qualche buontempone ha sistemato un manga porno erotico pieno di sborrate, sia disegnate che reali, che riconosco dall’inconfonbile alone giallastro sulle pagine. Ma dico io, come si fa a farsi le seghe su un manga? Sono pazzi questi romani… Verso le 18 andiamo all’hotel, un posto ributtante sulla Nomentana, al settimo piano di un palazzo primi Novecento. Stanze di merda, TV senza telecomando che irritano Ross e Daniel, un unico letto matrimoniale per stanza, odore di pulito alla ”dog’s dick”, cessi ignobili, doccia impraticabile. Magra consolazione, la receptionist è una rumena superfiga sulla trentina che esalta tutti noi maschietti. Intervisto Colin e Scott, vado a bere un caffè con Ghigo in un bar sotto l’albergo dove incontriamo Cristiano B-Side e la sua cittina romana Romina e dopo un po’, raggiunti da Michele, andiamo al ristorante, un posto davvero al di sopra della media. Di solito la regola funziona così: hotel di merda, ristorante ok, e anche stavolta viene rispettata. Ci rimpinziamo di pizza, focaccia, arancini, fuori a fumare parliamo di calcio, Manchester Utd e City, Sunderland, Torino, Fiorentina, Roma, Lazio, Bayern Munchen, Olympique Marseille, Celtics e Rangers, Milan, Atletico e Real Madrid, Liverpool (ode alla KOP). E ci leviamo dai coglioni per andare allo Strike Spa, senza passare dall’albergo. Quando arriviamo i Dys hanno appena iniziato il set, ottima band hard core incazzata al punto giusto, io mi aggiro per banchetti a cercare il cd degli Eu’s Arse che non trovo, accidenti alle teste di pecorino e ai coglioni che hanno a cuore il mio disinteresse e porco dio votano per “il nano di Arcore, il nostro grandissimo premier Silvio Berlusconi” (sì, GTB, la frase è tua e mi garba, te l’ho usata ma ti tributo il giusto copyright), però porto a casa per una decina d’euri un bellissimo sampler della Ace Records con Tall Boys, Damned, Sonics e un sacco di altri per un totale di venti pezzi al banchetto di Goodfellas. Sul palco i Bloody Riot, “italian punk leggenda” capitanati da Perciballi, vestito come un carcerato e con la grinta dell’ultimo Berlusconi, quello che dice che i figli dei padroni son diversi da quelli degl’operai. Concerto ottimo, i Bloody Riot spaccano e piacciono tantissimo ai GBH. Sono a pezzi, Daniel mi caccia in bocca una pillola bianca (concentrato di caffeina, scoprirò più tardi), i GBH con me, Daniel e Ghigo al seguito salgono sul palco e solo allora mi accorgo che allo Strike Spa sono presenti oltre millecinquecento persone. Un colpo d’occhio notevole! Solo al vecchio Leoncavallo avevo visto concerti punk con tutta ‘sta gente! E appena i GBH aprono (“Sick boy”) la gente si trasforma in uno tsunami puzzolente e sudato, con un pogo da lotta libera, stage diving mostruosi, il palco fatto da tubi Innocenti e assi che si muove, pugni, calci, sputi e birra che zampilla come da una fonte. “Necrophilia”, “State executioner”, “Generals” attesa da tutti, “Dead on arrival”, “Knife edge”, “Freak” due dediche, una a me (mi chiama Johnny Cash e io divento del colore della mia college) e una a Valentino Rossi, “I’m the hunted”. Concerto meglio del precedente, la mia stanchezza è cancellata e l’esaltazione è a mille: il Perciballi prende a schiaffi uno skin che, sotto al palco, era dedito al pogo scorretto, un ubriaco seduto sul bordo del palco tiene a bada alcuni dei punk più esaltati, Ghigo si diverte a guardare una punkettina sui vent’anni che fa stage diving di schiena e viene afferrata per il culo da quella massa rozza di pugnettari punk. Al termine del concerto, disintegrati dalla stanchezza, spinelliamo nel back stage e Scott mi regala il suo crash, distrutto a martellate da Colin, che faccio firmare dalla band e che regalerò a mio fratello per il suo imminente 24mo genetliaco, sempre che lui sappia che cos’è un genetliaco. Salutati tutti (io cerco rogne e le trovo con un punkabbestia che l’aveva presa mondiale) torniamo all’albergo a terminare la serata con birra e altro; in camera di Colin e Scott, io Ghigo con Daniel, Jock e Ross, pianifichiamo con cura un’altra serie di concerti punk. Stay tuned! Andiamo a dormire alle 4, e dio cane un paio d’ore dopo dobbiamo accompagnarli a Ciampino per l’aereo. L’esperienza è stata fantastica, ringraziamo una delle migliori live band del punk e torniamo verso la Toscana incellophanati dal sonno terribile e opprimente che le pillole alla caffeina di Daniel hanno fatto sparire per solo un’oretta.

(Nella foto, Jock e  io allo Strike Spa)

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 17:13 | link | commenti (8) |

sabato, aprile 01, 2006
Morte in diretta

Sono morto ieri sera mentre guardavo "Traffic". Non è un fake alla UnaCrisalide. Non venite più a cercarmi. (Soundtrack THE JOYKILLER "Hate")

Elvis Presley è apparso in sogno a: BadMotherFucker a 03:30 | link | commenti (5) |


Heracleum blog & web tools